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Achille piè veloce

Achille piè veloce

di Stefano Benni


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Descrizione

Ulisse è un giovane scrittore in crisi creativa (un tempo ha scritto un libro ma si è fermato lì), lavora in una casa editrice sull'orlo del collasso ed è innamorato di Pilar-Penelope, una bellissima immigrata senza permesso di soggiorno (ma non rinuncia alla sua inveterata poligamia). Un giorno riceve la lettera di uno sconosciuto che lo invita a un misterioso appuntamento. Ulisse, incuriosito, risponde e conosce Achille, un ragazzo gravemente malato che gli apre un mondo inatteso di assurdità, vitalità e dolore.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.0 (3.9 di 5 su 7 recensioni)


4.0Un Benni che non conoscevo, 02-03-2012
di D. Rossetti - leggi tutte le sue recensioni

«Questo libro ha delle tinte più cupe, non manca assolutamente l'ironia e la capacità di strappare un sorriso anche nelle situazioni drammatiche, che comunque in questo libro si fanno più centrali. La storia è interessante e "impegnata", i personaggi come sempre bizzarri, complessi e rappresentativi. Una lettura veloce, sapassosa ma anche molto densa che offre notevoli spunti di riflessione.»

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4.0Achille piè veloce, 03-09-2011
di L. Costa - leggi tutte le sue recensioni

«Benni riesce ancora una volta a creare un piccolo universo di strani quanto interessanti personaggi. Questa volta non si è però in un futuro prossimo o immaginario, ma nella più nebbiosa città in cui il destino di Achille si va a scontrare a quello di Ulisse cambiando così ad entrambi la vita. Una riflessione che va a toccare più temi, quello dell'editoria, dei lavori precari.»

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4.0Spassoso, 05-04-2011
di P. Prato - leggi tutte le sue recensioni

«Achille piè veloce è uno dei romanzi per cui scegli di cercare e leggere tutto ciò che scrive benni. Spassoso.
Divertente, ironico, sempre molto surreale. Un miscuglio anche della mitologia. Il linguaggio di benni è sempre molto colorato.
Straconsigliato.
»

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4.0Uno dei libri per amare Benni, 28-02-2011
di C. Borrelli - leggi tutte le sue recensioni

«Un magnifico exploit delle capacità di Benni, che questa volta accompagna, con i suoi soliti caratteri disincantati, una realtà molto delicata, aggiungendovi un profondo senso di sensibilità. Non mancano i punti forza della sua scrittura: neologismi, grotteschi personaggi, forza espressiva della forma.»

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4.0grande Benni, 27-09-2010
di L. Portaro - leggi tutte le sue recensioni

«Ma come si può eguagliare la simpatia di Benni, le sue parole inventate che sembrano esistere da sempre?
Al meraviglioso personaggio di Benni non si può che voler bene, non si può far altro che leggere in trepidante attesa dello svolgersi delle sue avventure!
»

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3.0Interessante, 25-08-2010
di M. Coassin - leggi tutte le sue recensioni

«Un romanzo che con la tipica ironia di Benni commuove ed emoziona. Non uno dei suoi libri migliori ma comunque apprezzabile.»

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4.0Achille piè veloce, 05-08-2010, ritenuta utile da 1 utente su 2
di C. Ferrucci - leggi tutte le sue recensioni

«Ulisse, lettore per una piccola casa editrice, autore di un solo libro e arenato nella stesura di una seconda opera. Achille, giovane e assetato di vita, costretto in un corpo vulnerabile a tutto, oppresso dalla malattia e dai medici. Il romanzo è in gran parte un dialogo tra queste due voci che vuole raccontare poche essenziali cose come l’amore e il dolore.
Nel romanzo di Stefano Benni, i personaggi portano nomi omerici (la segretaria Circe o il direttore Vulcano) impronta e sintesi della loro personalità. Una caratterizzazione semplice ed estremamente chiara che procede verso il comune obiettivo di una scrittura essenziale, la cui ricchezza sta nel suo essere lieve. Compaiono immagini surreali o descrizioni affidate alla metafora, ma sono sempre dotate di un realismo palpabile e concreto che oscura quasi il carattere fantastico della narrazione. Ulisse cade spesso preda di un sonno diurno (dovuto ad una cronica insonnia ereditata dai genitori panettieri) che si popola di personaggi immaginari, proiezioni degli autori dei romanzi che arrivano alla casa editrice, o che potrebbero arrivarci, non dattiloscritti, ma scrittodattili, perché la scrittura, come la lettura, porta in sé qualcosa di arcaico. Abbiamo le memorie di un professore di liceo, il thriller splatter su un perial killer, che uccide le sue vittime con delle overdose di eroina, un diario “orale” ecc. e i rispettivi autori personificati nei sogni intrecciano con le vicende interne della casa editrice un sottofondo comune, una rappresentazione di un panorama letterario, non lontano da una visione, parziale ma veritiera, della realtà attuale.
E l’attualità è un altro tema essenziale del romanzo con la classe politica interpretata da fascisti in doppiopetto e sostenuta da speculatori spregiudicati, pronti a portare al collasso l’economia. E nel tragitto in auto di Ulisse e Febo, rampante scalatore di vertici aziendali, si possono scorgere gli echi di un altro viaggio, quello nella limousine di Eric Packer, il protagonista di “Cosmopolis” di DeLillo sullo sfondo di una New York percorsa da una tensione inquietante e sinistra.
Un scrittura lieve su temi gravi, per un romanzo che dipinge tra sospiri e sorrisi un piccolo ritratto del nostro tempo.

»

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