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La responsabilità cd. Amministrativa degli enti collettivi dipendente da reato.
 I criteri di imputazione degli illeciti ex d. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 e l’adozione dei compliance programs.

La responsabilità cd. Amministrativa degli enti collettivi dipendente da reato. I criteri di imputazione degli illeciti ex d. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 e l’adozione dei compliance programs.

di Valeria Spinosa


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2006/2007
  • Relatore: Tullio Padovani
  • Relatore: Tullio Padovani
  • Università: Università degli Studi di Pisa
  • Facoltà: Giurisprudenza
  • Corso: scienze giuridiche
  • Cattedra: Diritto penale
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
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Dall’esposizione condotta, emergono innumerevoli problemi irrisolti, sia sul piano dell’interpretazione del dettato normativo, sia su quello, più delicato, del suo svolgimento nella realtà societaria italiana. La relativa novità della disciplina, unitamente alla sua irretroattività, si riflette sulla sua scarsa applicazione; tuttavia, non è difficile prevedere, a breve, un incremento nel ricorso agli strumenti normativi descritti, essendo oramai “maturati i tempi” per dare enforcement al sistema preventivo ex d. Lgs. 231/01 sia tra gli operatori nel mercato che nelle aule dei tribunali. Gli ostacoli che la nuova disciplina sta incontrando, in concreto, non sono pochi, basti pensare alla presenza di deficit informativi nella diffusione del protocollo di compliance fra il personale dell’azienda, spesso riconducibile alla prassi societaria di richiedere ai propri dipendenti una dichiarazione annuale che confermi la lettura dell’aggiornamento del modello, quando la maggior parte di essi non ha mai visionato né il protocollo originario, né, tantomeno, le sue modifiche. Altro profilo di inefficacia di molti sistemi aziendali risiede nella loro eccessiva astrattezza, la quale quasi sempre nasconde un intento elusivo della nuova disciplina; numerose imprese, infatti, hanno adottato protocolli caratterizzati da assoluta genericità, in ossequio meramente formale ed esteriore del d. Lgs. 231/01. Ne consegue inevitabilmente che, in caso di mancanza di indicazioni sulle circostanze specifiche o sulle situazioni concrete, i dipendenti della società potrebbero trovarsi nell’impossibilità di gestire proprio i rischi più gravi di realizzazione dei reati. Preso atto dei problemi pratici che affliggono la nuova normativa sulla responsabilità da reato degli enti, si evince, per questi primi cinque anni di vita del d. Lgs. 231/01, un bilancio provvisorio nettamente in passivo circa la fortuna applicativa della novella legislativa de qua: il numero dei procedimenti conclusi è esiguo, né si può addurre a scusante la congenita lentezza del processo penale in italia. Sebbene l’effectiveness di un apparato normativo non si misuri con il numero di condanne da esso derivate, potendo tra l’altro la sanzione penale dispiegare la propria efficacia general-preventiva a monte, in tema di responsabilità da reato delle persone giuridiche tale considerazione non basta a mascherare il gap di attuazione pratica finora riscontrabile.