Aspetta primavera, Bandini

Aspetta primavera, Bandini

4.5

di John Fante


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Descrizione

Arturo ha quattordici anni, abita in America, in uno sperduto paesino sulle montagne, possiede una slitta. Per il resto avrebbe preferito chiamarsi John, e di cognome, invece che Bandini, Jones. La madre e il padre sono italiani immigrati, ma lui avrebbe preferito essere americano. Poi c'è nonna Toscana, che considera il genero Svevo, padre di Arturo, un fallito, e la figlia Maria una povera pazza perché l'ha sposato. Una famiglia non solo povera: proprio fatta di povertà. Con questo volume prosegue, dopo "Chiedi alla polvere", "La confraternita dell'uva" e "Sogni di Bunker Hill", la ripubblicazione einaudiana delle opere di John Fante.

Note sull'autore

John Fante è nato a Denver, in Colorado, l’8 aprile del 1909. Figlio di un immigrato italiano proveniente dalla provincia di Chieti e di una donna nata a Chicago da genitori di origini italiane, John Fante, dopo il diploma, comincia a svolgere lavori precari. Nel 1930 l povertà e le incomprensioni con la famiglia lo spingono a trasferirsi a Los Angeles. Si iscrive all’Università ma non è costante nello studio. L’esperienza tuttavia lo avvicina alla scrittura. Dimostra subito talento, tanto che i primi racconti vengono pubblicati e viene assunto da alcune riviste. Durante gli anni Trenta, anche a Hollywood notano il suo talento, e John Fante inizia a lavorare come sceneggiatore, lavoro che lui non apprezza ma che gli consente la sicurezza economica. Il suo primo romanzo è del 1934 e si intitola “La strada per Los Angeles”, con protagonista Arturo Bandini, personaggio che sarà al centro di una serie di successo, tra cui figura il romanzo dai tratti autobiografici “Chiedi alla polvere”, del 1939, forse l’opera più conosciuta di John Fante. Nel 1937 sposa Joyce Smart, dalla quale avrà 4 bambini. Durante la guerra smette di scrivere, per poi riprendere nel 1952, quando pubblica “Una vita piena”. Nel 1977 si ammala di diabete. Nel 1978 Fante incontra Charles Bukowski, il quale stima moltissimo il lavoro dello scrittore italo-americano e gli chiede di ristampare “Chiedi alla polvere”, inserendo una sua prefazione. Bukowski, per spingere la sua casa editrice a ripubblicare le opere di Fante, arrivò a minacciare di non consegnare loro altre sue opere. Intanto la malattia di Fante si aggrava, diventa cieco e gli vengono amputate le gambe. L’ultimo romanzo, che Fante detta alla moglie, è “Sogni di Bunker Hill”, del 1982, opera che chiude la saga del suo alter ego Arturo Bandini. E’ morto a Los Angeles l’8 maggio del 1983. Successivamente, numerose opere di John Fante sono state trasposte per il cinema, tra cui anche “Chiedi alla polvere”, in un film del 2006 prodotto da Tom Cruise e con l’interpretazione di Colin Farrell, Salma Hayek e Donald Sutherland.
 

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Dettagli del libro


Voto medio del prodotto:  4.0 (4.3 di 5 su 8 recensioni)

