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Uomini ad Auschwitz. Storia del più famigerato campo di sterminio nazista

Uomini ad Auschwitz. Storia del più famigerato campo di sterminio nazista

di Hermann Langbein


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5Uomini ad Auschwitz., 07-09-2011, ritenuta utile da 6 utenti su 7
di - leggi tutte le sue recensioni
"Il lavoro rende liberi" e' il cartello che accoglie i prigionieri che entrano in Auschwitz. Infamante scritta, ma per qualcuno si avvero' , perche' ci sono sempre le selezioni per gli abili ed inabili al lavoro in questo campo, in pochi sopravvissero, sono quelli che riuscirono ad ottenere particolari lavori. C'e' acqua ad Auschwitz, ma non e' potabile per i deportati assetati sopravvissuti ai lunghi viaggi sui treni piombati, altra infamia tedesca. "Un pidocchio puo' uccidervi" dice la scritta sul muro del lurido lavatoio, ed e' vero, il prigioniero trovato con adosso un pidocchio va direttamente in gas, i pidocchi in questo Lager sono ovunque, nelle baracche, nelle coperte, nelle latrine, nelle loro divise. Ci sono le docce ad Auschwitz, quelle di acqua gelata per congelare il prigioniero nudo e gia' mezzo morto dal clima rigido polacco che divertono le SS, quelle di disinfestazione. Occorre lavarsi prima di ricongiungersi con i famigliari, le docce del gas dove nessuno esce vivo. C'e' il periodo di ambientazione al Lager, dove i prigionieri imparano a morire, imparano il loro nuovo nome, il numero tatuato sul braccio, imparano le regole comportamentali alle quali attenersi. Berretto su, berretto giu', correre al lavoro, correre al lavatoio, correre all'appello, tutto di corsa, il Lager ha sete di sangue ed occorre dissetarlo correndo. Ci sono gli ospedali ad Auschwitz, ulteriore offesa alla dignita' umana. Ospedali dove i malati vengono sistematicamente uccisi, ospedali dove vengono praticati esperimenti medici mortali. Il Lager e' recintato da filo spinato elettrificato, dove il prigioniero puo' aggrapparsi per uccidersi, ma e' vietato ad Auschwitz, solo i tedeschi possono decidere quando devi morire, la conseguenza e' l'eliminazione dei compagni di baracca. Poi ci sono gli uomini e le donne irriconoscibili. Ricoperti di stracci, di pidocchi, ammalati ed affamati, scheletrici, sfiniti dai maltrattamenti e dal massacrante lavoro. La morte li accompagna ogni momento, non la temono, temono solo il modo in cui essa li prendera', l'unico pensiero e' la fame, mangiare ebra, terriccio, coperte, cadaveri, qualsiasi cosa pur di calmarne i morsi, inutilmente. Auschwitz e' nato per annientare prima lo spirito e poi il corpo. Il prigioniero e' un automa, insensibile ad ogni cosa, cadaveri ogni giorno, la morte ogni giorno, non esiste piu' un alito di speranza nei loro corpi, e cosi' come sono, completamente spersonalizzati, andranno in gas consapevoli ma indifferenti. C'e' divertimento in Lager, ci sono orchestre composte da prigionieri e ci si inventano competizioni sportive per dilettare le noiose giornate degli assassini SS. C'e' sempre movimento in campo, il Lager non si ferma mai, ci sono sempre nuovi convogli che arrivano, le camere a gas e i forni che lavorano instancabilmente le squadre di lavoro che vanno e che tornano, i cani che azzannano, le fucilazioni, le selezioni, le bastonate e le impiccagioni. Ci sono molti uomini e donne ad Auschwitz, di ogni nazionalita' e lingua, si comprendono tra di loro con il linguaggio del Kazet, i kapo, i trasporti, il Kabe, i medici SS, le selezioni, i krematori, la zuppa, i kommando, il Canada, il Mexico, i blocchi, gli appelli, i morti soprattutto i morti.
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