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Libera circolazione dei cittadini comunitari al interno della comunit europea

Libera circolazione dei cittadini comunitari al interno della comunit europea

di nicoleta susanu


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2009/2010
  • Relatore: Alfredo Rizzo
  • Correlatore: Roberto Giuffrida
  • Relatore: Alfredo Rizzo
  • Università: Università per stranieri di Perugia
  • Facoltà: Scienze della Comunicazione
  • Corso: Comunicazione Internazionale
  • Cattedra: Diritto dell'integrazione europea
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
La libera circolazione delle persone è una delle quattro libertà fondamentali all'interno della Comunità Europea, accanto alla libera circolazione delle merci, del capitale e dei servizi. Per promuovere la libera circolazione delle persone gli Stati membri cooperano, senza pregiudizio delle competenze della Comunità, in particolare per quanto riguarda l'ingresso, la circolazione e il soggiorno dei cittadini di Paesi terzi. Cooperano anche per quanto riguarda la lotta contro il terrorismo, la criminalità, gli stupefacenti e il traffico delle opere d'arte e delle antichità. L'essenza di questa libertà consiste nell'eliminazione delle discriminazioni tra i cittadini di uno degli Stati membri e i cittadini degli altri Stati membri che risiedono e lavorano sullo stesso territorio di uno Stato membro. La libera circolazione delle persone è uno degli obiettivi fondamentali previsti nel trattato di Roma che ha come finalità la realizzazione di un mercato comune. Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, secondo le disposizioni del trattato di Roma. La creazione del mercato unico presupponeva l'applicazione delle stesse regole per tutti gli Stati membri, insieme all'abolizione delle barriere fisiche, tecniche o fiscali. Questa apertura al mercato unico implicava la riorganizzazione delle economie degli Stati membri, chiamati ad aprirsi alla concorrenza sotto lo stretto controllo della Commissione Europea incaricata di sorvegliare sulla corretta applicazione del trattato. Tra la realizzazione del mercato comune e le normative in tema di immigrazione, vi è una stretta correlazione, soprattutto per ciò che riguarda il principio della libera circolazione delle persone. Tale correlazione trova la sua ragione giuridica nello stretto nesso tra la circolazione delle persone e il mercato del lavoro, poiché ove vi è offerta di lavoro lì vi è necessità di persone che lo devono svolgere. La necessità dell'avviamento del mercato comune ha portato a un approccio più tecnico riguardo alla libera circolazione delle persone. Il monopolio della sicurezza interna era uno dei fondamenti della sovranità degli Stati, fondamento che veniva toccato dalla libera circolazione delle persone, libertà che non era automatica. Di fronte a queste difficoltà di realizzare questo spazio di sicurezza interna fu firmato l'accordo di Schengen. Al rafforzamento delle frontiere esterne dell'area Schengen, è corrisposto l'abbattimento dei controlli alle frontiere interne nell'area Schengen. Per poter aderire allo spazio Schengen gli Stati membri dovevano dimostrare di essere in grado di assicurare un controllo efficace delle frontiere esterne terrestri, marittime e portuarie, e di applicare il sistema di controllo SIS. Il Sistema d'Informazione Schengen, detto anche "SIS", è un sistema di sicurezza governativo database utilizzato da diversi Paesi europei al fine di conservare e distribuire le informazioni relative alla sicurezza delle frontiere e le forze dell'ordine. La scomparsa delle frontiere e la libera circolazione delle persone può portare alla creazione di questioni connesse all'immigrazione illegale. Per questo motivo gli articoli 3 e 8 della Convenzione di Schengen sanciscono il monitoraggio e il controllo delle frontiere esterne. Inoltre, stabiliscono gli elenchi dei Paesi terzi che hanno bisogno del visto per entrare nello spazio comunitario. La responsabilità del controllo e della sorveglianza delle frontiere esterne degli Stati membri è affidata all'agenzia dell'Unione Europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri conosciuta come Frontex. Le formalità amministrative dei cittadini dell'Unione e i loro familiari sono sancite nella direttiva 38/2004/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Fin dall'origine, erano state poste alcune restrizioni in cui uno Stato membro potesse impedire l'accesso dello straniero sul suo territorio; in particolare, quelle previste per motivi di ordine pubblico, di carattere sanitario e di pubblica sicurezza. La direttiva 38/2004/CE precisa che i provvedimenti restrittivi della libertà di circolazione possono essere collegati solo a un comportamento personale e specifico del soggetto, mentre non possono essere fondati semplicemente sulla semplice esistenza di precedenti penali. Le maggiori preoccupazioni ordinarie dei cittadini europei sono la sicurezza giuridica e personale, l'immigrazione e la prevenzione delle frodi; preoccupazioni che sono state trattate nel titolo VI del trattato di Amsterdam, intitolato "Disposizioni sulla cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale”, che afferma che l'obiettivo della Comunità Europea è quello fornire ai cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà.