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Caos calmo

Caos calmo

di Sandro Veronesi

  • Prezzo: € 6.00
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Voto medio del prodotto:
3.5
Prodotto non disponibile

Descrizione

Pietro Paladini è un uomo apparentemente realizzato, con un ottimo lavoro, una donna che lo ama, una figlia di dieci anni. Ma un giorno, mentre salva la vita a una sconosciuta, accade l'imprevedibile, e tutto cambia. Pietro si rifugia nella sua auto, parcheggiata davanti alla scuola della figlia, e per lui comincia l'epoca del risveglio, tanto folle nella premessa quanto produttiva nei risultati. Osservando il mondo dal punto in cui s'è inchiodato, scopre a poco a poco il lato oscuro degli altri, di quei capi, di quei colleghi, di quei parenti e di tutti quegli sconosciuti che accorrono a lui e soccombono davanti alla sua incomprensibile calma. Così la sua storia si fa immensa, e li contiene tutti, li ispira fino a un finale inaudito eppure del tutto naturale.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.6 di 5 su 10 recensioni)


4.0Lutto "non elaborato", 15-09-2011
di G. Cembalo - leggi tutte le sue recensioni

«Libro un pò particolare, che narra del lutto "non elaborato" di un dirigente d'azienda che perde la moglie e resta solo con la figlia poco più che bambina; per ques'ultima il protagonista si preoccupa a tal punto da rimanere per mesi e mesi fuori dalla scuola che frequenta. Ho trovato il libro molto più bello e coinvolgente del film omonimo, che invece non riesce a far intravedere il tormento interiore ed i pensieri del protagonista.»

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3.0Caos calmo, 20-07-2011
di G. Mazza - leggi tutte le sue recensioni

«Credevo che l'autore avesse fatto il passo in avanti decisivo per la sua carriera letteraria, senza dubbio il romanzo é più convincente, come struttura e lingua, del precedente "La forza del passato", detto questo, é soprattutto il classico romanzo all'italiana, che sta ad es. Ai romanzi "importanti" (se ce ne sono) americani e inglesi come la nostra commedia all'italiana sta alla rispettiva cinematografia. Quindi, accanto a tante ideuzze anche azzeccate (il manager che fa una scelta di esclusione, e proprio per questo conquista impreviste chance di carriera, qualche discreta notazione sul mondo dei bambini, la fusione aziendale "cattolica" o "ebrea", alcuni spunti comici come il lettore cd scambiato per portalattine), rimane la tendenza dei nostri scrittori ad abusare di una lingua falso-parlata, spesso solo banalmente volgare, addirittura in alcuni passi filo-vanziniana, a non costruire personaggi a tutto tondo, ma altrettanti "tipi" (la sbarellata, il manager dal volto umano, la mamma perferzionista), l'indulgenza di fondo, o meglio, la cattiveria mai davvero portata alla sue estreme conseguenze. Al passivo anche l'inizio pseudo-Mc Ewaniano (lavvenimento traumatico che fa da deus ex machina della narrazoione) , le liste pseudo-Hornby, lobbligatoria scena di sesso (davvero volgare e gratuita) e qualche troppo facile flusso di coscienza del protagonista drogato o eccitato, messo lì quasi come riempitivo. Insomma, ben lungi dal poter essere un affresco o uno spaccato dellItalia contemporanea, Veronesi fa, o continua a fare, il Monicelli (quello minore) del romanzo, volgendo in grottesco alcuni (neanche tutti) nostri vizi, e - tutto sommato - regalandoci qualche ora di discreto intrattenimento »

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2.0Deludente, 27-12-2010
di A. Baldini - leggi tutte le sue recensioni

«Nonostante lo spunto interessante, il libro non decolla mai... Avanzando, in alcuni tratti con fatica, verso un finale davvero deludente. Non lascia alcuna emozione. Peccato»

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4.0un libro molto carino da leggere, 09-11-2010
di C. Annamaria - leggi tutte le sue recensioni

«l'ho letto con piacere. non si può negare che veronesi sia uno scrittore che sa scrivere e questo credo sia già un punto a suo favore. Ho trovato leggermente deludente il finale.»

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2.0Banale, 24-10-2010
di L. Santucci - leggi tutte le sue recensioni

«E' un libro che scorre in fretta, non si fatica a leggerlo. Ma la storia è quasi inesistente, i personaggi al limite del caricaturale, e la scrittura da la fastidiosa impressione di un compiaciuto giro turistico attorno al proprio ombelico. In ogni caso migliore del film che ne è stato tratto.»

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5.0ottimo, 02-10-2010
di D. Capolicchio - leggi tutte le sue recensioni

«devo dire che questo libro mi è piaciuto moltissimo, ho amato tutti i personaggi ed in special modo il protagonista. credo che sia un romanzo che è tenero e dolce quando deve esserlo e duro e crudo in altri momenti ma sempre con una motivazione.»

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3.0Carino, 18-07-2010
di V. Zanette - leggi tutte le sue recensioni

«Non è male, ma non lo rileggerei, l'ho letto un pò per inerzia. Non mi ha dato emozioni, anche se è scritto in modo fluido e prensenta degli spunti originali.»

