Libro Il ventre di Napoli di Matilde Serao Parthenope di Colonnese

Il ventre di Napoli

Editore:

Colonnese

Collana:
Parthenope
Data di Pubblicazione:
4 luglio 2025
EAN:

9791281142565

ISBN:

1281142565

Pagine:
198
Formato:
brossura
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Libro Il ventre di Napoli di Matilde Serao

Trama libro

Il Ventre di Napoli è ormai un classico: un romanzo-reportage che racconta la difficile transizione della grande capitale del Mezzogiorno, da antiche, perdute, reinventate tradizioni, ad una modernità piena di contraddizioni. Matilde Serao scrisse questo libro in due riprese. La prima parte, a caldo, racconta la tragica epidemia di colera del 1884, in cui si invoca lo "sventramento" dei quartieri più poveri e degradati, dal Porto a Santa Lucia. La seconda e la terza parte, invece, è un ritorno in quegli stessi luoghi vent'anni dopo, per constatare gli effetti del cosiddetto "risanamento", dei nuovi quartieri borghesi che hanno preso il posto dei vecchi cadenti palazzi. Ma cos'è davvero cambiato, sotto il cielo, davanti al mare bellissimo di Napoli? La Serao ci guida in un grande viaggio nella vita, nelle virtù e nei vizi di una città unica al mondo, e dei suoi altrettanto unici abitanti.

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Recensioni degli utenti

5 di 5 su 1 recensione

Il ventre di Napoli e altre storie Di D. Castrese - 27 luglio 2011

E' un po' triste osservare come la situazione a Napoli non sia cambiata poi molto. Le pagine dedicate all'inutilità di interventi urbanistici spacciati come risolutivi e invece meramente cosmetici sembrano preannunciare ben più recenti polemiche di epoca bassoliniana, e le osservazioni relative al rapporto fra costo della vita e reddito medio dei popolani talvolta paiono profetizzare attualissime proposte di gabbie salariali. La Serao che parla di Napoli è la Serao al suo meglio, combattiva e polemica come una Fallaci di fine Ottocento, e col merito di esserlo in una società in cui le donne erano considerate molto meno d'adesso... La Serao dei racconti invece mi piace meno: patetica e sentimentale, lontana anni luce dall'oggettività distaccata e pur profondamente umana, che so, di un Verga e del Verismo tutto. Ma se Verga, nel suo distacco, mi fa sentir vicini i pescatori di Aci Trezza, il patetismo della Serao mi rende i popolani napoletani figure di teatro, personaggi e non persone. E con ciò, tanti saluti, se mai c'è stata, alla pretesa di denuncia civile e morale.