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Il ventre di Napoli

Il ventre di Napoli

di Matilde Serao


  • Editore: Bibi Book
  • Collana: I Bibini
  • Data di Pubblicazione: giugno 2019
  • EAN: 9788899895259
  • ISBN: 8899895252
  • Pagine: 216
  • Formato: brossura
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Trama del libro

"Il ventre di Napoli" è una cronaca "di tenerezza, di pietà e di tristezza”, scritta in tre momenti diversi. La prima parte, Vent’anni fa, risale al 1884. È il racconto delle conseguenze provocate dall’epidemia di colera che colpì la città alla fine dell’Ottocento. La capacità del “popolo napoletano” è proprio quella di sopravvivere, nonostante le numerose avversità, alla morte, alla sporcizia, al degrado. La seconda parte è del 1903. Il Governo Depretis aveva dato avvio allo sventramento delle zone più malfamate della città, ma la nuova Napoli non era altro che una quinta infingarda, “un paravento” a copertura del “luridume rancido e puzzolente”. La terza parte del 1905 è un augurio “nostalgico e triste” che “un ideale di giustizia e di pietà” intervenga a risollevare il “popolo napoletano”.

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Voto medio del prodotto:  5 (5 di 5 su 1 recensione)

5Il ventre di Napoli e altre storie, 27-07-2011
di - leggi tutte le sue recensioni
E' un po' triste osservare come la situazione a Napoli non sia cambiata poi molto. Le pagine dedicate all'inutilità di interventi urbanistici spacciati come risolutivi e invece meramente cosmetici sembrano preannunciare ben più recenti polemiche di epoca bassoliniana, e le osservazioni relative al rapporto fra costo della vita e reddito medio dei popolani talvolta paiono profetizzare attualissime proposte di gabbie salariali. La Serao che parla di Napoli è la Serao al suo meglio, combattiva e polemica come una Fallaci di fine Ottocento, e col merito di esserlo in una società in cui le donne erano considerate molto meno d'adesso... La Serao dei racconti invece mi piace meno: patetica e sentimentale, lontana anni luce dall'oggettività distaccata e pur profondamente umana, che so, di un Verga e del Verismo tutto. Ma se Verga, nel suo distacco, mi fa sentir vicini i pescatori di Aci Trezza, il patetismo della Serao mi rende i popolani napoletani figure di teatro, personaggi e non persone. E con ciò, tanti saluti, se mai c'è stata, alla pretesa di denuncia civile e morale.
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