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Bouvard e Pécuchet

Bouvard e Pécuchet

di Gustave Flaubert

3.5

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  • Editore: Garzanti Libri
  • Collana: I grandi libri
  • Edizione: 3
  • Traduttore: Nacci B.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2008
  • EAN: 9788811364559
  • ISBN: 8811364558
  • Pagine: XXV-283
  • Formato: brossura
Quasi un testamento spirituale incompiuto di Flaubert, quest'opera vede in un certo senso coincidere i due temi di santità e stupidità. I due amici protagonisti, due semplici e mediocri copisti, volonterosi e patetici nel loro far appello al sapere, nel loro libresco affrontare l'esperienza da deliziosi imbecilli, consentono a Flaubert di colpire la cultura delle idee cui fanno riferimento con innocenza e disarmante fiducia. Il loro ridicolo entusiasmo culturale, assurdo e patetico, ora donchisciottesco, ora rabelaisiano, implica l'accanimento dell'autore contro il fallimento di una concezione di cultura.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0Bouvard e Pécuchet, 21-02-2011
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Da Nobel per la letteratura, una goduria imprescindibile. Bouvard e Pecuchet, due anime semplici che ingenuamente credono di poter immagazzinare tutte le conoscenze in un unico sapere, metafora della cultura enciclopedica positivistica di stampo illuminista che pretendeva di dare una risposta completa a tutto. Una cultura al tramonto all'epoca in cui Flaubert scrive, che sta per lasciare il passo all'alba della "distruzione delle certezze".
I due abbandonano Parigi e si rifugiano in una proprietà in campagna dove si dedicano alle loro passioni, agli studi e alle letture, per soddisfare il loro desiderio di conoscenza. Flaubert gioca e si diverte a prendere in giro un tale ridicolo accanimento "culturale", destinato inesorabilmente al fallimento.
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4.0Bouvard e Pécuchet, 03-12-2010
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Nell'ultimo romanzo - incompiuto - di Flaubert ci troviamo davanti a due figure, le cui vicende e il cui pensiero sono - nello stesso semplice ritratto - uno schiaffo alla borghesia europea, qui ironicamente criticata da un Flaubert che riesce a piacere ancora molto, malgrado avesse già raggiunto i vertici di Madame Bovary e L'educazione sentimentale.
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2.0Bouvard e Pécuchet, 29-10-2010
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Mi aspettavo molto ma molto di più. è strutturalmente ripetitivo, ma soprattutto si sente che Flaubert avrebbe voluto scriverlo in punta di penna, con ironia e leggerezza; invece non riesce quasi mai a strappare un sorriso: è goffo, o almeno io l'ho sentito così. ci sono anche dei momenti belli, e in generale tutto il discorso sottinteso è sicuramente importante: ma mi è sembrata la classica rovesciata che si stampa sulla traversa.
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