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Una testa selvatica

Una testa selvatica

di Marie-Sabine Roger


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  • Editore: Ponte alle Grazie
  • Collana: Romanzi
  • Traduttore: Bruno F.
  • Data di Pubblicazione: maggio 2009
  • EAN: 9788862200585
  • ISBN: 8862200587
  • Pagine: 189
  • Formato: brossura

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Trama del libro

Qui si racconta la storia di Germain, lo "scemo del villaggio". Centodieci chili di muscoli per sorreggere una testa selvatica, un passato di mancata educazione sentimentale e un presente di conta dei piccioni e pomeriggi spesi al bar. Qui si racconta di un incontro straordinario nel più ordinario dei luoghi, un parco pubblico. Si traccia il delicato resoconto della più improbabile delle complicità, quella tra un gigante semi analfabeta e una vecchina con i capelli viola e la passione per i libri. Si dimostra che l'intelligenza è altra cosa dalla cultura. Quando le vite di Germain e Margueritte si accomodano sulla medesima panchina, ogni cosa, dentro e fuori, comincia a cambiare. E così questa può anche essere una storia che parla di avventure o di amore... o di indiani. Perché no? I sentimenti, come le parole, non sono innati. Bisogna acquisirli, piano piano. E quando sbocciano non conta più il vuoto che c'è ancora da riempire, ma tutto il pieno che invade il cuore e la testa come gramigna che non si può più estirpare. Il mondo in cui pianta le sue radici un'altra selvatichezza, fatta di affetti, fatta di parole. Come quella di Germain e Margueritte, e del vocabolario che ne riscrive i destini.

Voto medio del prodotto:  3.5 (3.8 di 5 su 6 recensioni)

3Una testa selvatica, 02-04-2011, ritenuta utile da 1 utente su 1
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Autore poco conosciuto, e leggendolo non si fatica a capire il perché. In un piccolo paese francese, sulla panchina di un parco, nasce una bella amicizia che diventerà sempre più salda e profonda, tra Germain, considerato da tutti lo "scemo del villaggio" e Margueritte, una vecchina di 86 anni che vive in una casa di riposo.
I due hanno pochissimo in comune: lui è quasi analfabeta e l'anziana donna vive di libri e cultura, ma l'interscambio fra i due è notevole. Nei loro incontri sulla panchina del parco, giorno dopo giorno, parlano di tutto: Germain le parla della vita di strada, del lavoro fisico, mentre Margueritte gli insegna come la cultura e i libri ti possono alleggerire la vita dai pesi, dai fardelli, di come te la possono riempire, dell'utilità che puoi avere anche nella relazione con le altre persone grazie alle cose che hai imparato leggendo.

Questo romanzo mi ha fatto riflettere su diversi aspetti della vita: innanzitutto la famiglia non è quella che hai, ma quella che ti costruisci (per Germain è molto più formativo il rapporto con la vecchina sconosciuta, che con la madre che l'ha messo al mondo).
Poi l'autrice sottolinea spesso che vivere e capire la vita sono due cose profondamente diverse! Molti vivono l'intera vita senza averci capito nulla, gli anni di esperienza non si convertono in arricchimento e parlare con queste persone non ti lascia niente. Altri invece cercano sempre di evolvere per cui quando ascolti queste persone ti sembra indirettamente di arricchirti anche tu e di crescere.
E infine, come ultima riflessione, che tristezza che nella nostra società occidentale gli anziani vengano considerati quasi un peso ed emarginati quando avrebbero così tanto da insegnarci invece! Dovremmo imparare dagli orientali che invece li considerano ricchi di saggezza e gli danno un posto importante e centrale nella società!
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4Una testa selvatica, 08-10-2010
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Un libro tenero, ma non sdolcinato. L' amicizia tra Germain, un Forrest Gump dei nostri giorni, e Margueritte, nonnina appassionata di letteratura, nasce in un luogo di per sè romantico e genuino come può essere soltanto la panchina di un parco pubblico. Un cliché? Poteva esserlo, ma l' autrice ha saputo fuggire la trappola: Germain non è il classico scemo del villaggio, è politicamente scorretto, scurrile, sincero fino ad una involontaria crudeltà e l' empatia che sente per la vecchina non lo rende più "buono", ma più curioso della parola e più consapevole del mondo. Senza alcun manierismo l' autrice riesce a suscitare nel lettore un gran desiderio di leggere libri, ma anche la voglia di esercitare quel sentimento prezioso che si chiama Gentilezza.
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5Una testa selvatica, 05-10-2010
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Ogni tanto, tra un centinaio di libri letti e un altro, mi agiunge tra le mani un volumetto come questo che mi fa sentire felice di essere lettore. Uno stupendo dialogo sui romanzi e sulla bellezza della lettura.
Da rileggere
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3Forse farò una brutta figura..., 29-09-2010
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Forse passerò da "perbenista", ma devo ammetere che nonostante sia un bel libro con un argomento interessante, ho fatto fatica a leggerlo a causa del linguaggio un po' troppo triviale per i miei gusti... Sembra che le parole volgari siano caratteristica peculiare di gran parte degli autori francesi, per fortuna esistono eccezioni che confermano la regola!
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3una testa selvatica, 09-09-2010
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Scorrevole, leggero e piacevole. Anche se preferisco i libri che ti buttano nella storia e ti coinvolgono di brutto, questo e' molto particolare lo ammetto e poi... Germain è un grande! Un ammasso immenso di muscoli di un candore indicibile. Bello il contrasto tra il suo mondo sgraziato e grezzo e il rapporto delicato e delizioso con la sua Margueritte. Tanta protezione e molta cura... Mi piacerebbe avere una nonna simile e il gigante buono per amico, chi non ne condivide le scaltre riflessioni? Consigliato per una lettura diversa e con tanti aspetti su cui riflettere...
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