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Aspettando i barbari

Aspettando i barbari

di J. M. Coetzee

3.5

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Un magistrato bianco, che per decenni si è occupato degli eventi del piccolo insediamento di frontiera in cui vive, ignorando la guerra tra i barbari e l'Impero che pure incombe sulla cittadina, si trova all'improvviso a confrontarsi con la realtà: dapprima comincia a simpatizzare con i prigionieri angariati durante gli interrogatori, poi si innamora di una di loro, una barbara. Tanto l'amore quanto la dura condizione carceraria lo spingono a compiere, finalmente, un atto di ribellione.

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Voto medio del prodotto:  3.5 (3.7 di 5 su 7 recensioni)

3.0Aspettando i barbari, 19-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Coetzee immerge il romanzo in un mondo reale, senza però connotazioni geografiche, con pubblici funzionari di frontiera che attendono con ansia e orrore una fantomatica orda di barbari che distruggeranno tutto. E' il pretesto per riflettere sulla condizione umana, sui propri fallimenti, sull'inutilità di certe vite. La paura come stimolo e come strumento di verità, o forse più finzione?
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4.0Aspettando i barbari, 09-03-2012
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Una storia che ha qualche debito con "Il deserto dei tartari" di Buzzati. Ma una storia semplice e già sentita è più difficile da raccontare, e Coetzee ci riesce benissimo. Parlando di paura dell'altro perché diverso, del male che vince sul bene, della giustizia calpestata, della paura della morte e della vecchiaia, della paura di sè stessi e delle proprie debolezze, dell'incapacità di amare, si arriva alla fine colmi di pensieri in testa, di dubbi da affrontare, di domande sulla vita e sul suo senso.
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2.0Aspettando i barbari, 09-08-2011
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Una delusione, ultimamente i premi nobel mi stanno solo dando bidoni, ma non mi sono ritrovato. Un magistrato bianco, che per decenni si è occupato degli eventi del piccolo insediamento di frontiera in cui vive, ignorando la guerra tra i barbari e l'Impero che pure incombe sulla cittadina, si trova all'improvviso a confrontarsi con la realtà: dapprima comincia a simpatizzare con i prigionieri angariati durante gli interrogatori, poi si innamora di una di loro, una barbara. Tanto l'amore quanto la dura condizione carceraria lo spingono a compiere, finalmente, un atto di ribellione. Quanto risente del classico Deserto dei Tartari, forse aggiornato, forse trasportato dove aspre sono le lotte tra bianchi e neri (e tra bianchi e bianchi) . Ma la discesa all'inferno del magistrato di frontiera mi si è trascinata davanti per sere, senza che ne nascesse un sentimento di empatia. Da erudizione.
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4.0Aspettando i barbari, 15-11-2010
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Attesa, decadenza, fine, indefinibile, rapporto in assenza di rapporto, vecchiaia, impotenza, mancanza... Tutte parole che mi vengono in mente dopo aver letto il libro. Coetzee trovo sia un uomo dall'intelligenza e dalla profondità non sempre e non a tutti facilmente comprensibile.
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4.0Aspettando i barbari, 06-10-2010
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Coetzee ci regala una capacità di scrittura davvero notevole, insieme con un'inventiva da romanziere vero.
In un mondo fantastico, ma assai vicino a molti mondi reali, un pubblico funzionario consuma il fallimento della propria esistenza, che credeva fosse di uomo giusto. Il protagonista incarna la posizione di tutti gli uomini, costantemente costretti a fare i conti con realtà inafferrabili e più forti di loro.
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5.0La scoperta del dubbio, 25-07-2010
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Il magistrato sa che deve servire il suo paese, applicando la legge senza mai un cedimento. Poi il tarlo del dubbio lo assale e i nemici cominciano a sembrare più giusti e umani dei suoi amici. Grande Coetzee.
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4.0DAVVERO UN BEL LIBRO, 12-07-2010
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Metafora del Sudafrica dell'apartheid, è uno dei libri più riusciti del grande narratore sudafricano. Negli anni ottanta il Sudafrica dominato dalla minoranza bianca si spacciava per il baluardo della civiltà occidentale nell'Africa australe, terra di barbari neri. Ma non era vero. I veri barbari erano coloro che si proclamavano paladini della civiltà.
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