Canale Mussolini

Canale Mussolini

4.0

di Antonio Pennacchi


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In sintesi

Canale Mussolini è il titolo del libro vincitore del Premio Strega 2010, con pochi punti di vantaggio sulla seconda classificata Silvia Avallone. Canale Mussolini è anche l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.

Antonio Pennacchi, definito lo scrittore operaio, racconta storie vere, con un linguaggio che padroneggia bene, quello popolare. Ed è proprio dalla realtà di ogni giorno che nascono le sue storie:
"La gente cammina al centro della strada, ai lati vanno in pochi. Scoprire la poesia della quotidianità non è da tutti, invece vanno raccontate le storie, la vita di ognuno- perché è sempre unica... E io ringrazio Dio perché riesco a farlo."
"I miei romanzi sono costruiti con la pancia, ancora prima che con la testa. Dentro di me la storia di Canale Mussolini si è sedimentata per anni. Fin da bambino sapevo che l'avrei scritta. E piano piano si è formata dentro di me, fino a quando ho maturato la forza per raccontarla. Ci ho messo la vita di mia madre, colona emigrata dal Veneto, e quella di mio padre, che lavorava nella bonifica."

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.2 di 5 su 73 recensioni)

5.0Splendido, 27-05-2016
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Se vuoi leggere qualcosa di struggente e al contempo divertente, leggi Canale Mussolini. Un pezzo della nostra storia raccontato in un modo coinvolgente ed unico. Non è necessario, anche se l'ideologia politica la fa da padrona, condividere tale ideologia. È un preciso quadro della società italiana del ventennio condito da un sottile umorismo che ti rende difficile mettere il segnalibro per riprendere la lettura il giorno dopo. Ha ragione, Pennacchi, a sostenere che è stata la fatica più gratificante della sua penna. Sei grande, Antonio, dubito che riuscirai mai a ripeterti!
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5.0L'Italia dei sentimenti e del coraggio , 25-08-2013, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Libro bellissimo, uno spaccato dell'Italia e degli italiani dall'animo semplice che affrontano le avversità della vita con coraggio e tenacia; allo stesso tempo una presa in giro benevola del fascismo, vista da altri occhi, dal punto di vista di chi non ha nulla e crede ancora alla promessa di un mondo giusto. Finale dolcissimo.
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2.0Pasticciaccio storico, 12-05-2012
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La bella vicenda di Pennacchi, che potrebbe essere emozionante e coinvolgente, affonda in uno stile di scrittura difettoso e raffazzonato. Un narratore dal tono discontinuo, a tratti volgare e di rude estrazione culturale, a tratti usante vocaboli e periodi della frase di ben altro livello di istruzione. Accenni al presente spesso inutili e forzati, tentativi esasperati di catturare l'interesse che scivolano nel puerile e patetico.
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4.0Canale mussolini, 01-05-2012, ritenuta utile da 1 utente su 4
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Una lettura non facile, forse non adatta prima di dormire la sera, poi va a gusti si intende. Al centro delle vicende ci sono le famiglie contadine venete e ferraresi. Un linguaggio quasi da osteria, non tanto per le volgarità ma proprio per la parlata terra terra che incarna perfettamente i contadini dell'epoca, per raccontare vicende di un tempo passato ma non troppo lontano dal nostro.
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4.03 generazioni, 26-03-2012
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Bellissima saga familiare che racconta il pre e il post della migrazione dal nord verso le paludi Ponentine per la bonifica. Tre generazioni che partecipano alla storia del loro tempo con uomini, e a volte donne, attivisti e donne che, nonostante la famiglia fosse di stampo patriarcale, tirano le file e decidono senza possibilità di replica.
Racconta un pezzo di storia d'Italia attravenso la familia Peruzzi!
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5.0Un pezzo di storia, 16-03-2012
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Un pezzo di storia d'Italia scritta divinamente, che ci riporta al Ventennio. Il racconto di una famiglia povera del nord, a cui Mussolini regala un'opportunità per un futuro migliore: un pezzo di terra da coltivare ed una casa nell'appena bonificato agro pontino. Libro vincitore del Premio Strega: riconoscimento veramente meritato.
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4.0Mai noioso, 14-03-2012
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Punto di partenza della storia è la bonifica dell'Agro Pontino, fatto storico molto importante, e una famiglia che si trasferisce. Riusciranno i "polentoni" a integrarsi con i "marochini"? Questa è una lettura molto scorrevole, davvero interessante per gli spunti storici e, nonostante la drammaticità del periodo, mi ha fatto anche a ridere sprattutto per i linguaggi usati.
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3.0La storia , 15-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Con "Canale Mussolini", lo scrittore Antonio Pennacchi ci riporta alla storia recente del nostro paese. Si parla dei primi cinquant'anni del novecento, epoca intervallata da numerosi eventi come la guerra e l'arretratezza economica. Lo scrittore sceglie questo periodo storico e lo racconta attraverso la visione di una famiglia umile, con destrezza e stile.
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3.0Abbastanza buono, 14-02-2012, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Raccontare il periodo fascista cercando di trovare uno spunto originale che non sia stato fi qui narrato, è impresa non da poco. Con " Canale Mussolini " possiamo tranquillamente dire che Antonio Pennacchi ci riesce pittosto bene finendo con lo sfiorare il massimo dei voti. Giunto tardi sulla cresta dell'onda, si sta già rifacendo con gli interseei
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5.0Romanzo epico, 13-02-2012, ritenuta utile da 5 utenti su 6
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Bellissimo romanzo storico ambientato, nuovamente, come il precedente "Il fascio-comunista", nella Littoria, oggi città di Latina. Questa volta però si torna indietro, agli anni '30: gli anni della bonifica delle paludi pontine.
Antonio Pennacchi narra in questo romanzo epico, la saga della famiglia Peruzzi (leggi Pennacchi) che migrerà dalla Ferrara di Italo Balbo al Veneto del Conte Zorzi Vila (mannaggia a lui!) e dalla quale dovrà emigrare - "fu un esodo" - insieme a migliaia di altri italiani per rifarsi una vita nelle paludi pontine, appena bonificate dalla politica fascista di Mussolini.
Romanzo sofferto e appassionato dove non mancano né le lacrime né le risate; tragicommedia all'italiana.
Consigliatissimo!
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4.0Emigrati nella propria patria, 12-02-2012, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Un ottimo lavoro di ricerca per poter narrare questa parte di storia dell'Italia. Ben descritti posti e personaggi ma ancora meglio le mentalità, gli atteggiamenti, i ruoli. Le differenze di abitudini all'interno della stessa Italia, a così pochi chilometri di distanza. Diversità che anche dopo anni portano sempre a definire stranieri chi viene da un'altra regione.
Da leggere. Una storia di un tempo che sembra tanto lontano ma che ha determinato la vita di oggi.
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4.0E' la storia d'Italia..., 12-02-2012
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Sicuramente non mi è sembrato quel capolavoro che tutti hanno descritto ma è comunque un bel romanzo che racconta, secondo gli occhi di questa "particolare" famiglia, i decenni, forse, più significativi della storia dell'Italia. Un romanzo "raccontato" dal nostro autore che riesce a farci immedesimare a pieno nelle vicende liete e non dei protagonisti.
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