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La bellezza e l'inferno. Scritti 2004-2009

La bellezza e l'inferno. Scritti 2004-2009

di Roberto Saviano

4.0

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"La bellezza e l'inferno": fra questi poli opposti che richiamano il pensiero di Albert Camus si estende il campo di forze frequentato da Roberto Saviano, il luogo che genera la sua visione della vita, dell'impegno e dell'arte. Introdotti da una prefazione dell'autore, gli scritti raccolti in questo volume tracciano un percorso tanto ricco e vario quanto riconoscibile e coerente. Dal ragazzo che muove i primi già maturi passi nell'ambito della letteratura e della militanza antimafia fino allo scrittore affermato che viene invitato all'Accademia dei Nobel di Stoccolma e abbracciato dai terremotati in Abruzzo, Roberto Saviano resta se stesso. Ci racconta di un campione come Lionel Messi, che ha vinto la sfida più grande, quella contro il suo stesso corpo; di Anna Politkovskaja, uccisa perché non c'era altro modo per tapparle la bocca; dei pugili di Marcianise, per cui il sudore del ring odora di rabbia e di riscatto; di Miriam Makeba, venuta a Castel Volturno per portare il suo saluto a sei fratelli africani caduti per mano camorrista; di Enzo Biagi, che lo intervistò nella sua ultima trasmissione; di Felicia, la madre di Peppino Impastato, che per vent'anni ha dovuto guardare in faccia l'assassino di suo figlio prima di ottenere giustizia; e di tanti altri personaggi incontrati nella vita o tra le pagine dei libri, nelle terre sofferenti e inquinate degli uomini o in quelle libere e vaste della letteratura.

Note su Roberto Saviano

Roberto Saviano è nato a Napoli il 22 settembre del 1979 e si è laureato in Filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli. La sua vita è cambiata dopo la pubblicazione, nel 2006, del suo primo romanzo d'inchiesta, intitolato "Gomorra". Prima di debuttare nel mondo della letteratura ha fatto il giornalista, scrivendo, a partire dal 2002 per Diario, Pulp, Sud, Il Corriere del Mezzogiorno, il manifesto, e sul sito web Nazione Indiana. La svolta avviene nel 2006, quando la casa editrice Mondadori pubblica "Gomorra", con una tiratura iniziale di 5000 copie, che vengono vendute in meno di una settimana. Il libro diventa un caso editoriale, sia in Italia che all'estero. Vende più di quattro milioni di copie in 53 paesi. Il romanzo è un reportage che racconta la realtà economica e sociale della Camorra, la piaga che opprime la terra in cui è nato e ha vissuto. In seguito alla pubblicazione del volume, Roberto Saviano è stato minacciato di morte dai clan camorristici, infastiditi dai riflettori che sono stati puntati addosso alla loro attività e ai loro affari. Dal 13 ottobre del 2006, Saviano vive sotto scorta ed è costretto a cambiare di continuo il luogo in cui vive. Dal libro è stato tratto un film omonimo, diretto da Matteo Garrone. Il coraggioso lavoro di Saviano ha ispirato altri scrittori, che con le loro opere di denuncia, hanno mostrato la realtà camorristica al mondo intero. Nel 2009 Saviano pubblica un secondo romanzo, dal titolo "La bellezza e l'inferno", una raccolta di racconti scritti sotto regime di protezione. Attualmente collabora con Repubblica, l'Espresso, The Washington Post, The New York Times, El Paìs, Die Zeit, Der Spiegel, Expressen, The Times.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 15 recensioni)

