La casa delle belle addormentate

La casa delle belle addormentate

3.5

di Yasunari Kawabata


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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.3 di 5 su 10 recensioni)

2.0Deludente, 21-01-2015
di S. Pellegrini - leggi tutte le sue recensioni

"La casa delle belle addormentate" non mi è piaciuto molto come romanzo, me lo aspettavo diverso. In un'atipica casa da tè, a cui si accede solo se si viene presentati da un frequentatore abituale, si recano uomini anziani che vogliono passare la notte con delle giovani ragazze, che sono profondamente addormentate, perciò inerti. Il protagonista passa lì qualche notte, e le azioni che compie sono più o meno queste: accarezza le giovani, pensa alla sua vita, prende un sonnifero, fa colazione, va a casa. La trama è piatta, non ci sono colpi di scena: quando uno di questi signori muore durante il soggiorno, il corpo viene fatto trovare in un altro luogo, così non si scopre niente su quello che avviene nell'edificio. L'atmosfera è surreale e c'è un alone di mistero: forse non mi è arrivato il messaggio che l'autore voleva dare ai lettori.




4.0Le belle addormentate, 10-09-2014
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni

È del 1960 questo celebre libro del giapponese Yasunari Kawabata. Un soffice erotismo lo pervade, un quieto desiderio lo muove. L'anziano protagonista che giace accanto a una giovane addormentata non vuole veramente che la passione ritorni in lui con vigoria: desidera soltanto che il ricordo dell'esperienza carnale desti in lui altri ricordi, desidera la sua vita. Nel sonno della giovane lui ritrova la pace del ricordo, non la guerra né la pace dei sensi. Allegorico e intenso, dalla trama molto originale, un romanzo che ci dona paesaggi e situazioni inusuali per la nostra cultura.




4.0Piacevole, 05-05-2012
di A. Capraro - leggi tutte le sue recensioni

E' la poesia di questo racconto delizioso che mi ha portato ad apprezzarlo e osannarlo tra le mie conoscenze. La scrittura di Kawabata è affascinante e molto minuziosa, descrive con decoro qualsiasi situazioni, scavando nella mente dei personaggi attraverso una attenta analisi psicologica. Sicuramente consigliato.




2.0Dubbiosa, 03-05-2012
di V. Braido - leggi tutte le sue recensioni

Sicuramente la colpa mia che probabilmente non ho compreso le intenzioni di Kawabata (ho avuto modo di apprezzare l'autore in altri romanzi) , ma questo libro proprio non mi è piaciuto. Sicuramente, però, il particolare confronto che si può trarre dall'opera tra la sessualità e l'eroticità vissute in occidente rispetto a come vengono vissute in oriente, è molto interessante.




3.0Kawabata e l'erotismo, 22-03-2012
di P. Formusa - leggi tutte le sue recensioni

Un maestro della narrativa giapponese si mette alla prova con una trama particolare, un po' estrema e scabrosa. A fianco delle giovani donne addormentate infatti, viene narrato, ci sono degli uomini, clienti di un 'amore' particolare. Ma la narrazione è di gran classe. Romanzo chen on passa certo inosservato!




4.0Raffinato, sofisticato e onirico, 08-03-2012
di L. Conca - leggi tutte le sue recensioni

Una letteratura molto lontana da quella occidentale, e per questo da leggere. Un anziano quasi settantenne, il signor Eguchi, viene introdotto nella cosiddetta "casa delle belle addormentate" da un coetaneo; uomini anziani, ormai non più virili e quindi assolutamente incapaci di performance sessuali, trascorrono la notte accanto a giovanissime vergini profondamente addormentate, anzi narcotizzate da un potentissimo sonnifero. Nulla può accadere, nulla deve accadere, si tratta solo delle ultime possibilità per questi anziani di "godere" della vista e della compagnia della giovinezza, anche se ignara di tutto. Un erotismo fatto di dettagli, di piccoli particolari che Kawabata sa descrivere con raffinatezza ed estrema delicatezza. Unica pecca di questo libro è la traduzione piuttosto vecchia e poco scorrevole secondo me, toglie molto della bellezza dello stile di Kawabata e tende ad essere un po' difficile da seguire.




