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di Marco Malvaldi


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In sintesi

A Pineta siamo a metà di un’estate particolarmente lunga. Massimo, che ha completamente ristrutturato il bar, cerca una nuova banconista; Aldo, a cui hanno distrutto il ristorante dandogli fuoco, sta cercando un nuovo locale. Il posto adatto ci sarebbe: si tratta di Villa del Chiostro, una beauty farm che sta andando piuttosto bene, messa su vari anni prima da un personaggio losco, Riccardo Foresti, e dove vorrebbe aprire un ristorante in comproprietà. Aldo è reso dubbioso dalla cattiva reputazione di Foresti e prima di accettare vuole delle garanzie; la stessa storia della beauty farm, infatti, ha dei punti oscuri. Grazie alle conoscenze di Pilade in Comune, i vecchietti riescono a mettere le mani sui vari atti che hanno portato all’acquisizione del fabbricato; scoprono così che la proprietà è stata comprata ad un valore assai inferiore al prezzo di mercato. La spiegazione è ovvia: il bene è stato acquistato come nuda proprietà, e quindi destinato a rimanere in mano al venditore, Ranieri Carratori, fino alla morte di quest’ultimo. Meno ovvio è, invece, che il Carratori stesso sia morto in maniera improvvisa dopo un mese circa dalla stipula del contratto. Apparentemente, per una malattia che non perdona; ma per i vecchietti è una coincidenza troppo grossa per essere solo un caso. Un infortunio al tendine costringe Massimo a un ricovero proprio nello stesso ospedale in cui è morto Carratori.
Aldo, Ampelio, Gino e Pilade, i quattro pensionati-detective di Pineta affondano in questa nuova avventura fra un pettegolezzo, una bevuta e quattro risate, rompendo la monotonia della placida vita di provincia con arguzia e ironia. E dimostrando alla fine che la scienza serve, anche tra i tavolini di un bar.

Descrizione

"Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo", sbotta disperato Massimo il barrista. Ma è impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui stanno per trascinarlo i quattro vecchietti del BarLume: nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune, Aldo il ristoratore. Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per amor di maldicenza, sono arrivati a dedurre l'omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo il barrista, ormai in balìa dei vecchietti che stanno abbarbicati tutto il giorno al tavolino sotto l'olmo del suo bar nel paese immaginario e tipico di Pineta, al solito controvoglia trasforma quel fiume di malignità e di battute in una indagine. Il suo lavoro d'intelletto investigativo si risolve grazie a un'intuizione che permette di ristrutturare le informazioni, durante un noioso ricovero ospedaliero: proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo. E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica dell'intreccio, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti innovazioni che vi aggiunge Marco Malvaldi. La situazione comica dei quattro temibili vecchietti che sprecano allegramente le giornate tra battute diatribe e calunnie, le quali fanno da base informativa e controcanto farsesco al mistero. La feroce satira che scioglie nell'acido ogni perbenismo ideologico. La rappresentazione, umoristica e aderente insieme, della realtà della provincia italiana...

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.4 di 5 su 18 recensioni)


5.0Ma che bravo!, 29-01-2013
di S. Carlesso - leggi tutte le sue recensioni

«Non conosce Malvaldi prima di leggere questo libro. Ebbene per me è stata una rivelazione. Mi ha coincolto nella storia, facendomi anche ridere! Davvero bravo nella descrizione dei personaggi e dell'ambiente, fatto di relazioni e non solo di ambientazioni. Da leggere sicuramente e da consigliare anche ai più giovani lettori.»

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5.0La carta più alta, 21-05-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 3
di V. Longo - leggi tutte le sue recensioni

«In questo libro ritroviamo nuovamente i quattro simpatici vecchietti, pensionati toscani, seduti a far quattro chiacchere nel Bar Lume di proprietà del nipote di uno di loro. Gli anziani passano le giornate a parlare dei fatti di Pineta scoprendo probabili omicidi da fatti di cronaca avvenuti nel loro paese. Divertente e originale.»

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5.0La carta più alta, 26-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 6
di C. Marcato - leggi tutte le sue recensioni

«Eccoci di nuovo in compagnia dei nostri quattro affezionati protagonisti. Ogni volta che ritorno alle letture di Malvaldi rimango sempre piacevolmente soddisfatta, oltre al fatto che mi fare sempre delle grandi risate. La sua scrittura è molto piacevole, per chi non si fosse mai avvicinato a questo scrittore consiglio di farlo al più presto perchè merita.»

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3.0Bravo Malvaldi!, 22-04-2012
di S. Laveder - leggi tutte le sue recensioni

«Continuano le avventure dei nostri quattro simpatici "investigatori ottuagenari" moderatamente "tenuti a freno" ma questa volta un po' coadiuvati dal BARRISTA Massimo. Un giallo innovativo, con una trama ben congegnata e tanta simpatia che scorre fra le pagine. Una storia più ricercata, con molti spunti scientifici e colti rispetto alle precedenti. Forse un po' troppo ricca dell'umorismo al vetriolo del toscanaccio doc.»

