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La voce

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di Arnaldur Indriðason


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  • Editore: TEA
  • Collana: TEA mistery
  • Traduttore: Cosimini S.
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2014
  • EAN: 9788850233946
  • ISBN: 8850233949
  • Pagine: 316
  • Formato: brossura

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Descrizione del libro

Il Natale è alle porte, fervono i preparativi, ma la festosa atmosfera di un lussuoso albergo di Reykjavik viene turbata dal ritrovamento del corpo di un uomo ucciso a coltellate. Svolte le prime verifiche del caso, l'agente investigativo Erlendur e la sua squadra scoprono che si tratta di Gudlaugur Egilsson, portiere e tuttofare alle dipendenze dell'hotel, morto in circostanze a dir poco misteriose: l'uomo, infatti, indossava un costume da Babbo Natale e aveva i pantaloni calati... Scavando nel suo passato, Erlendur ricostruisce la vicenda di Gulli, ex bambino prodigio, talentuoso solista di un coro di voci bianche, acclamato dal grande pubblico internazionale, con la prospettiva di una brillante carriera nel mondo del bel canto. Ma evidentemente qualcosa è andato storto...

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4Povero Babbo Natale , 04-06-2016
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Tutto è tristezza e malinconia, disagio e incapacità di stabilire un rapporto di comunicazione con chi ti sta vicino. E tutto ciò accomuna sia il protagonista detective sia le persone della sua vita, come i personaggi al centro (e alla periferia) della sua indagine. Il passo di Indriðason è lento, ma la sua capacità introspettiva è quasi pari alla sua abilità a descrivere dei personaggi che vivono destini segnati dal proprio passato. Notevole, anche se non originalissima, l’idea della teatralità dell’azione, che si svolge interamente nello stesso luogo.
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4Nordico, 29-07-2011
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Che strana morte per quest'uomo travestito da babbo Natale. Siamo alle porte della grande festa e quest'omicidio scuote la città islandese. Per Erlendur inizia una lotta contro il tempo per cercare di capire cosa si nasconde dietro quest'omicidio così singolare. Proprio un bel giallo che conferma le doti di arnaldur.
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3La voce, 29-07-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Intrigante, ma non lo inserisco nel mio ideale pantheon di scrittori giallisti. La prima domanda che torna è quella che mi faccio da qualche tempo, sulle traduzioni. Infatti, non si capisce se il testo viene tradotto dall'originale o no. Spero che l'ottima Silvia Costantini sia una "islandica" perché non mi aggradirebbe una traduzione di traduzioni. E per restare al tema "vulcanico", il libro mi ha dato anche spunti per interessarmi a qualche spigolatura su queste terre del Nord. Prima di tutte, la lingua con quelle sue 32 lettere, complicate da segni grafici strani, come la d tagliata del nome dell'autore (la riporto qui minuscola e maiuscola 272; ). Poi la genesi dei nomi, con quei suffissi a significare figlio di (son) o figlia di (dottir). Quindi, per poca confusione, meglio usare i nomi propri, che sono più vari (e molti di origine vichinga). Che spiega anche l'uso dell'indirizzamento diretto (ci si da del tu, anche in situazioni formali) proprio di molti posti affacciati sul Mare del Nord. E dandoci del tu, ci immergiamo in questa puntata di mezzo delle vicende del commissario Erlendur (altre ne sono uscite prima, e vedremo se recuperarle). Tipicamente (almeno nel mio immaginario) inserito nei luoghi. Orso solitario, con qualche guasto alle spalle (un matrimonio finito, forse più per consunzione che per altro, due figli un bel po' sbandati) e molta solitudine dentro. Che viene ad indagare sulla morte di un cinquantenne portiere d'albergo la vigilia di Natale. Con tenacia, aiutato da fidi ispettori che si sguinzagliano per la piccola isola, si scava, si trovala storia del povero Gulli (che in realtà si chiama Gulauger, ma è impronunciabile) , splendida voce bianca fino ai 12 anni e poi scomparso nelle melme di quegli ex-bambini prodigi che non riescono a crescere (o che i genitori non fanno crescere; quanta dolenza in questi rapporti padre-figlio). Veniamo a toccare tutte le sordità di questo mondo che qui, da migliaia di chilometri a sud, sembra pacifico e scorrevolmente banale, ed invece si rivela (si può rivelare) duro in modo insopportabile. Alcuni piccoli sotto-finali ben congeniati (anche se senza il ritmo serrato cui ci abituano gli anglo-sassoni) portano ai discioglimenti, sempre dolorosi. Rimane la voglia di capirne di più, e credo che altri Arnaldur entreranno nella mia biblioteca, in attesa, prima o poi, di vedere dal vivo i geyser fumanti.
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5La voce, 14-07-2011
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Frose il miglio dei libri scritti da Arnaldur che hanno come protagonista l'ispettore Erlendur. Ambientato nel periodo Natalizio Erlendur si trova di fornte alla morte di una persona in un grande hotel. Da quesl momento iniziano le sue indagini e il caso è veramente difficile da risolvere, ma Erlendur è un grande
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5Intrigante, 10-04-2011
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Di quelli letti fino ad adesso questo è il miglior giallo di Arnaldur. Il commissario Erlendur si trova alle prese con un cadavere ritrovato in un albergo alla vigilia delle feste di Natale. Con grande maestria il commissario riesce a capire le varie storie che ci sono dietro la morte del Babbo Natale.
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