2.0La casa delle belle addormentate, 29-09-2011
di S. Loggis - leggi tutte le sue recensioni

Non mi è piaciuto, l'ho trovato fin troppo pruriginoso e fine a se stesso, Kawabata tenta di trarre poesia dal racconto di un episodio totalmente terreno. Ci riesce in parte. Perché la tristezza del vecchio che ricorda i tempi andati pervade anche il lettore, che non può così godere dei ciliegi in fiore o del rumore dell'infrangersi delle onde che risvegliano Eguchi di prima mattina. La riflessione, come nella grande tradizione giapponese, non è fine a se stessa: anche chi sta per abbandonare la vita non può limitarsi a riflettere ma deve piantare i piedi ben saldi a terra. Perché la vita non è un sogno, né tantomeno un ricordo sbiadito. Una scrittura femminile. Che non significa che è fatta da una donna o che è destinata alle donne. Una scrittura femminile nel senso più alto che gli si può dare: dolce, acuta e malinconicamente introspettiva. Una scrittura che evidenzia la solitudine dell'essere umano, che la mette sotto i riflettori ma non la giudica. La analizza, la scompone, la evoca e la presenta al lettore, il quale dovrà essere capace di trarne i giusti insegnamenti.




4.0La casa delle belle addormentate, 26-07-2011
di M. Leccisi - leggi tutte le sue recensioni

Si idrebbe più che un racconto una favola, una favola cruda e moderna, però. La casa delle 'belle addormentate' è una porta spalancata su un Altrove da cui ascoltare il suono di un mare invisibile assorbito dalla notte. E così ogni donna è un percorso a ritroso in cui si penetra attraverso un mondo di odori fondamentali e originari. L'odore dolce delle giovani vergini, così vicino a quello dei neonati è un addio a ciò che è stato; un crudele sigillo sul passato. Il silenzio della notte carico di umori è anche spazio per una riflessione dolorosa sulla violenza. Quella violenza sottile, imperiosa, inevitabile, che l'uomo impone alla donna. Le 'belle addormentate' sono tutte vergini, e gli uomini che giacciono con loro possono proiettare sui loro corpi il desiderio; ma mai renderlo concreto. Per la prima volta viene offerto all'Uomo, in questa casa vicino ad un oscuro mare, la possibilità di un impossibile ritorno. Perchè non esiste un ritorno possibile. Perchè nulla può cancellare la vita e l'orrore che porta con sè, e la violenza, e il desiderio, e lo scisma dei sentimenti, e l'incapacità di fondersi con la donna che l'uomo ha.
Un libro sulla morte come separazione, come orrore inevitabile. Una morte in cui sprofonda l'ultima ragazza della storia, trascinando con sè ogni ultimo ultimo bagliore di bellezza.





4.0La casa delle belle addormentate, 31-03-2011
di M. Esposito - leggi tutte le sue recensioni

Raffinato, sofisticato, onirico. L'autore ha una capacità empatica, attraverso la quale immagini diventano mezzo perfetto per comunicare con il lettore. Una letteratura molto lontana da quella occidentale, e per questo da leggere. Kawabata trasferisce Freud in chiave moderna e letteraria, in maniera mai volgare, trasformando il bordello in una casa purificante.




5.0La casa delle belle addormentate , 23-09-2010
di F. Noce - leggi tutte le sue recensioni

Ci vuole la mano di un premio Nobel e di un raffinato letterato nipponico per rendere con dolcezza e delicatezza un tema che si sarebbe prestato facilmente a scivolare sul morboso o sul cattivo gusto. Un anziano quasi settantenne, il signor Eguchi, viene introdotto nella cosiddetta “casa delle belle addormentate” da un coetaneo; uomini anziani, ormai non più virili e quindi assolutamente incapaci di performance sessuali, trascorrono la notte accanto a giovanissime vergini profondamente addormentate, anzi narcotizzate da un potentissimo sonnifero. Nulla può accadere, nulla deve accadere, si tratta solo delle ultime possibilità per questi anziani di “godere” della vista e della compagnia della giovinezza, anche se ignara di tutto.




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