4.0Aspetta primavera Arturo, 20-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
La storia di una misera famiglia italoamericana comincia qui. Arturo, i genitori, e i parenti, sono immersi nella povertà, nelle difficoltà date dall'essere immigrato, nella consapevolezza di essere diversi dagli altri per origini e soprattutto per mentalità. Una debolezza che spesso riescono a tramutare in forza e riscatto. A differenza di "La strada per Los Angeles" questo romanzo è emozionante e commuovente, e nonostante la veneranda età riesce ad essere moderno. Chi vuole leggere di Arturo Bandini dovrebbe cominciare da qui.
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5.0Arte consumata, 22-01-2012, ritenuta utile da 47 utenti su 52
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Ho letto tutto d'un fiato questo primo libro di John Fante e l'ho trovato eccellente e illuminante. La vicenda del quattordicenne Arturo, figlio di italiani d'America, alunno della scuola cattolica di una cittadina in Colorado, chierichetto, innamorato, discolo, tiene incollati al libro dalla prima all'ultima pagina.
Ne emerge il ritratto di un ragazzo povero, ma viziato e ingiusto quanto lo può essere un quattordicenne. Le azioni di Arturo, i suoi turbamenti, le continue trasgressioni, le promesse non mantenute, la mancanza più profonda di coerenza e rigorosità, tutte queste cose sono nulla a confronto dei comportamenti dei suoi due genitori. Il padre, scialacquatore e ubriacone, è circondato da un'aura di eroismo, mentre la madre, una donna che sembra subire, ma dotata in realtà di una grinta incredibile, è detestata "così", solo perché non ci sono capri espiatori più a portata di mano. Ed intorno i vicini benpensanti che biasimano apertamente la povertà dei Bandini, i quali non pagano i vari conti, ma in compenso vogliono troppo per i figli. Argomenti attualissimi, e si potrebbe dimenticare che siamo negli anni '30, se non fosse per qualche dettaglio.
Resta un piccolo problema: fino a che punto i Bandini sono personaggi realistici? Si continua a scrivere che Bandini altri non è che Fante, che la famiglia è quella dell'autore, lui stesso lo ha proclamato ai quattro venti. Sì, sono loro, ma attenzione alla prosa d'arte. Gli elementi del libro, alla fine, combaciano tutti. Basterà leggere l'ultima scena, allorché il ragazzo riesce a condurre a casa il padre. Basterà leggere le ultime battute tra i due. Nel libro è morta una compagna di scuola di Arturo, figlia dell'unica altra famiglia italiana del circondario. Anziché compatire i genitori, Bandini padre li biasima, definendo crumiro il padre della giovinetta morta. Si può? Certo, nel romanzo. Meno male che è proprio questo, un bellissimo romanzo di un autore già espertissimo.
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5.0Bandini, un ragazzo come tanti, 29-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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"Aspetta primavera, Bandini", parla del giovane Arturo Bandini combattuto da due grandi forze: l'amore e l'odio. Ciò che a mio parere rende spettacolare questo libro, è il modo in cui l'autore riesce ad amalgamare l'amore e l'odio tanto da confonderli facendo cosi comprendere al lettore come siano fragili e stravolgibili le poche certezze che abbiamo.
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4.0La famiglia Bandini, 11-08-2011, ritenuta utile da 4 utenti su 6
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Arturo Bandini ha quattordici anni quando rappresenta la propria famiglia. E' un romanzo sugli italiani emigrati in America che parla in modo autentico di noi italiani, della italianità in America e della difficoltà, da parte del giovane Arturo di adeguarsi ad essa, sentendosi, di converso. Americano a tutti gli effetti. Primo romanzo di una saga decisamente interessante.
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3.0L'America come punto di vista, 12-05-2011
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Fante è un autore sapiente e capace, intendiamoci. Uniche alcune descrizioni, alcuni punti focali dell'epopea americana e di quella di coloro che in america ci sono emigrati e rimasti. Singolare il ritratto della famiglia di origine italiana trapiantata oltreoceano, che diventa l'allegoria del confronto di due culture profondamente diverse, che pure oggigiorno sono ancora ben distinte.
Ma il paragone con Hemingway, da molti invocato a gran voce, è proprio di là da venire.
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5.0Una scrittura vincente, 24-03-2011
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Una scrittura vincente, avvincente, con il tipico sorriso di sfida sfacciato, determinato, a suo agio, scintillante, simpatizzante, illumina vicende al limite dell'assurdo. Ogni libro di John Fante è una commedia bellissima in cui, con una strana sensazione di calore, si osserva la fragranza di una famiglia piena di vita nel bene e nel male; dove presenza dominante è il padre, per certi versi inesistente, invisibile, per certi versi ingombrante. Ogni libro di John Fante non è mai un luogo estraneo, perché ti fa partecipe dei suoi pensieri privati, dove, guardandosi attorno senza troppi sentimentalismi, scoppia a ridere di un mondo che non lo vuole. Ogni libro di John Fante è una promessa che solleva lo sguardo sul passato e sul futuro, aspettando sempre di prenderne uno dove tutto proceda davvero più facilmente.
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4.0Aspetta primavera, Bandini, 14-11-2010, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Primo capitolo della saga dove si narra dell'adolescenza di Arturo Bandini, alter ego fantiano: e' la nascita di un'epopea. Un ritratto
Familiare sentito, nel solco delle tradizioni italo-americana.
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4.0Aspetta primavera, Bandini, 04-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
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E' il primo romanzo pubblicato da Fante. Bello come tutto quello che ha scritto.
E' uno di quei libri che ti fanno affezionare tanto ai personaggi, provare per loro una tale empatia, da costringerti a metterlo giù per un attimo quando sta per succeder qualcosa che non vorresti accadesse. Praticamente ti costringe a parlare ai protagonisti, a dar loro consigli istintivi. "non lo fare, Arturo!" o attestati di comprensione: "Dio, come ti capsco, Svevo!".

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