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4.0Giallo di qualità!, 16-04-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di P. La sala - leggi tutte le sue recensioni

«Stile pulito ed efficace, non annoia con divagazioni e virtuosismi letterari! La trama è qualitativamente buona e in alcuni tratti molto sorprendente... Si intuisce facilmente che la provenienza di questo scrittore giallista è legata al mondo delle scienze esatte, e il suo stile di scrittura lo lascia ben intendere! Lettura leggera e rilassante che non necessita di particolare concentrazione, pochi personaggi inquadrati in standard comportamentali ben precisi rendono la comprensione della trama facile e immediata.»

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5.0Bello!, 26-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di A. Brunco - leggi tutte le sue recensioni

«Un'altra storia dei nostri vecchietti preferiti, Aldo, Pilade, Gino, Ampelio e del caro baRRista Massimo. Ma è possibile che accada sempre tutto a Pineta? Come sempre scorrevole, piacevole, interessante, divertente. I nostri amici ipotizzano un omicidio che sarebbe avvenuto 20 anni prima e che sarebbe sfuggito alla polizia. L'astuzia e l'ironia dei personaggi fanno di questo un libro imperdibile.»

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4.0Quelli del BarLume fanno ancora centro, 14-03-2012
di A. Tomeazzi - leggi tutte le sue recensioni

«I fantastici quattro di nuovo all'opera alle prese con un omicidio che sarebbe sfuggito alla polizia vent'anni prima e l'apertura di un ristorante all'interno di una lussuosa villa di cui è stata ceduta la proprietà ad un prezzo troppo vantaggioso per non destare sospetti. Una lettura piacevole e scorrevole.»

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4.0Molto bello, 08-03-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
di F. Cirio - leggi tutte le sue recensioni

«E' il primo libro che leggo di questo autore e devo dire che ne sono rimasto piacevolmente colpito! Lo stile di scrittura è molto piacevole e scorrevole e la storia coinvolge molto il lettore.
La trama è ben distribuita tra le pagine del libro e i personaggi sono molto ben caratterizzati, mi sentirei sicuramente di consigliarlo!
»

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5.0Da leggere, 13-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 5
di D. Casella - leggi tutte le sue recensioni

«" La Carta più alta " di Marco Malvaldi è un libro semplicemente splendido! Nella sua semplicità e con i suoi personaggi a dir poco favolosi, riesce a regalare al lettore un paio d'ore di sano e costruttivo relax. E' il primo libro che leggo di questo autore, ma vi assicuro che mi prodigherò a procurararmi tutti gli altri libri. »

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4.0Bellissimo, 13-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 3
di C. Marino - leggi tutte le sue recensioni

«è il primo libro di Marco Malvaldi che leggo è mi è piaciuto tantissimo. I personaggi dei quattro arzilli vecchietti ed anche un po rompipalle sono azzecatissimi pensate che ad un certo punto del libro mi sono immaginato anche io sotto l'olmo con le carte in mano, e che dire di massimo un barrista davvero speciale mi piacerebbe avere un bar così vicino casa. Anche la conclusione l'ho trovata carina. Lo consiglio vivamante fa ridere»

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4.0Ben tornati, 06-02-2012, ritenuta utile da 4 utenti su 5
di G. Fiscante - leggi tutte le sue recensioni

«Confesso che cominciavo a sentire la mancanza del Bar Lume e dei suoi personaggi: un ritorno atteso e degno dei precedenti. I suoi protagonisti sono orami entrati nell'immaginario di molti lettori, e in certi passaggi sembra di entrare nel bar sotto casa, facendo colazione e scambiando quattro chiacchiere con persone ormai familiari. E anche se l'intreccio giallo a volte sembra "saltare", i caratteri dei suoi protagonisti, le loro battute, il loro accento finiscono per farti ridere e strizzare l'occhio al loro ideatore.»

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5.0Bambini d'ottantanni....., 30-01-2012, ritenuta utile da 12 utenti su 14
di G. Casanova - leggi tutte le sue recensioni

«Libro assai divertente, taumaturgico in quanto capace di ridare il buonumore al piu' incallito musone (cosa appezzabile in questi tempi tristaioli) . Malvaldi pare ben ispirato dai fantasmi di "Amici miei" e lancia a briglia sciolta la sua truppa: "un ex matrimonio ed i quasi quattro funerali". Le gag si susseguono fin quasi alla fine, battute toscane a ripetizione, per chi ama il genere, che inducono il lettore anche piu' accorto a figure peregrine se per caso fosse in treno, in bus, in ospedale od in qualsivoglia luogo pubblico. Consiglio quindi la lettura a casa, da soli magari, dove poter liberare le risate in santa pace. In questo caso la storia gialla funge da sfondo e serve solo a far risaltare sul palcoscenico questi Giamburrasca senili, non a caso Massimo, il quinto protagonista, nel tentativo di arginarli sbotta in un "Non e' che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo! " Battute a parte, dal libro se ne potrebbe trarre una finction di successo, magari utilizzando attori teatrali toscani anche perche' molti dei grandi comici son passati a miglior vita ed anche Pieraccioni pare aver smarrito per strada l'umor-toscano incantato com'e' dalle gonnelline di turno. Bene ci vedrei Benvenuti e la Athina Cenci. Fra le tante vorrei segnalarvi una battuta, adattissima a molti personaggi -vip della nostra societa' : "Se l'imbecilli volassero, bisognerebbe datti da mangiare colla fionda, bisognerebbe! " Compretelo, val la pena ogni tanto un po' di buonumore, fa bene la salute.»

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