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Il fasciocomunista

Il fasciocomunista

di Antonio Pennacchi

4.5

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È il 1962 e "Accio" ha 12 anni. È in seminario - sognava di fare il missionario - ma ora s'è stufato e vuole tornare a casa, a Latina. Lì, però, non lo accolgono troppo volentieri: sette tra fratelli e sorelle, più un padre operaio e madre in crisi di nervi. E allora scappa da casa, non va più a scuola, s'iscrive al MSI. Gira con la catena sotto l'impermeabile, entra ed esce dalla questura, lo espellono dall'MSI, entra nel Movimento Studentesco, diventa maoista... Antonio Pennacchi racconta la storia di un eroe istintivo, stupido, goffo, attaccabrighe, arrogante, sentimentale.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 8 recensioni)

4.0L'idea è vincente, 20-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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La realizzazione un po' meno. Ho letto il libro affascinata dal film, che ha vuto molti elogi ma anche detrattori. Il libro è molto diverso, più prolisso per alcuni aspetti, meno profondo per altri. La rabbia della generazione che descrive e che si palesa anche nella scelta della di copertina secondo me non è così tanto vivida come nel film. Mai leggere un libro dopo averne visto la trasposizione cinematografica, ma piuttosto fare il contrario, per dare ai libri i riconoscimenti che meritano!
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5.0Gli anni di piombo visti da Accio Benassi, 07-12-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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C'è tutto in questo romanzo: l'amore, la rabbia di una generazione, le bandiere, la giovinezza spensierata, la fratellanza e un finale tragico. Con una prosa diretta e coinvolgente Pennacchi racconta la storia di Accio Benassi, un ragazzo semplice, che vive gli anni di piombo a modo suo. A volte con impeto, a volte con ingenuità. Tra incomprensioni familiari e amori il romanzo scorre veloce. Pessima la trasposizione cinematografica che stravolge la storia.
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5.0Ottimo, 25-11-2010
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Un libro ben scritto e commovente in cui viene descritta la società tra il 60 e il 70 con le varie confusioni politiche e di ideali di quel periodo!
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4.0Pennacchi figlio unico, 15-10-2010
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Questo è il libro da cui è stato tratto il fortunato film di Daniele Lucchetti "Mio fratello è figlio unico".
Antonio Pennacchi autore di questo libro, ci ha regalato questo bel romanzo, crudo, appassionato, ironico e sferzante in cui narra la vicenda autobiografica di un ragazzo di Latina - ex Littoria - che fu prima neo-fascista e poi comunista-maoista. Un bel ritratto di un paesino nel Lazio che potrà far comprendere alcune realtà durante gli anni di piombo in Italia.
Bello. Peccato il finale "amputato" che sembra scritto frettolosamente.
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4.0nostalgia del passato?, 04-10-2010
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nonostante non abbia vissuto nel periodo descritto dal libro, leggerlo oggi, a decenni di distanza, mi ha fatto sentire come un senso di vuoto, per la mancanza di ideali e iniziativa delle generazioni attuali, come la mia. Di certo non è molto invidiabile Accio, che di ideali ne ha fin troppi, che vagano in contrasto tra loro nella sua mente e che segue fino allo stremo, fino a cascare nell'illegalità, come spesso accadeva allora. Si ritrova in una spirale di confusione, dettata forse anche da un ambiente familiare poco incisivo, che lo spinge a seguire oggi una certa compagnia, domani un'altra, con il solo scopo di non sentirsi solo. L'essenziale credo sia proprio quello: il ritratto di una persona sola, senza una guida, trascinato e coinvolto dagli eventi. Sicuramente consigliato.
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5.0Molto meglio del film, 01-10-2010
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Pennacchi ci regala un racconto memorabile, un'autobiografia giovanile che si imprimerà nella mente e nel cuore dei pochi che riusciranno a comprendere senza pregiudizi di maniera. Un libro molto diverso e decisamente migliore del film che ne è stato tratto. Complimenti a Pennacchi, veramente.
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4.0Libro appassionante, 29-09-2010
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Un gran libro, perfetto ritratto non soltanto della società italiana a cavallo tra gli anni '60 e '70, ma anche dei movimenti politici di estrema destra e sinistra di quegli anni con indottrinamenti, confusioni ideologiche e conseguenti derive personali che hanno lasciato per strada migliaia di giovani di entrambe le parti.
Un libro divertente ma al tempo stesso commovente e ben scritto.
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4.0La mia storia in un altro periodo, 08-07-2010, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Un libro bello e affascinante. Più coinvolgente del film (che pure ho apprezzato), con ritmi più serrati e con la straordinaria capacità di farti impersonare in uno dei protagonisti. Un viaggio in un'Italia che non c'è più, ma che forse non tarderà a ritornare. Contrapposizioni ideologiche che diventano il pretesto per qualunque disputa, anche familiare. Il credo politico come prima distinzione tra simili. La voglia e la passione di partecipare alla vita attiva della società e del paese. Cercando di ribellarsi agli schemi e con la convinzione di avere capito tutto prima degli altri.
Una lettura scorrevole, che merita di essere affrontata.
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