I viaggi di Gulliver
- Editore:
Einaudi
- Collana:
- Supercoralli
- Illustratore:
- Mattotti L.
- Traduttore:
- Nadotti A.
- Data di Pubblicazione:
- 11 novembre 2025
- EAN:
9788806260804
- ISBN:
8806260804
- Pagine:
- 352
- Formato:
- rilegato
- Argomenti:
- Avventura, Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Libro I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift
Trama libro
Alla loro comparsa, nel 1726, "I viaggi di Gulliver" conquistarono immediatamente un pubblico vastissimo e trasversale: se i bambini erano catturati dalla sua trama fantastica, i politici ne coglievano il veleno satirico, riversato sugli eventi e la società contemporanea. Da allora, il libro ha continuato a esercitare un fascino duraturo su lettori di ogni genere, distinguendosi come un unicum nella letteratura mondiale per la sua capacità di agire su più livelli. Il primo piano è quello della pura invenzione narrativa: Swift costruisce mondi che funzionano come fiabe geometriche, dove la meraviglia è regolata da una logica ferrea. Nei quattro viaggi compiuti da Lemuel Gulliver, il lettore assiste attraverso il suo sguardo a un'infinita serie di prodigi - minuscole cucitrici che infilano invisibili fili di seta in altrettanto invisibili aghi, vespe grandi come pernici e rumorose come cornamuse, un'isola che fluttua in cielo grazie a un enorme magnete e a un assale di diamante -, e vi si abbandona con la curiosità rapita dei bambini. Ma oltre a stimolare l'immaginazione visiva, Swift mette alla prova la nostra capacità di interpretazione. Nei "Viaggi di Gulliver", le apparenze spesso ingannano, e l'ironia - tagliente e corrosiva - permea quasi ogni frase. Non è un caso che, nell'ultimo capitolo, il giuramento che il protagonista pronuncia per affermare la propria sincerità riecheggi le parole di Sinone, l'ingannatore che condusse i Troiani a spalancare le porte al cavallo di legno. E a un ulteriore livello, sotto la satira, oltre la favola, resta la domanda portante dell'opera: che cos'è davvero l'essere umano? Sovrano della natura o insetto che si crede re? Meschino come un lillipuziano, feroce come uno yahoo, o ingenuo come il "gullible" Gulliver? Swift non fornisce risposte, ma voltata l'ultima pagina chi legge ha la sensazione di aver guardato l'umanità intera attraverso una lente deformante - e di avervi scorto, alla fine, il proprio volto. Grazie all'ampio corredo di immagini con cui Lorenzo Mattotti contrappunta il testo, creando un universo visuale parallelo e armonico a quello di parole della nuova traduzione di Anna Nadotti, la versione qui proposta offre un'esperienza sensoriale a tutto tondo, il miglior omaggio possibile all'inventiva multidimensionale del capolavoro di Jonathan Swift.
Recensioni degli utenti
Un piccolo grande classico - 24 febbraio 2017
Ha le qualità dei classici greci con la modernità del linguaggio e il millennio di saggezza accumulata nel frattempo. I quattro viaggi di Gulliver sono quattro momenti di riflessione sull'essere umano ma raccontati con capacità narrativa e divertente. Finale shock.
Da un'isola all'altra - 14 marzo 2012
Un romanzo senza tempo, un classico che può essere letto a più livelli: ne possiamo apprezzare la dimensione fantastica e avventurosa e la curiosità di incontrare strani e diversi popoli con abitudini altrettanto particolari, oppure scendere appena sotto la superficie e cogliere la satira della condizione umana, vedendo in quei popoli uno specchio, a volte distorto e deformante, dei vizi della società. In ogni caso rimane una lettura divertente e denza di spunti di riflessione.
Splendido racconto - 29 febbraio 2012
Un racconto veramente splendido che ha incantato, incanta e sicuramente continuerà a farlo grande e piccini, una storia scritta benissimo ed originale. Un premio alla fantasia di uno scrittore che è riuscito a superare la banalità per raccontare le avventure di un uomo in viaggi in altri mondi. Il finale regala sorprese cosi' come ogni pagina letta. Davvero consigliata.
