Ricerca Veloce:    
Ricerca Avanzata
 

Cigni selvatici. Tre figlie della Cina

Cigni selvatici. Tre figlie della Cina

di Jung Chang


  • Prezzo: € 12.00
  • Nostro prezzo: € 9.00
  • Risparmi: € 3.00 (25%)
Spedizione gratuita  Promozione: sopra i 19 euro la spedizione è gratuita! (Leggi i dettagli)
Voto medio del prodotto:
4.5
Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi
Aggiungi al carrello

Spedizione gratuita sopra i 19€

Questo prodotto appartiene alla promozione
Tea prima scelta

Descrizione

La storia vera di "tre figlie della Cina" (l'autrice, sua madre, sua nonna) le cui vite e le cui sorti rispecchiano un secolo di storia cinese, un tempo di rivoluzioni, di tragedie e di speranze: dall'epoca dei "signori della guerra" all'occupazione giapponese e poi russa, dalla guerra civile tra i comunisti e il Kuomintang alla lunga Marcia di Mao e alla Rivoluzione Culturale. Allevata come una "Guardia rossa", Jung Chang raccoglierà infine l'eredità di dolore e di speranza di sua nonna e di sua madre, opponendosi al regime, che le deporterà i genitori in un campo di rieducazione e la esilierà ai piedi dell'Himalaya, fino all'insperata occasione di espatrio, nel 1978, verso l'Inghilterra.

Dettagli del libro


Acquistali insieme:

Gli utenti che comprano Cigni selvatici. Tre figlie della Cina acquistano anche Il cimitero di Praga di Umberto Eco € 16.57
Cigni selvatici. Tre figlie della Cina
aggiungi
Il cimitero di Praga
aggiungi
€ 25.57
Aggiungi entambi i prodotti al carrello

Altri utenti hanno acquistato anche:

 

Recensioni degli utenti

recensione_popup

Scrivi una nuova recensione su Cigni selvatici. Tre figlie della Cina e condividi la tua opinione con altri utenti.

Voto medio del prodotto:  4.5 (4.3 di 5 su 6 recensioni)


3.0Cigni selvatici, 11-08-2011
di T. Rossi - leggi tutte le sue recensioni

«Romanzo che aiuta a liberarsi di una immagine edulcorata del dittatore Mao, il liberatore delle masse, il rivoluzionario che ha fatto sognare l'élite della sinistra europea in realtà ha traghettato il popolo cinese da una dittatura all'altra, da una povertà all'altra, da una disperazione all'altra. Ha fomentato scontri su scontri, lotte intestine, continui rovesciamenti di fortuna e drammatiche epurazioni, tutto per la teoria del divide et impera e per la smania di un culto personale quasi divino. Dall'esterno si vedevano solo gli alacri contadini al lavoro nelle risaie, il cibo gratuito nelle mense, le file di studenti sorridenti che sventolavano il Libretto Rosso. Non si vedevano le percosse fisiche e le sedute di denuncia e autocritica, non si vedevano i milioni di morti per la carestia, non si vedeva la distruzione delle opere d'arte vecchie di secoli perpetrata per cancellare un passato che non fosse quello comunista, non si vedevano povertà e desolazione.
Il libro di Jung Chang è una dolorosa e partecipata denuncia dei misfatti compiuti sotto il maoismo e prima ancora nel periodo del Kuomintang, ovvero il partito nazionalista cinese che lottò contro l'invasione giapponese in Manciuria dal 1936 al 1945. E' una cronaca molto dettagliata a livello familiare e sociale, che descrive i frequentissimi ribaltamenti di fronte, le massicce epurazioni, le lotte civili e la sistematica distruzione dell'economia e della cultura cinese. Il racconto della Chang suscita grande empatia per la descrizione delle sofferenze della nonna, concubina di un signore della guerra, della madre e del padre, ondeggianti tra il successo e la disgrazia nei ranghi del partito, e di tutta una nazione maltrattata e trascinata nella polvere della miseria. Si tratta però di un racconto scritto con uno stile povero, spesso noioso, ripetitivo e scarno, probabilmente anche perché l'autrice lo ha scritto in inglese e non nella sua lingua madre (come lei stessa racconta nella prefazione). Ha il valore di una testimonianza come potrebbe averlo un'intervista, un diario, un quaderno di annotazioni, ma il suo spessore poetico e letterario è davvero scarso. La Chang non è Mo Yan, né Ma Jian. Non possiede il loro talento, né la loro forza immaginativa, e per questo il libro non merita una votazione più alta; è uno di quei casi in cui contenuto e forma sono molto sbilanciati, e di questo va tenuto conto per una valutazione globale. D'altronde, dal 1991 la Chang non ha scritto altro se non (a quattro mani col marito inglese, uno storico) una biografia di Mao. Segno che forse quello che disperatamente voleva era raccontare la storia travagliata della sua famiglia. Ed è così che Cigni selvatici va considerato: una ricerca di giustizia tardiva, una sorta di rimborso per i pesantissimi danni morali e materiali subiti da un popolo, una denuncia di una dittatura tra le più crudeli e spietate.
»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Cigni selvatici, 05-08-2011
di A. Lopez - leggi tutte le sue recensioni

