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Una vita da comunista. Biografia di Antonino Bongiorno

Una vita da comunista. Biografia di Antonino Bongiorno

di Pino Bongiorno


  • Editore: L'Albatros
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • EAN: 9788889820124
  • ISBN: 8889820128
  • Pagine: 470
  • Formato: brossura
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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 2 recensioni)

5una storia del novecento, 19-02-2009, ritenuta utile da 3 utenti su 3
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Una Calabria di inizio novecento immersa nella miseria e nell’abbandono, un paese distrutto dal terremoto. Le proteste per quelle baracche provvisorie che rimangono per oltre venti anni. In questo scenario inizia l’avventura politica di Antonino Bongiorno di cui il libro ripercorre la biografia. A Palmi (R.C.), nel 1921, l’intero circolo giovanile socialista aderisce alla mozione comunista. Antonino diviene presto segretario della gioventù di quel nuovo partito. Ma la crescente forza del P.C.d’I. impensierisce il fascismo. Inizia una escalation di provocazioni da parte del regime e la notte del 30 agosto 1925, in uno scontro, un fascista rimane ucciso. Tutto l’antifascismo di Palmi viene arrestato. Il Tribunale Speciale infligge condanne esemplari. Antonino viene condannato a 8 anni e 10 mesi perché minorenne. Quando esce tenta di ricostruire le fila clandestine del Partito. Di nuovo scoperto, di nuovo condannato. A 12 anni. Dopo la liberazione è a Roma a lavorare nella Federazione comunista. Assume la presidenza della Federterra e della Federcoop di Roma. Dirige le occupazioni delle terre. Nel 1952 è eletto nella prima legislatura della rinata istituzione Provincia. Successivamente è nominato assessore all’agricoltura e ai lavori pubblici. E’ la prima esperienza di una giunta di sinistra nella capitale
Dagli anni 60 inizia un lavoro più interno alla federazione romana. Nel 1973, anno della sua morte, è vicepresidente della Commissione Federale di Controllo.
A suo nome vengono intitolate la sezione del P.C.I. di Quarticciolo e una via a Colli Aniene.
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5Una vita al servizio del Paese, 13-02-2009, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Una Calabria di inizio secolo immersa nella miseria e nell'abbandono, un paese distrutto dal terremoto. Le proteste per quelle baracche provvisorie che rimangono per oltre venti anni. In questo scenario inizia l’avventura politica di Antonino Bongiorno di cui il libro ripercorre la biografia. A Palmi (R.C.), nel 1921, l'intero circolo giovanile socialista aderisce alla mozione comunista. Antonino diviene presto segretario della gioventù di quel nuovo partito. Ma la crescente forza del P.C.d'I. impensierisce il fascismo. Inizia una escalation di provocazioni da parte del regime e la notte del 30 agosto 1925, in uno scontro, un fascista rimane ucciso. Tutto l'antifascismo di Palmi viene arrestato. Il Tribunale Speciale infligge condanne esemplari. Antonino viene condannato a 8 anni e 10 mesi perché minorenne. Quando esce tenta di ricostruire le fila clandestine del Partito. Di nuovo scoperto, di nuovo condannato. A 12 anni. Dopo la liberazione è a Roma a lavorare nella Federazione comunista. Assume la presidenza della Federterra e della Federcoop di Roma. Dirige le occupazioni delle terre. Nel 1952 è eletto nella prima legislatura della rinata istituzione Provincia. Successivamente è nominato assessore all'agricoltura e ai lavori pubblici. E' la prima esperienza di una giunta di sinistra nella capitale
Dagli anni 60 inizia un lavoro più interno alla federazione romana. Nel 1973, anno della sua morte, è vicepresidente della Commissione Federale di Controllo.
A suo nome vengono intitolate la sezione del P.C.I. di Quarticciolo e una via a Colli Aniene.
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