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5.0La non-elaborazione di un lutto, 15-07-2010
di L. Valenti - leggi tutte le sue recensioni

«Libro che ho trovato molto profondo e godibile. L'animo umano viene svelato dall'autore nelle molteplici sfaccettature dei diversi personaggi, a partire da quello principale, alienati, distanti da se stessi, talmente drammatici da diventare comici. Le riflessioni di Veronesi (specialmente quelle finali sulla maturità) colpiscono per l'immediatezza del linguaggio e delle immagini.»

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4.0Avvolgente, 03-07-2010
di G. Valeri - leggi tutte le sue recensioni

«Il libro ti prende piano piano.
All'inizio avrei voluto dargli non più di tre stelle, poi sono sceso a due, poi di nuovo a tre, alla fine devo dire che mi è piaciuto e si merita quattro stelle.
Mi sembra un opera meritevole dei premi che ha ricevuto, a differenza di altri che invece mi hanno deluso.
Un libro, secondo me, profondo e psicologico, che si lascia raccontare dalla mente dei personaggi stessi.
La narrazione entra spesso dentro il perchè le persone compiono determinate gesta in determinati momenti del giorno o della loro vita, e che significato abbiano queste gesta.
Si racconta di un padre che rimane vedovo e che non riesce a soffrire per la perdita della moglie; reagisce in modo cinico ed in qualche modo egoista, svelando così anche a se stesso la propria natura.
Si va avanti nella lettura aspettandosi da un momento all'altro l'arrivo del dolore, che però non arriva mai, ma viene percepito solo dai personaggi che interagiscono con Pietro, attraverso i suoi comportamenti; ed egli capisce che le reazioni che ha avuto, soprattutto quella più eclatante di aspettare la figlia ogni giorno sulla panchina di fronte alla scuola, fermandosi per tutta la durata delle lezioni, sono dettate dall'egoismo e che alla fine sono dannose per la figlia stessa.
Mi piace molto la fine con l'autocritica del protagonista.
Non si può dire se sia un romanzo, un lungo racconto o una sorta di rendiconto di come si affronta una perdita affettiva, però sicuramente si può dire che è un libro interessante e non si perde del tempo leggendolo.
»

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4.0Godibile, 17-05-2009
di B. Settimj - leggi tutte le sue recensioni

«Normalmente mi guardo bene dal seguire le grancasse mediatiche (l'ultima fregatura l'ho beccata col "fenomeno" Piperno), ma questa volta si trattava del vivace tamburello della Dandini e poi mi era parsa genuina la timidezza dell'autore, che sembrava visibilmente vergognarsi di stare lì in tivvù ad autopromuoversi, quasi non vedesse l'ora di scappare. Rispondeva alle complici ed esperte imbeccate della Dandini più con bei sorrisi impacciati che con parole. Toh, ecco una persona sensibile e intelligente, mi sono detto, vediamo un po' se è proprio vero. Così ho ordinato il suo romanzo alla mia fedele libreria on line (non risiedo in Italia), e debbo dire che quando mi è arrivato sono rimasto un po' sconcertato dalla sua mole, perché chissà perché mi aspettavo qualcosa di più agile, di più rapido. Timore infondato, perché Veronesi scrive molto bene, è la cosa più semplice e più giusta da dire e le 450 pagine scorrono che è un piacere, e insieme un sollievo, dal momento che in cotanto tomo sarebbe lecito aspettarsi un principio di sbadiglio ad ogni girare di pagina oltre diciamo la trecentesima.

Invece, malgrado si tratti in fondo anche qui di un romanzo psicologico (ahiahiahi Piperno mi stavi inducendo un ripudio di genere!), qui tutti i personaggi sono ben vivi e vegeti, e la loro psicologia ogni lettore se la può dedurre secondo propri gusti e capacità dallo scoppiettante e fluido evolversi degli episodi che prima o poi li riguardano, ma che hanno anche il merito di susseguirsi ordinatamente: e questa è stata per me un'altra gradevolissima sorpresa, di fronte all'arrampante quanto irritante e stupida moda di moderno laboratorio stile best seller, cioè quella di tagliare in più punti le varie vene narrative allo scopo di creare false suspence di paranoia, per poi ricucirle e di nuovo tagliarle alla rinfusa, finché è il lettore che rischia di morire dissanguato.

Per me l'unico difetto del romanzo è un certo uso ridondante delle parolacce, che però sicuramente vogliono richiamare la distratta coprolalia corrente tra i vip, e infatti va a finire che anche esse scorrono naturalmente nel contesto, vivacizzando la narrazione senza mai involgarirla gratuitamente; ma più grave è un eccesso di maschilismo e di "paraculaggine" narrativa nella troppo arrapante e dettagliata descrizione di un certo amplesso, tanto da suggerire solide e ahinoi compiaciute corrispondenze autobiografiche. Trattandosi infine di un'opera di fantasia, potrebbe invece anche passare la improbabile testardaggine del protagonista che fa da spunto alla costruzione dell'intera scenografia.
»

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