«Forse noi in Italia abbiamo una visione idelizzata dell'azione politica di Mao in Cina, e questo romanzo è complesso, perché complessa fu la Cina di Mao. In un numero forse esagerato di pagine narra la storia vera di "Tre figlie della Cina": l'autrice, sua madre, sua nonna, le cui vite e le cui sorti rispecchiano un tumultuoso secolo di storia cinese, un'epoca di rivoluzioni, di tragedie e di speranze. Dal 1909, quando nasce la nonna di Jung Chang e la Cina è ancora una società feudale, al 1932, che vede, sotto l'occupazione giapponese, la nascita della madre, fino agli anni '60 quando tocca a Jung Chang il compito di vivere, riflettere e sopportare la realtà del Paese. Pur rappresentando in maniera cruda alti e bassi del maoismo dall'interno, non cade (almeno non cade troppo) in una critica aprioristica su tutto il male. Bella, fin dall'inizio, la figura del padre, la sua rettitudine ed il suo aderire al comunismo con tutta la testa possibile. Da brivido la descrizione delle campagne politiche degli anni '60 (ma in fondo si tratta solo di descrivere l'uso distorto che fa chi ha il potere e lo gira a proprio tornaconto personale - riecheggia qualcosa?). L'unica cosa che lo scioglimento, il rifugiarsi all'estero della Chang è poi l'unico modo di poterne scrivere. Ma è veramente così? Anche ora? Rifuggo sempre un po' di chi scrive del proprio paese da lontano (come ho spesso scritto sul caso Hosseini).»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Ottimo affresco storico della Cina contemporanea, 26-07-2011
di F. Fumanelli - leggi tutte le sue recensioni

«La storia vera di tre donne: nonna, figlia e nipote, raccontata attraverso gli occhi di Jung Chang (la nipote) . Tre generazioni a confronto nella Cina contemporanea, in un'epoca di grandi rivoluzioni politiche, culturali e sociali. Un ottimo libro per conoscere e comprendere la storia e la cultura cinese. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Cigni selvatici, 22-07-2011
di P. Olcese - leggi tutte le sue recensioni

«Bellissimo, leggetelo se volete conoscere la cina maoista, p meglio di un saggio noiso. Del comunismo cinese, qui c'è una spietata e chiara denuncia, dell'inganno di Mao (che colpisce i giovani occidentali in cui le notizie arrivano filtrate) qui assistiamo alla lenta e sofferente presa di coscienza di una ragazza cinese. La lunga marcia, il grande balzo, i cento fiori, la banda dei quattro emergono come affresco vivo e affascinante. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


4.0Cigni selvatici, 28-03-2011
di B. Finzi esaustini - leggi tutte le sue recensioni

«Ci vuole un briciolo di attenzione in più per questo romanzo, ma ne vale la pena. Questo libro mi ha aperto gli occhi su un mondo di cui ignoravo totalmente l'esistenza. A metà tra il saggio e il romanzo, Jung Chang racconta la vita della sua famiglia dividendola idealmente in tre generazioni femminili: sua nonna, con i piedi fasciati, prima concubina di un generale e poi seconda moglie di un dottore, forte, determinata, tenace, immagine di una Cina spazzata via dalla guerra civile e dal comunismo; sua madre che ha dedicato anima e corpo alla causa comunista, che ci ha creduto e ha sacrificato tutta se stessa, almeno fino a quando non si è accorta che le cose non erano proprio come le aveva in testa lei; e per finire la stessa Jung tenace, intelligentissima, assetata di sapere e di conoscenza, figlia del comunismo e poi gradualmente sempre più cosciente della realtà. »

Ritieni utile questa recensione? SI  NO 


5.0Un secolo di Cina, 22-09-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Bovone - leggi tutte le sue recensioni

«Cina, una parola che ci evoca una delle più grandi nazioni a livello mondiale, dalla storia complicata e controversa, molto spesso conosciuta dall'occidente solo attraverso i sentito dire e la credenze comuni. Il libro di Chang Jung è completamente diverso: ci offre uno spaccato della storia cinese dai primi del novecento fino ad oggi, libero da qualunque pregiudizio, non cadendo nell'ovvietà, e raccontando le vicende in modo oggettivo, ma senza tediare. Il Novecento è un secolo molto importante per la formazione dell'odierna Cina, con il passaggio da un regime feudale ad un "repubblica" popolare, che ha apportato molti cambiamenti, sia in bene, sia in male, nel modo di vivere della popolazione, ed il modo migliore per comprenderlo, è quello di lasciarselo raccontare da chi ha provato sulla propria pelle che cosa significa far parte di questa grande e paradossale nazione. Da leggere assolutamente.»

Ritieni utile questa recensione? SI  NO