3.0La bellezza e l'inferno, 19-01-2012
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Il titolo rispecchia in pieno i contenuti del libro: pazzi di vario genere da cui traspare sia l'apprezzamento che il disgusto dell'autore per certi personaggi, per certe situazioni, per certe vicende.
E' un libro molto intenso con cui Saviano riesce a trasmettere davvero a chi legge il suo parere e le sue sensazioni.
In alcuni tratti i racconti si fanno un pò aspri, in altri sono compensati dalla leggerezza, ma ogni pagina appassiona e coinvolge il lettore.
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4.0La bellezza e l'inferno, 29-09-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Il titolo dell'opera è tratto da una citazione di Alber Camus. La bellezza e l'inferno rappresentano i due poli tra cui si sviluppa la coscienza letteraria di Roberto Saviano, ormai celeberrimo per il suo romanzo d'esordio Gomorra. Vengono qui raccolti i suoi scritti dal 2004 (quindi già prima della pubblicazione di Gomorra) fino al 2009.
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5.0Un uomo e la sua storia, 12-08-2011
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Una serie di piccole perle che Saviano incastona in una raccolta di racconti che mostrano al lettore le difficili condizioni materiali e psicologiche dell'autore nei cinque anni successivi all'uscita del best seller "Gomorra".
Ogni scritto è un ottimo spunto di riflessione su vita, politica e cultura.
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4.0La bellezza e l'inferno, 25-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Ammetto che si tratta di una operazione commerciale, sostanzialmente. Il mondo è complesso come l'occhio di una mosca, tanti e tali sono gli aspetti coinvolti. Ridurre a unità si può e si deve intorno ai valori; e qui è proprio quello che viene fatto. Questo è un libro di guerrieri, e quindi, ci viene raccontata una guerra. Epica a tratti, quotidiana e pregna di umori in altri. Comunque, sempre umana; troppo umana, forse, parafrasando Nietzsche. Ma questo è il mondo, e noi ne facciamo parte. Come è giusto, il valore di ogni contributo pubblicato è variabile. Quelli sulla criminalità organizzata, ovviamente, sono macchine perfette, ma diciamo anche che basterebbero l'introduzione 'Il pericolo di leggere' e 'Lettera alla mia terra' per sancire definitivamente (ebbene sì, sempre a ribadire 'sta cosa) che Saviano E' uno scrittore. E che scrittore!.
Ma lui, Saviano, non si accontenta, e ci tiene a renderci partecipi di come si costruisce l'intelaiatura morale, umana e, evidentemente, anche tecnica di un vero scrittore. Lo fa parlandoci degli autori che ama: Vollmann, Junger, Herr. E rimani a bocca aperta. Scopri il Saviano che non conosci ancora, quello che non ti aspetti, e capisci che -per fortuna! - ne sentirai parlare ancora per tanti, tanti anni. Capisci che c'è ancora possibilità per una nuova generazioni di intellettuali; capisci che puoi assistere alla nascita dei nuovi figli di Sciascia, quelli che dicono: 'Mi duole l'italia' . E che sanno come raccontare il dolore in una dimensione letteraria che coinvolga l'Uomo e l'uomo, cioè anche quello della strada.
Dopo Pasolini siamo stati abbandonati, ma l'empatia come valore moderno è tornata. E lo dobbiamo a questo ragazzo di soli trent'anni. Non scordiamone l'età.

