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Umiliati e offesi

Umiliati e offesi

di Fëdor Dostoevskij


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Trama del libro

Fra le strade di Pietroburgo, nelle fredde prospettive della capitale, si incrociano le vicende di esseri umani in lenta rovina. La famiglia Ichmenev, amministratrice dei terreni del principe Valkovskij, viene allontanata dalla casa familiare a causa dell'amore sorto fra la giovane Natasha e il figlio del principe, l'ingenuo Alesa, ed è costretta a trasferirsi nella capitale; qui si muove anche Nelly, orfana poco più che bambina, che ha assistito impotente alla malattia della madre e all'indifferenza del nonno. Ivan Petrovic, studente e scrittore, ritratto di un Dostoevskij ventenne, è testimone protagonista: innamorato di Natasha sin da bambino, la aiuta nella fuga d'amore con Alesa, e decide di adottare Nelly per sottrarla agli abusi e alla mendicità. In "Umiliati e offesi", uno dei primi romanzi di Dostoevskij, emergono da una nebulosità ancora diffusa i personaggi e le situazioni che saranno propri del grande scrittore: i tormenti e l'amore, i personaggi candidi, l'indagine e la comprensione dell'animo umano.

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5Romantico e struggente, 10-03-2012
di - leggi tutte le sue recensioni
Un romanzo basato su valori antichi e scomparsi, su dignità e rispetto. La bellezza e la grande abilità di Dosto sta anche qui nella descrizione dell'animo umano, nessuno meglio di lui riesce a rendere così vive le passioni, i desideri, i tratti nascosti dell'intimo. Magnifico il personaggio del principe, il malvagio che finge con ipocrisia e piena consapevolezza della propria doppiezza e che resta impunito nonostante tutto. Tutti personaggi sono descritti con tale realismo che a posteriori ancora ripenso a loro come persone un tempo conosciute, che mi fanno pena, che ammiro o che mi sono amiche.
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4Umiliati e offesi, 10-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
di - leggi tutte le sue recensioni
Pur non essendo l'opus magnum del grande scrittore russo, Umiliati e offesi (insieme a piccoli gioielli come Il giocatore) è la prova che qualunque opera sia uscita dalla penna di Dostoevskij riesce ad essere trascinante, coinvolgente, significativa.
Nato come romanzo a puntate pubblicato su Vremja a scopo puramente lucrativo, Umiliati e offesi potrebbe descriversi come un feuilleton elevato a dignità letteraria; è certo ed innegabile che alcuni personaggi siano eccessivi, contornati di sensazionalismo a tinte forti. C'è del melodramma, ci sono degli aspetti della vicenda cui è difficile credere, ma l'architettura della trama è ben concepita, la lettura è piacevole, i momenti di commozione sono sinceri e sentiti, e non mancano echi e riferimenti a tematiche autobiografiche dostoevskiane, sempre presenti nei suoi scritti.
L'intreccio consiste di due sotto-trame che gradualmente convergono in una; asse portante è il tormentato rapporto padre figlia e il senso dell'onore ferito, della riparazione ai torti subiti per mezzo della sofferenza come espiazione. Una sofferenza spesso fine a se stessa, una "sofferenza egoista" come l'autore stesso la definisce; crogiolarsi nelle lacrime, nel tormento e nel silenzio è spesso l'unica soluzione che i personaggi trovano, la corona di spine di quell'ingiustizia sociale di cui il grande scrittore tanto spesso ha narrato e il cui sapore amaro ha dovuto provare così terribilmente su se stesso.
Una sorta di quadrilatero amoroso lega Nataa, Katjia, Ala e Ivan, il narratore, scrittore squattrinato e alle prime armi, una figura di ispirazione autobiografica; uno strano quadrilatero in verità, senz'ombra di gelosia nonostante il tormento divori in modi diversi ognuno dei componenti, eppure tutti anelanti alla felicità dell'amato. A costoro si aggiungono gli Ichmenev, genitori della ripudiata Nataa, fuggita con Alsa, figlio del principe Valkovskij, e soprattutto la piccola Nelly, la cui disgraziata storia costituisce l'ossatura della seconda sotto-trama.
Nelly sembra ispirata ai piccoli derelitti dei romanzi dickensiani, che Dostoevskij lesse e apprezzò durante la condanna siberiana, mentre Valkovskij è una sorta di abbozzo di Stavrogin, una di quelle perverse creature dostoevskiane che resteranno incise nella memoria dei lettori.
Il mondo è dei perfidi, sembra dire Dostoevskij, e per le persone moralmente migliori non c'è scampo, non potranno non essere condannate all'umiliazione e alle offese, destinate alla sconfitta, all'infelicità, alla morte, senza via d'uscita, per sempre, inevitabilmente.
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5Il vero amore, 07-11-2010
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Il romanzo tratta la travolgente storia d'amore tra una ragazza, appartenente alla media borghesia, ed un principe, portata all'estrewme conseguenze, visto che i due pianificano ed attuano una fuga d'amore, affinchè possano vivere sotto lo stesso tetto. Ad opporsi, al suddetto piano, è il padre del principe, il quale, dapprima, palesemente e, successivamente, subdolamente riesce a far venire meno il fidanzamento e, così, la ragazza è costretta a ritornare umiliata dai genitori, che la accolgono a braccia aperte. Il presente testo mira a sottolineare il carattere infungibile dell'amore, che, posto che si tratti di un sentimento, non può essere sottoposto a condizioni o, peggio ancora, a convenzioni sociali, proprio perchè non ancorato a logiche umane, ma, in ultima istanza, come ci ricorda lo stesso Dostoevskij, è un dono ed, al tempo stesso, un progetto di Dio.
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