€ 24.00
PDF protetto da Adobe DRM
Download immediato
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 25 euro!Scopri come
I diritti delle minoranze nelle società per azioni

I diritti delle minoranze nelle società per azioni

di Sergio De bortoli


Download immediato
  • Tipologia: Tesi vecchio ordinamento
  • Anno accademico: 2010/2011
  • Relatore: Andrea Astolfi
  • Correlatore: Francesco ciro Rampulla
  • Relatore: Andrea Astolfi
  • Università: Università degli Studi di Pavia
  • Facoltà: Scienze Politiche
  • Corso: Scienze Politiche
  • Cattedra: diritto commerciale
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Nella consapevolezza della difficoltà di inquadrare correttamente un tema complesso quale quello delle maggioranze e minoranze azionarie, e delineare un quadro organico dei presidi posti nel nostro ordinamento giuridico a tutela di queste ultime, il presente lavoro intende analizzare i principali diritti delle minoranze delle società per azioni, con riferimento ad aspetti di corporate governance, alla struttura del mercato ed agli assetti proprietari che caratterizzano il nostro paese. In particolare per quanto riguarda le società per azioni quotate, la trattazione completa di tutte le possibili particolarità delle diverse fattispecie e la molteplicità delle fonti normative avrebbe comportato una trattazione ben lontana dall’obiettivo della presente tesi di laurea e per questo ci si è limitati, con riferimento alle società quotate, ad alcuni cenni, ancorché significativi. Il lavoro intende costituire un compendio completo, anche se non esaustivo, delle facoltà e delle limitazioni in capo ai soci di minoranza delle società per azioni, quale utile strumento per affrontare un eventuale approccio alla materia con una visione d’insieme delle norme e delle complesse dinamiche societarie che riguardano le minoranze azionarie. Si è concentrata la ricerca nell’ambito delle società per azioni con sistema di gestione e controllo di tipo ordinario o “tradizionale” (art. 2364 c. C. ), sia per le società non quotate che in relazione alle società quotate, e si sono richiamati gli aspetti principali, tralasciando approfondimenti rispetto alle altre diverse tipologie di governo societario (sistema monistico e sistema dualistico), essendo questi ultimi sistemi assai meno utilizzati e perciò poco rappresentativi, ed anche rispetto agli altri tipi di s. P. A, limitandosi quindi alle tipologie più ampiamente diffuse in Italia, a beneficio di una maggiore chiarezza degli aspetti principali caratterizzanti i rapporti tra i soci di minoranza, gli organi societari e la stessa società per azioni. La trattazione ha dunque riguardato i diritti riconosciuti alle minoranze azionarie dall’ordinamento giuridico vigente, con valutazione di aspetti e problematiche sostanziali e applicative, compiuta attraverso fonti giurisprudenziali e dottrinali. Successivamente, sono stati esaminati gli aspetti relativi agli assetti proprietari in Italia, dai quali derivano importanti implicazioni di carattere generale, ed anche specifiche conseguenze a vari livelli per tutti gli azionisti, ma in particolare per gli azionisti di minoranza, con effetti che coinvolgono naturalmente anche l’aspetto economico, sia per gli investitori che per i mercati finanziari in generale. Il lavoro si conclude quindi con alcune semplici considerazioni, relative alla attuale situazione, sotto la guida di un saggio ”pessimismo della ragione”, alla luce dei commenti e delle analisi critiche di autorevolissimi giuristi e autori del settore riportate nel corpo del testo. In sintesi, osservando le norme contenute nel nostro ordinamento giuridico a tutela delle minoranze azionarie, riesce difficile cogliere una politica di tutela veramente efficace e presidi istituzionali armonizzati al contesto internazionale e comunitario, evidenziandosi, a modesto parere dello scrivente, diversi spazi di inadeguatezza della disciplina. Peraltro, assicurare stabilità e funzionalità al governo societario e nel contempo garantire la partecipazione delle minoranze azionarie alle decisioni strategiche è compito non agevole. I principi alla base del diritto societario si trovano a fare i conti con una realtà degli assetti proprietari, quella italiana, che in vario modo mina i risultati e l’applicazione delle norme, nella sostanza compromettendo il funzionamento corretto del sistema. L’insieme normativo risulta attualmente privo di un organico ventaglio di strumenti di deterrenza adeguati alla nostra struttura socio-imprenditoriale proprietaria, e non risulta quindi possedere grande efficacia disincentivante la commissione di abusi. Adeguate regole di corporate governance hanno un ruolo fondamentale nel determinare le scelte statutarie da parte delle società per azioni, e l’azione di investitori consapevoli, attraverso le loro strategie di investimento, presumibilmente dirette verso quei paesi e società dotate delle migliori regole di governo societario, potrebbe progressivamente portare le società stesse ad adottare regole atte ad assicurare agli investitori maggiori garanzie di democrazia societaria. La generalizzata mancata adozione di norme statutarie, soprattutto dei quorum soglia favorevoli alle minoranze azionarie, ha portato nel tempo ad una situazione in cui il piccolo azionista investitore diserta il mercato azionario, preferendovi altre forme di risparmio meno rischiose e onerose, ed al progressivo disinteresse per l’intrapresa economica attraverso la partecipazione al capitale di rischio delle società per azioni, quotate e non.