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Il divieto di utilizzo degli scudi umani nel diritto internazionale umanitario. Inquadramento giuridico e problematiche applicative

Il divieto di utilizzo degli scudi umani nel diritto internazionale umanitario. Inquadramento giuridico e problematiche applicative

di Daniele Perissi


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2009/2010
  • Relatore: Prof. Marcello Di Filippo
  • Relatore: Prof. Marcello Di Filippo
  • Università: Università degli Studi di Pisa
  • Facoltà: Scienze Politiche
  • Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  • Cattedra: Diritto internazionale
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Questo lavoro si prefigge di analizzare lo stato dell'arte in materia di diritto internazionale umanitario circa lo status giuridico dei cosiddetti "scudi umani” e le problematiche teoriche e operative inerenti, anche al fine di contribuire a schematizzare un dibattito che negli ultimissimi anni sta coinvolgendo buona parte della comunità accademica e militare internazionale riguardo alla tutela dei diritti umani nell'ambito di situazioni di conflitto armato. Dopo aver delineato la genesi e le dimensioni principali dello ius in bello, si solleverà il problema di come esso, per come si è venuto sviluppando da un secolo a questa parte, stia iniziando ad affrontare in questo primo scorcio di secolo una difficile sfida posta dal nuovo ordine di variabili politico-tecnologico-militari caratterizzanti le modalità belliche contemporanee. Tra queste, ci concentreremo, in particolare, su uno degli aspetti chiave dei conflitti contemporanei, ovvero la crescente asimmetria bellica. Dopo aver brevemente tracciato i vari livelli e le diverse forme di questo fenomeno, metteremo in evidenza la correlazione tra la logica dell'asimmetria e la sistematica mancanza di rispetto di alcuni principi del diritto umanitario nella prassi degli ultimi anni. In questo contesto di sostanziale confusione e sconfessione dell'intrasgressibilità dello ius in bello emerge l'utilizzo sempre più frequente della tecnica degli scudi umani. In seguito, ci concentreremo sulla definizione di scudi umani, aprendo in parallelo una rapida carrellata storica che ci permetterà di esemplificare la vasta fenomenologia al riguardo, portando alla consapevolezza dell'impossibilità di riunire in una categoria onnicomprensiva le differenti forme di scudi umani manifestatesi nei conflitti armati dell'ultimo ventennio. In alternativa a tale confusione teorico-applicativa, si offrirà una ragionata classificazione al fine di evitare di trattare nel medesimo modo fattispecie giuridiche assai diverse. Seguirà a questo punto il tentativo di tratteggiare in prima battuta il diritto internazionale umanitario, convenzionale e consuetudinario, applicabile nel complesso al fenomeno degli scudi umani, mettendo in luce il generale divieto dell'utilizzo di questa pratica che emerge da un'analisi complessiva. Infine, esamineremo nel dettaglio la disciplina giuridica inerente alle singole categorie di scudi umani. Inizieremo affrontando lo statuto giuridico degli scudi involontari e di vicinanza e sottolineando il sostanziale consenso internazionale riguardo alla protezione degli stessi e agli obblighi delle parti in conflitto. Non c'è dubbio che, tra le varie categorie presentate, quella degli scudi umani volontari abbia visto e veda un consistente e controverso dibattito accademico-militare tuttora in corso. Per questo grande spazio sarà dedicato alla presentazione delle opinioni in materia di esperti accademici, comandanti militari e organizzazioni internazionali impegnate nel settore. Andremo ad analizzare le possibili soluzioni circa lo status degli scudi volontari, tracciando, di conseguenza, le protezioni di cui essi verrebbero a godere e gli obblighi che le parti militari in gioco si dovrebbero assumere. Prendendo spunto da una recente iniziativa promossa dalla comunità internazionale al fine di determinare un consenso sul tema della partecipazione diretta alle ostilità, cercheremo di far emergere l'approccio agli scudi umani volontari che ci sembra maggiormente corretto e convincente. Nel costruire questo schema analitico ci avvarremo dello studio di alcuni dei principali casi storici precedentemente sollevati, anche al fine di permettere al lettore di farsi un'idea della validità delle diverse soluzioni proposte, cioè di come queste potrebbero operativamente tradursi nella concreta prassi militare.