I viaggi di Gulliver - 21 febbraio 2011
Buono tutto l'impianto narrativo, ma il finale è dei migliori. Nell'immaginario dei lettori e anche non- di questo romanzo c'è l'immagine di Gulliver disteso sulla spiaggia di Lilliput, con tanti omuncoli che gli camminano addosso, la medesima immagine che vedo ora ritratta nella copertina. Ottimo per cominciare la conoscenza di questo autore. E' un'immagine parziale e limitata di questo capolavoro di Swift, perché, a mio parere, il viaggio di Gulliver a Lilliput, che è il primo dei quattro raccontati nel romanzo, è forse il meno interessante dal punto di vista del valore letterario dell'opera. Di sicuro è il racconto più fantastico e divertente, insieme con quello del viaggio immediatamente successivo, nel rovesciato regno di Brobdingnag, dove gli abitanti sono alti come torri e Gulliver è più piccolo del nano di corte della Regina. La loro lettura, accompagnata dalle vivide immagini davanti agli occhi delle disavventure del povero Gulliver, che, tra le altre, finisce per i tre quarti del corpo dentro l'ossobuco avidamente spolpato dalla regina di Brobdingnag, mi ha divertito e stimolato la fantasia. Negli ultimi due viaggi narrati nel libro, il tono cambia e predomina una sarcastica critica ai costumi e alle idee delle società cosiddette civili, dove regnano la superbia intellettuale e i sofismi machiavellici. E così nel regno di Lagado - in cui le uniche scienze studiate sono la matematica e la musica ma i cui abitanti creano solo sgorbi, case storte e vestiti sbilenchi - si legge una feroce critica al razionalismo cartesiano, che considera la matematica il solo modello metodologico di tutto il sapere (non c'è spazio per la fantasia e l'invenzione). Mentre gli Houyhnhnm, animali simili ai cavalli, il cui paese è la meta dell'ultimo viaggio di Gulliver, governano e tengono come schiavi altre bestie, gli yahoo, del tutto simili agli uomini, e vivono secondo una concezione filosofica assimilabile all'illuminismo naturalistico, nel perfetto binomio Natura-Ragione che li rende razionali e immuni dai vizi umani quali la menzogna, la dissimulazione e tutto ciò che porta alla dubitazione intellettuale. Nonostante il tono di ammirazione per quest'ultimo popolo, la cui vita sembra perfetta, emergono critiche anche a questo sistema di pensiero, che non conosce dubbi ma solo certezze conoscitive, "giacché la Ragione ci insegna ad asserire o negare soltanto le cose di cui siamo certi; e al di là del nostro sapere, né l'una né l'altra cosa è possibile...". Gulliver (cioè Swift), sempre straniero tra i suoi simili, dopo averci guidato in allegorici viaggi attraverso utopistici paesi con la finalità di mettere alla berlina i costumi dei contemporanei, giunge a una conclusione amarissima, una condanna senza appello, seppur con il sorriso sulle labbra, del genere umano che abusa della Ragione per svilirla in vizi e difetti che lo rendono avido e insensibile: "La mia riconciliazione con la specie degli yahoo in generale non sarebbe forse così difficile, se essi si accontentassero dei vizi e follie cui Natura li ha destinatima quando vedo un cumulo di deformità e malattie, così fisiche come spirituali, gonfiarsi di orgoglio, allora immediatamente crollano tutti i limiti della mia sopportazione". Un insegnamento di valore universale, lasciatoci da un grande scrittore che è considerato un precursore dell'Illuminismo, ma anche capace di coglierne in anticipo gli aspetti negativi.
Ma non è un libro per bambini! - 6 novembre 2010
Un'opera molto bella, purtroppo da molti ridotta a un libro per l'infanzia. In realtà è una riflessione profonda sull'egoismo umano e l'assurdità dei suoi comportamenti. Il pessimismo di Swift è sempre più pessimista in ognuno dei quattro viaggi, fino a raggiungere il grottesco nell'ultimo.