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Aspetta primavera, Bandini

Aspetta primavera, Bandini

di John Fante


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Descrizione

Arturo ha quattordici anni, abita in America, in uno sperduto paesino sulle montagne, possiede una slitta. Per il resto avrebbe preferito chiamarsi John, e di cognome, invece che Bandini, Jones. La madre e il padre sono italiani immigrati, ma lui avrebbe preferito essere americano. Poi c'è nonna Toscana, che considera il genero Svevo, padre di Arturo, un fallito, e la figlia Maria una povera pazza perché l'ha sposato. Una famiglia non solo povera: proprio fatta di povertà. Con questo volume prosegue, dopo "Chiedi alla polvere", "La confraternita dell'uva" e "Sogni di Bunker Hill", la ripubblicazione einaudiana delle opere di John Fante.

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Voto medio del prodotto:  4.0 (4.1 di 5 su 7 recensioni)


4.0Aspetta primavera Arturo, 20-03-2012
di G. Villa - leggi tutte le sue recensioni

«La storia di una misera famiglia italoamericana comincia qui. Arturo, i genitori, e i parenti, sono immersi nella povertà, nelle difficoltà date dall'essere immigrato, nella consapevolezza di essere diversi dagli altri per origini e soprattutto per mentalità. Una debolezza che spesso riescono a tramutare in forza e riscatto. A differenza di "La strada per Los Angeles" questo romanzo è emozionante e commuovente, e nonostante la veneranda età riesce ad essere moderno. Chi vuole leggere di Arturo Bandini dovrebbe cominciare da qui.»

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5.0Arte consumata, 22-01-2012, ritenuta utile da 25 utenti su 29
di A. Mingardo - leggi tutte le sue recensioni

«Ho letto tutto d'un fiato questo primo libro di John Fante e l'ho trovato eccellente e illuminante. La vicenda del quattordicenne Arturo, figlio di italiani d'America, alunno della scuola cattolica di una cittadina in Colorado, chierichetto, innamorato, discolo, tiene incollati al libro dalla prima all'ultima pagina.
Ne emerge il ritratto di un ragazzo povero, ma viziato e ingiusto quanto lo può essere un quattordicenne. Le azioni di Arturo, i suoi turbamenti, le continue trasgressioni, le promesse non mantenute, la mancanza più profonda di coerenza e rigorosità, tutte queste cose sono nulla a confronto dei comportamenti dei suoi due genitori. Il padre, scialacquatore e ubriacone, è circondato da un'aura di eroismo, mentre la madre, una donna che sembra subire, ma dotata in realtà di una grinta incredibile, è detestata "così", solo perché non ci sono capri espiatori più a portata di mano. Ed intorno i vicini benpensanti che biasimano apertamente la povertà dei Bandini, i quali non pagano i vari conti, ma in compenso vogliono troppo per i figli. Argomenti attualissimi, e si potrebbe dimenticare che siamo negli anni '30, se non fosse per qualche dettaglio.
Resta un piccolo problema: fino a che punto i Bandini sono personaggi realistici? Si continua a scrivere che Bandini altri non è che Fante, che la famiglia è quella dell'autore, lui stesso lo ha proclamato ai quattro venti. Sì, sono loro, ma attenzione alla prosa d'arte. Gli elementi del libro, alla fine, combaciano tutti. Basterà leggere l'ultima scena, allorché il ragazzo riesce a condurre a casa il padre. Basterà leggere le ultime battute tra i due. Nel libro è morta una compagna di scuola di Arturo, figlia dell'unica altra famiglia italiana del circondario. Anziché compatire i genitori, Bandini padre li biasima, definendo crumiro il padre della giovinetta morta. Si può? Certo, nel romanzo. Meno male che è proprio questo, un bellissimo romanzo di un autore già espertissimo.
»

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5.0Bandini, un ragazzo come tanti, 29-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
di M. Franzon - leggi tutte le sue recensioni

«"Aspetta primavera, Bandini", parla del giovane Arturo Bandini combattuto da due grandi forze: l'amore e l'odio. Ciò che a mio parere rende spettacolare questo libro, è il modo in cui l'autore riesce ad amalgamare l'amore e l'odio tanto da confonderli facendo cosi comprendere al lettore come siano fragili e stravolgibili le poche certezze che abbiamo.»

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4.0La famiglia Bandini, 11-08-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 6
di G. Urbani - leggi tutte le sue recensioni

«Arturo Bandini ha quattordici anni quando rappresenta la propria famiglia. E' un romanzo sugli italiani emigrati in America che parla in modo autentico di noi italiani, della italianità in America e della difficoltà, da parte del giovane Arturo di adeguarsi ad essa, sentendosi, di converso. Americano a tutti gli effetti. Primo romanzo di una saga decisamente interessante.»

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3.0L'America come punto di vista, 12-05-2011
di D. Leo - leggi tutte le sue recensioni

«Fante è un autore sapiente e capace, intendiamoci. Uniche alcune descrizioni, alcuni punti focali dell'epopea americana e di quella di coloro che in america ci sono emigrati e rimasti. Singolare il ritratto della famiglia di origine italiana trapiantata oltreoceano, che diventa l'allegoria del confronto di due culture profondamente diverse, che pure oggigiorno sono ancora ben distinte.
Ma il paragone con Hemingway, da molti invocato a gran voce, è proprio di là da venire.
»

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4.0Aspetta primavera, Bandini, 14-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
di G. Simeoli - leggi tutte le sue recensioni

«Primo capitolo della saga dove si narra dell'adolescenza di Arturo Bandini, alter ego fantiano: e' la nascita di un'epopea. Un ritratto
Familiare sentito, nel solco delle tradizioni italo-americana.
»

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4.0Aspetta primavera, Bandini, 04-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di C. Ferrucci - leggi tutte le sue recensioni

«E' il primo romanzo pubblicato da Fante. Bello come tutto quello che ha scritto.
E' uno di quei libri che ti fanno affezionare tanto ai personaggi, provare per loro una tale empatia, da costringerti a metterlo giù per un attimo quando sta per succeder qualcosa che non vorresti accadesse. Praticamente ti costringe a parlare ai protagonisti, a dar loro consigli istintivi. "non lo fare, Arturo!" o attestati di comprensione: "Dio, come ti capsco, Svevo!".

»

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