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La città e i cani

La città e i cani

di Mario Vargas Llosa

5.0

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  • Editore: Einaudi
  • Collana: Einaudi tascabili
  • Traduttore: Cicogna E.
  • Data di Pubblicazione: gennaio 1997
  • EAN: 9788806147747
  • ISBN: 8806147749
  • Pagine: 398
Per lo scrittore peruviano, il momento della crisi avvenne quando il padre, che osteggiava violentemente la sua passione letteraria, decise di affidarlo a un istituto gestito da militari, famoso per la sua durezza: il Collegio Leoncio Prado, a Lima. Racconterà Vargas Llosa: "Per me fu come scoprire l'inferno, ma fu lì che cominciai a scrivere. Fui costretto a coltivare la mia passione in segreto: ma fu per me come uno sfogo alla rivolta che nutrivo contro il Leoncio Prado". In questo romanzo, che vuole essere una metafora della violenza contemporanea, l'autore torna alla dolorosa esperienza nel collegio.

Note su Mario Vargas Llosa

Jorge Mario Perdro Vargas Llosa è nato ad Arequipa, in Perù, il 28 marzo del 1936. Appartenente ad una famiglia del ceto medio, trascorre la giovinezza in Bolivia. Studia Lettere e Giurisprudenza presso l’Universidad Nacional Mayor de San Marcos, a Lima. Dopo gli studi si trasferisce in Europa. Viaggia molto tra la Spagna, la Francia, l’Italia e l’Inghilterra. Lavora come giornalista per la France Press e si dedica alla narrativa. Il suo romanzo d’esordio si intitola “Los Jefes” (1959), ma il romanzo che lo rende un autore noto nel panorama letterario internazionale, è “La ciudad y los perros”, scritto nel 1963. In Perù, tuttavia, il romanzo è stato bruciato perché considerato dissacrante. Jorge Mario Perdro Vargas Llosa, assieme a Gabriel Garcia Marquez, è considerato uno dei principali protagonisti della rinascita della narrativa sudamericana. Come numerosi altri autori latinoamericani, Vargas Llosa è estremamente attivo in ambito politico, tanto che nel 1990 si è candidato, senza successo, alle presidenziali del Perù. Nel 1993 chiede ed ottiene la cittadinanza spagnola. Autore di numerose opere, tra i vari premi ricevuti da Jorge Mario Perdro Vargas Llosa per il suo impegno in ambito letterario vi è anche il Nobel, che gli è stato consegnato nel 2010, rendendolo il primo peruviano a ricevere il prestigioso riconoscimento.
 

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Voto medio del prodotto:  5.0 (4.8 di 5 su 5 recensioni)

5.0Da leggere, 03-04-2014
di - leggi tutte le sue recensioni
Primo libro letto di Vargas Llosa, mi ha sicuramente impressionato. Uno stile inusuale che invoca concentrazione, ma che coinvolge fino all'ultima pagina toccando varie problematiche: l'adolescenza, i primi amori, l'educazione militare, la città in espansione e così via. Sicuramente si trovano molti episodi autobiografici, ma questo non disturba minimamente la trama. Come altre recensioni hanno detto, questo libro è consigliatissimo.
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5.0Violenza al Collegio , 08-09-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Non è facile la lettura di questo libro, in particolare della prima parte, quando si deve entrare nel meccanismo della narrazione che si svolge su più piani temporali e a più voci narranti che si intersecano, e che talvolta è anche difficile individuare. E anche il linguaggio e la traduzione non aiutano. Ma poi si viene presi dalle vicende e dai personaggi, descritti con una forza eccezionale. Gli avvenimenti, sia nel presente che nel passato, si susseguono annodandosi e i colpi di scena sono attesi in continuazione e si infittiscono. L'ambiente del Collegio militare Leoncio Prado, a suo tempo frequentato dall'Autore, e che nelle intenzioni della borghesia peruviana dovrebbe essere il luogo di formazione della classe dirigente peruviana nonché quello di redenzione per qualche adolescente problematico, è descritto come un luogo dove è predominante la continua violenza dei rapporti umani. (Da notare che i cani del titolo sono i cadetti del primo anno secondo come sono chiamati dai più grandi che li sottopongono a continue vessazioni). Nonostante si parli di un paese lontano l'intensità del romanzo sarà alla fine tale che lo stesso ambiente e i personaggi ci resteranno enormemente impressi.
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5.0Bellissimo, ma difficile, 16-08-2011, ritenuta utile da 48 utenti su 61
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Un libro meraviglioso: quanta poesia! Ma anche un testo difficile, in cui a volte bisogna comprendere chi è l'io narrante.
Alcuni ragazzi, in apparenza senza età, in pratica tra i quindici e i diciassette anni, vivono esperienze terribili, come solo l'adolescenza può far vivere, dentro e fuori da un collegio militare di Lima. E, sullo sfondo delle vicende personali, c'è la città, che l'autore ama profondamente e nella quale è cresciuto. L'esperienza autobiografica di Vargas Llosa si scinde in almeno tre dei protagonisti e ciò rende questo romanzo unico nel panorama delle storie di formazione. Da leggere, da consigliare.
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5.0Amaro e violento, 10-08-2011, ritenuta utile da 7 utenti su 12
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E' stato il, primo libro che ho letto di mario Vargas Llosa, molto prima del premio Nobel e prima ancora che fosse considerato un grande scrittore, ebbene... Un capolavorto assoluto. Ambientato in un cllegio di militari, narra con estrema drammaticità la vita nel collegio, laddove violenze striscianti e sopraffazioni quotiniane venivano considerati un modo per far crescere i ragazzi. Messo al bando dal regime militare è da considerari, per me, ad oggi, il capolavoro assoluto di Llosa. Consigliatissimo.
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4.0La città e i cani, 08-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
di - leggi tutte le sue recensioni
Tecnica di scrittura veramente piacevole e inusuale, Vargas LLosa fa ricorso alla tecnica dell'indiretto libero che consente la lettore di entrare direttamente all'interno della testa dei protagonisti, di sentirne le sensazioni.
I punti di vista di narrazione saltano da un personaggio all'altro, da una vicenda all'altra e disorientano il lettore, almeno all'inizio, ma incrementano il realismo della storia. Crudo, spietato, amaro mai volgare.
I personaggi: su tutti emerge alla fine il Giaguaro, cattivo, spietato ma coerente con se stesso fino all'estremo. L'epilogo finale getta una luce inaspettata su tutto il romanzo. Viscerale.
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