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La decretazione d’urgenza e la sua incidenza nei rapporti tra poteri dello stato anche alla luce delle più recenti evoluzioni

La decretazione d’urgenza e la sua incidenza nei rapporti tra poteri dello stato anche alla luce delle più recenti evoluzioni

di Savino Balzano


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2011/2012
  • Relatore: Margherita Raveraira
  • Relatore: Margherita Raveraira
  • Università: Università degli Studi di Perugia
  • Facoltà: Scienze Politiche
  • Corso: Scienze dell’Amministrazione
  • Cattedra: Istituzioni di Diritto pubblico - Regolazione e processi decisionali
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
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Lo scopo della tesi è quello di comprendere, prima di tutto, come si sia sviluppato il ricorso alla decretazione d’urgenza in Italia, dai primi anni di vita della Costituzione Repubblicana fino ad oggi. Se già durante i lavori dell’Assemblea Costituente apparivano fortemente contrastanti i pareri in merito alla previsione di un potere straordinario in capo all’esecutivo, per far fronte a particolari necessità straordinarie, la ragione doveva necessariamente collegarsi al timore, di quanto sarebbe poi, in concreto, potuto accadere. Il costituente, avvertendo la necessità di garantire al governo la possibilità di intervenire nelle più disparate e straordinarie necessità che l’ordinamento si sarebbe trovato ad avvertire, ha ritenuto opportuno non elencare, nello specifico, tutti i casi entro i quali il governo sarebbe stato legittimato ad un intervento, né tantomeno ha ritenuto opportuno indicare casi di esclusione di ambiti di operatività dello strumento. In effetti, l’articolo 77 della Costituzione appare abbastanza vago e, per certi aspetti, anche contraddittorio. Tuttavia, nonostante tali limiti, quello che si può affermare relativamente allo strumento cui riferisce l’art. 77 Cost. È che esso avrebbe dovuto essere strettamente straordinario. La storia del nostro ordinamento mostra che così non è stato e che il decreto-legge si è trasformato in un “ordinario” potere di normazione del quale i governi si sono ampiamente serviti anche per portare avanti politiche di amministrazione corrente, componenti il programma dell’esecutivo. Tale discrasia, divaricazione tra la prescrizione normativa dettata in Costituzione e il rilevamento descrittivo di quanto poi è effettivamente avvenuto, ha reso al sistema un esercizio distorto, non solo del potere in questione, ma anche dei poteri e dei ruoli istituzionali ad esso connessi. Ecco che, dunque, dopo il primo capitolo, dedicato alla ricostruzione storica dell’esercizio della decretazione d’urgenza da parte del governo, si è ritenuto opportuno spostarsi sul versante dell’assemblea legislativa per comprendere quale ruolo essa ha assunto negli anni, come esso differisca rispetto alla previsione costituzionale ed, eventualmente, quali possano esserne state le ragioni. È evidente che, partendo dall’analisi di uno scostamento tra Costituzione formale e materiale, il quale evidentemente si ritiene costituisca un abuso operato dal governo, si finisca inevitabilmente coll’interrogarsi su quale ruolo abbiano ricoperto le istituzioni poste a garanzia del rispetto del dettato costituzionale. Ecco, dunque che il capitolo terzo è stato dedicato all’analisi della giurisprudenza della Corte costituzionale con le sue storiche e talvolta contraddittorie sentenze in materia: a partire dalla nota giurisprudenza degli anni ’90, fino a giungere alle rilevantissime sentenze degli ultimi anni. Ci si è domandati, in particolare, se la giurisprudenza costituzionale possa avere avuto una qualche influenza rispetto all’abuso eventualmente rilevato e condannato. Il capitolo quarto è stato dedicato proprio a questo, a comprendere se ed in che modo la giurisprudenza del giudice costituzionale abbia potuto incidere sull’esercizio del potere della decretazione d’urgenza in Italia. Tale capitolo ha offerto dunque il pretesto per poter parlare dell’attuale utilizzo del decreto-legge e delle ultimissime evoluzioni in materia, nel tentativo di comprendere se il ricorso alla decretazione d’urgenza negli ultimi anni abbia subito delle modificazioni e, assumendo che ci siano state, di che portata e natura. Sulle più recenti tendenze in materia di decreto-legge, non era davvero possibile esimersi dal contemplare l’importantissimo ruolo attualmente ricoperto dal capo dello stato. Il Presidente della Repubblica, storicamente, ha sempre avuto un certo rilievo in tale ambito, ma è solo negli ultimi anni che sembrerebbe aver assunto decisiva importanza, tanto che è stato addirittura ipotizzato un suo ruolo ausiliario o, addirittura, suppletivo di quello della Corte costituzionale stessa. Il lavoro si conclude con un capitolo finale dedicato all’analisi di un possibile impatto che l’abuso del decreto legge possa comportare sulla forma di governo parlamentare italiana. Tale capitolo non poteva non rivolgere un rapido sguardo agli approcci che la dottrina ha seguito per studiare le forme di governo ed alle differenti conseguenze che la scelta di uno o di un altro approccio può comportare. La tesi si conclude con una riflessione sull’eventuale necessità in Italia di c. D. Grandi riforme istituzionali: se è vero, che il fenomeno abusivo nell’ambito della decretazione d’urgenza possa essere stato stimolato, agevolato o quantomeno non ostacolato dalla forma di governo prescelta dal costituente, allora, evidentemente, non era possibile evitare di interrogarsi anche sull’eventualità di introduzioni di correttivi ad essa, che possano dunque avere anche effetti di rimedio rispetto a tali eccessi.