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La città e i cani

La città e i cani

di Mario Vargas Llosa


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Così rispondeva l'autore a chi, al momento della pubblicazione, gli chiedeva se La ciudad y los perros - bruciato in piazza dai militari, considerato dalla critica il migliore tra i suoi romanzi, - fosse un romanzo "sulla violenza". E la violenza - fisica e non - fa da sfondo al microcosmo del Collegio Leoncio Prado di Lima dove avviene l'educazione del protagonista-alter ego dell'autore. Un collegio retto da militari secondo una disciplina militare in cui confluiscono sia i figli delle classi inferiori ammessi per merito sia quelli delle classi alte mandati lí dalle famiglie nella speranza di domarli, e dove la sopraffazione, la forza bruta, il dispotismo sono le leggi della convivenza, a dispetto di regolamenti e norme. "Ero un bambino viziatissimo, presuntuosissimo, cresciuto, faccio per dire, come una bambina... Mio padre pensava che il Leoncio Prado avrebbe fatto di me un uomo, - ricorda Vargas Llosa, - ma per me fu come scoprire l'inferno".

Note su Mario Vargas Llosa

Jorge Mario Perdro Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, il 28 marzo del 1936. Appartenente ad una famiglia del ceto medio, trascorre la giovinezza in Bolivia. Studia Lettere e Giurisprudenza presso l’Universidad Nacional Mayor de San Marcos, a Lima. Dopo gli studi si trasferisce in Europa. Viaggia molto tra la Spagna, la Francia, l’Italia e l’Inghilterra. Lavora come giornalista per la France Press e si dedica alla narrativa. Il suo romanzo d’esordio si intitola “Los Jefes” (1959), ma il romanzo che lo rende un autore noto nel panorama letterario internazionale, è “La ciudad y los perros”, scritto nel 1963. In Perù, tuttavia, il romanzo è stato bruciato perché considerato dissacrante. Jorge Mario Perdro Vargas Llosa, assieme a Gabriel Garcia Marquez, è considerato uno dei principali protagonisti della rinascita della narrativa sudamericana. Come numerosi altri autori latinoamericani, Vargas Llosa è estremamente attivo in ambito politico, tanto che nel 1990 si è candidato, senza successo, alle presidenziali del Perù. Nel 1993 chiede ed ottiene la cittadinanza spagnola. Autore di numerose opere, tra i vari premi ricevuti da Jorge Mario Perdro Vargas Llosa per il suo impegno in ambito letterario vi è anche il Nobel, che gli è stato consegnato nel 2010, rendendolo il primo peruviano a ricevere il prestigioso riconoscimento.
 

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 5 recensioni)

5.0Da leggere, 03-04-2014
di - leggi tutte le sue recensioni
Primo libro letto di Vargas Llosa, mi ha sicuramente impressionato. Uno stile inusuale che invoca concentrazione, ma che coinvolge fino all'ultima pagina toccando varie problematiche: l'adolescenza, i primi amori, l'educazione militare, la città in espansione e così via. Sicuramente si trovano molti episodi autobiografici, ma questo non disturba minimamente la trama. Come altre recensioni hanno detto, questo libro è consigliatissimo.
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5.0Violenza al Collegio , 08-09-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Non è facile la lettura di questo libro, in particolare della prima parte, quando si deve entrare nel meccanismo della narrazione che si svolge su più piani temporali e a più voci narranti che si intersecano, e che talvolta è anche difficile individuare. E anche il linguaggio e la traduzione non aiutano. Ma poi si viene presi dalle vicende e dai personaggi, descritti con una forza eccezionale. Gli avvenimenti, sia nel presente che nel passato, si susseguono annodandosi e i colpi di scena sono attesi in continuazione e si infittiscono. L'ambiente del Collegio militare Leoncio Prado, a suo tempo frequentato dall'Autore, e che nelle intenzioni della borghesia peruviana dovrebbe essere il luogo di formazione della classe dirigente peruviana nonché quello di redenzione per qualche adolescente problematico, è descritto come un luogo dove è predominante la continua violenza dei rapporti umani. (Da notare che i cani del titolo sono i cadetti del primo anno secondo come sono chiamati dai più grandi che li sottopongono a continue vessazioni). Nonostante si parli di un paese lontano l'intensità del romanzo sarà alla fine tale che lo stesso ambiente e i personaggi ci resteranno enormemente impressi.
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5.0Bellissimo, ma difficile, 16-08-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 61
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Un libro meraviglioso: quanta poesia! Ma anche un testo difficile, in cui a volte bisogna comprendere chi è l'io narrante.
Alcuni ragazzi, in apparenza senza età, in pratica tra i quindici e i diciassette anni, vivono esperienze terribili, come solo l'adolescenza può far vivere, dentro e fuori da un collegio militare di Lima. E, sullo sfondo delle vicende personali, c'è la città, che l'autore ama profondamente e nella quale è cresciuto. L'esperienza autobiografica di Vargas Llosa si scinde in almeno tre dei protagonisti e ciò rende questo romanzo unico nel panorama delle storie di formazione. Da leggere, da consigliare.
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5.0Amaro e violento, 10-08-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 12
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E' stato il, primo libro che ho letto di mario Vargas Llosa, molto prima del premio Nobel e prima ancora che fosse considerato un grande scrittore, ebbene... Un capolavorto assoluto. Ambientato in un cllegio di militari, narra con estrema drammaticità la vita nel collegio, laddove violenze striscianti e sopraffazioni quotiniane venivano considerati un modo per far crescere i ragazzi. Messo al bando dal regime militare è da considerari, per me, ad oggi, il capolavoro assoluto di Llosa. Consigliatissimo.
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4.0La città e i cani, 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Tecnica di scrittura veramente piacevole e inusuale, Vargas LLosa fa ricorso alla tecnica dell'indiretto libero che consente la lettore di entrare direttamente all'interno della testa dei protagonisti, di sentirne le sensazioni.
I punti di vista di narrazione saltano da un personaggio all'altro, da una vicenda all'altra e disorientano il lettore, almeno all'inizio, ma incrementano il realismo della storia. Crudo, spietato, amaro mai volgare.
I personaggi: su tutti emerge alla fine il Giaguaro, cattivo, spietato ma coerente con se stesso fino all'estremo. L'epilogo finale getta una luce inaspettata su tutto il romanzo. Viscerale.
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