Insomma, eroe no, per favore. Ché di eroi nessun Paese civile dovrebbe aver bisogno. E io voglio ancora credere che l'Italia lo sia. C'è del marcio in Danimarca, ma c'è ancora -tanto! - del buono in questo nostro infelice Paese anestetizzato.
Gli eroi vengono sempre sacrificati, e il mondo poi continua a girare come prima.
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5.0La bellezza e l'inferno, 08-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Dopo lo strepitoso e meritatissimo successo mondiale del suo romanzo d'esordio Gomorra, Roberto Saviano pubblica questa raccolta di articoli che precedono e seguono la sua affermazione in campo letterario. I racconti sono vari ma tutti riconducibili alla dignità dell'essere umano, all'orgoglio e all'onore, al sacrificio che porta all'affermazione della giustizia.
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4.0un inferno vissuto, 05-11-2010
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non avendo un filo conduttore, mi è semprato un po' collage..ma i contenuti sono comunque molto seri e molto "vivi". lui non inventa, lui racconta ciò che vive e che ha vissuto, e grazie alle sue parole e alla sua "prigionia" possiamo conoscere il mondo senza subirlo direttamente. grazie roberto.
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5.0La bellezza e l'inferno, 15-10-2010
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Se non l'avessi letto, allora lo cercherei immediatamente per leggerlo.
A volte nei libri trovi dei pezzi di vita che fanno parte della tua vita. E Saviano, pur essendo un giornalista prima di uno scrittore, sa trovare quei pezzi di vita e sa rendertene partecipe.
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4.0La bellezza e l'inferno, 08-10-2010, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Roberto Saviano è tutto nella foto che lo ritrae in quarta di copertina. Serio. E' come appare. Serio. Degno. Avete mai visto Anna Politkovskaja ridere o sorridere? Perché avrebbe dovuto? Basta con questi volti sorridenti, con la beata leggerezza, con gli ammiccamenti, con i politici falsi, ruffiani, giullari. Ci sono persone che si permettono di insinuare sulla rispettabilità di Saviano. Ebbene, o sono stupide o vivono di una cultura "mafiosa". Lui è solamente un cronista, uno scrittore, ma la tragicommedia del nostro paese lo trasforma in un eroe e non perché lui voglia esserlo, ma perché abbiamo perso la misura e il senso delle cose, delle responsabilità, della decenza. Il nostro indegno ministro dell' interno tiene a precisare con spocchia e disprezzo che non c'è solo Saviano a combattere la camorra...un poveretto di calciatore, capitano della nazionale che dichiara"Saviano diffonde nel mondo un' immagine negativa della Campania e dell' Italia"...una sottospecie di giornalista fa i conti in tasca all' autore di Gomorra dal suo orribile telegiornale abusivo.
Ma lui li guarda serio, determinato, terribilmente umano, nella sua voglia di vivere una vita normale e nella sua paura di essere prima o poi messo a tacere. Forse lui non lo sa o non vuole ammetterlo, ma i suoi libri insegneranno ai nostri giovani che un altro paese è possibile
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4.0Forte, 02-10-2010
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Un libro forte, una serie di articoli scritti da Saviano su uomini e donne comunque vittime. Nel libro traspare anche l'esistenza attuale dello scrittore, costretto a nascondersi e non avere più una vita "normale",per il solo motivo d'essersi schierato, in prima linea, contro la delinquenza malavitosa del nostro Paese.
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4.0Storie vere e quindi di grande insegnamento, 29-09-2010
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Anche con questo libro Saviano dimostra la sua bravura come giornalista, questo libro è molto diverso dal precedente “Gomorra” ma comunque interessante.
Si passa dal tema della camorra a quelli riguardanti il cinema, lo sport, la musica e lo fa raccontando la storia di “grandi”personaggi che, nonostante una serie di limiti propri, riescono poi a diventare dei numeri uno e tutto questo perché non si sono mai arresi, perché hanno sempre lottato.
Questo libro è, secondo me, anche un ringraziamento da parte di Saviano verso tutti i lettori che l’hanno appoggiato in questi anni difficili e una risposta a coloro che hanno criticato il suo operato.
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5.0Per volare in alto ancora, 20-09-2010
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Commentare Saviano è difficile, per me.
Più di Flaubert, Hugo, Fogazzaro o Svevo. Perché non è un classico, è moderno. Perché parla di me, di chi legge questo commento, di tutti noi. Perché è contemporaneo e, come tale, scrive delle brutture che mi circondano. Ma non solo: il suo potere è infatti quello di riuscire a tirare fuori l’incantevole, persino in terre come la mia e la sua, famose per la loro bellezza e la criminalità. Ed è questo che corre nel libro-raccolta di Saviano: il binomio tra potere e volere, tra sorrisi e lacrime, tra orgoglio e sottomissione, tra sabbia dorata e una montagna di rifiuti. Tra bellezza e inferno.
E’ difficile commentare Saviano. Forse perché Saviano non è uno scrittore di genere, perché è impossibile incasellarlo dentro tristi definizioni prestabilite. Forse perché lo considero un po’ un piccolo grande eroe, capace di far rinsavire anche le menti più pigre e ignoranti. Lo vedo come un Superman dei tempi moderni: niente tutina blu e rossa, niente mantello, nessun volo di perlustrazione, niente S cucita sul petto. Ma abiti moderni, il potere di informare i disinformati, una grossa V di Verità stampata nel cuore. E proprio il suo cuore, così grande, è quello che traspare attraverso ogni singola parola. Ciò che colpisce di questo grande giovane autore è la capacità di non soppesare le parole per imboccartele col cucchiaio, no: lui le spara dritte, potenti, colpendo lo stomaco e tatuandole nella mente.
Il problema infatti non risale alle sue parole: bellissime, toccanti, oltremodo potenti. Il problema sono i fatti: gli uomini che campeggiano sui suoi articoli esistono realmente, come realmente esiste la sua solitudine, l’isolamento forzato e in un certo senso dovuto. Mi dispiace leggere, da lui e da altri, che dopo “Gomorra” certe "organizzazioni" (passatemelo per eufenismo), certe mentalità.. quasi niente è cambiato.
C’è solo un dolore che si aggiunge agli altri, insopportabile: la voglia di lacerare questo omertoso silenzio da parte di un ragazzo le cui ali sono state maledettamente tagliate.

Ma io so che lui troverà un modo per volare in alto ancora. Di nuovo tra noi.
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3.0La rabbia e la passione, 24-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Una raccolta di scritti pubblicati in questi anni; di solito per molti autori questo è un astuto stratagemma, rivisitare pensieri già noti con poca fatica. Un pò come le canzoni anni 80 remixate, molto di moda nelle serate estive degli chalet al mare... Qui invece c’è dell’altro, ed è proprio ciò che lo salva dal mio personale, e diciamolo quanto inutile giudizio. Si intravede la difficoltà, la rabbia, l’amarezza, ma anche l’entusiasmo, la passione per la realtà, quella per la letteratura, l’allegria.
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