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Caduta libera. E-book

Caduta libera. E-book

di Lilin Nicolai


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  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2010
  • Pagine: 336
  • Dimensione: 1.53 MB
  • Formato: EPUB
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
  • Dettagli Protezione: Array
  • Versione Stampata: Caduta libera
  • EAN: 9788858400357
Chi ha scritto queste pagine, raccontando ciò che ha vissuto, non è un cecchino. Ma ha fatto il cecchino per due anni di servizio militare in un gruppo d'assalto dell'esercito russo durante la Seconda campagna cecena. Non sempre si è ciò che si fa. L'uomo dovrebbe essere più di ciò che fa. Ma ciò che fai può essere così orribile da cambiare ciò che sei: un uomo. La guerra che in queste pagine vedi - perché l'equipaggiamento simbolico di Lilin è soprattutto visivo, come quello della gran parte di noi - non ha orizzonti, né ideologie, né complesse visioni del mondo. Tutto è ravvicinato come attraverso il cannocchiale di un fucile di precisione. Ma è proprio tale assenza di prospettiva a rendere queste pagine terribili più grandi degli eventi che raccontano. Così, la guerra che vedi non è solo quella cecena, ma è la guerra come la si combatte oggi in ogni parte del mondo. Quella senza politica, senza dichiarazioni ufficiali, senza il teatro dei media. Ma con tutta la tecnologia disponibile. E ogni tecnologia - se togli l'uomo come accade in guerra, se togli non solo la pietà ma anche l'etica - si riduce a strumento bellico. Il gruppo di sabotatori raccontato da Lilin con un aurorale talento di narratore non si trova su un fronte, ma nel caos dell'azione in prima linea o dietro le linee nemiche. Gli uomini sono per lo più arruolati contro la propria volontà e combattono per la propria sopravvivenza contro il nemico e contro i traffici del proprio Comando. Fra le case, nei cortili, sul fianco di una collina, nelle fogne o all'interno di una moschea. I nemici sono semplicemente gli «arabi» - come vengono chiamati senza distinzioni e in un assurdo guazzabuglio «ceceni, musulmani, afghani, talebani, terroristi o combattenti di qualunque fede politica» - che bisogna annientare senza pietà ma soprattutto senza esitare, pena la vita. L'unica lealtà possibile è quella primitiva verso il compagno nel gruppo assediato dal mondo di fuori. Si uccide con armi ad alto potenziale o di precisione, ma anche con il pugnale o con una pistola appoggiata alla nuca. E il corpo del nemico fatto a pezzi diventa manichino. Chi lo guarda, per poter sparare meglio si è appena trasformato in una pietra senza respiro e senza vita e ora posa su di esso uno sguardo estetico. E tu capisci che l'uomo non c'è più. Provi orrore quando Lilin non confessa, ma semplicemente dice di aver provato piacere a uccidere, la «gioia» dell'assassino addirittura, ma ti rendi conto di essere di fronte a un frammento di verità. Ogni guerra, qualsiasi guerra se la vedi senza i filtri dei princìpi o delle ideologie, è come questa. Ed è così per le vittime come per i carnefici. Porta l'uomo oltre l'uomo, sì, al di là del bene e del male. Tutto il resto è letteratura.

Note su Nicolai Lilin

Nicolai Lilin è nato a Bender, in Moldavia, il 12 febbraio del 1980. Di origini siberiane, Nicolai Lilin, fino all’età di diciotto anni, ha vissuto in Transnistria, una regione indipendente, non riconosciuta a livello internazionale, facente parte ufficialmente della Repubblica di Moldavia. Ha prestato servizio nell’esercito russo e ha combattuto la guerra in Cecenia. Nel 2003 si è trasferito in Italia. E’ sposato con un’italiana e ha una figlia. Il suo esordio nella narrativa è avvenuto nel 2009, con il romanzo dal titolo “Educazione siberiana”, dove racconta la vita nelle comunità criminali di origine siberiana della Transnistria. Il romanzo ha avuto un enorme successo, ed ha avuto una trasposizione cinematografica con la regia di Gabriele Salvatores. Il suo secondo romanzo è de 2010 e si intitola “Caduta libera”, nel quale racconta l’esperienza di guerra in Cecenia, mentre nel romanzo 2Il respiro del buio” (2011), racconta le difficoltà incontrate nel reinserirsi nella società al termine della guerra. Il suo quarto romanzo è del 2012 e si intitola “Storie sulla pelle”, opera incentrata sui tatuaggi siberiani. A partire dal 2010 Nicolai Lilin vive e lavora a Milano, accanto all’attività di scrittore, collabora con alcune testate giornalistiche e gestisce il Kolima Contemporary Culture, un centro di disegno e tatuaggio siberiano.
 

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