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La trascrizione tardiva del matrimonio canonico

La trascrizione tardiva del matrimonio canonico

di Michela Laurenti


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2016/2017
  • Relatore: Marco Canonico
  • Relatore: Marco Canonico
  • Università: Università degli Studi di Perugia
  • Facoltà: Giurisprudenza
  • Corso: Giurisprudenza
  • Cattedra: diritto ecclesiastico e canonico
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il volto della società contemporanea è il riflesso di dibattiti nell’interpretazione di molti istituti del diritto ecclesiastico, i quali, ad oggi, assumono tratti di novità sotto il profilo applicativo e strutturale. Tra questi la trascrizione tardiva del matrimonio canonico assume rilievo particolare non solo per gli interessi individuali e collettivi coinvolti, ma anche per essere la massima esplicazione del principio della volontarietà degli effetti civili. Tale istituto sintetizza i principali fattori che hanno accompagnato la revisione concordataria nella parte relativa al matrimonio, quali il passaggio dalla prevalenza dell’interesse della famiglia al primato della sfera individuale e il principio personalistico tradotto nel nuovo diritto matrimoniale canonico, oltre ad essere manifestazione di libertà. La normativa dell’articolo 8, del nuovo concordato, che innova radicalmente il contenuto dell’articolo 14 della legge matrimoniale recepisce all’interno del quadro normativo il principio della volontarietà degli effetti civili circoscrivendo quindi ai soli coniugi la facoltà di richiedere la trascrizione del matrimonio canonico oltre il termine dei 5 giorni dalla celebrazione. Il comma 6 nel disciplinare tale istituto dichiara che la trascrizione agli effetti civili del matrimonio canonico può essere effettuata anche posteriormente su richiesta dei due contraenti, o anche di uno di essi, con la conoscenza e senza l'opposizione dell'altro, sempre che entrambi abbiano conservato ininterrottamente lo stato libero dal momento della celebrazione a quello della richiesta di trascrizione, e senza pregiudizio dei diritti legittimamente acquisiti dai terzi. Il riconoscimento della facoltà di trascrivere il matrimonio canonico oltre il termine di 5 giorni dalla celebrazione su istanza delle sole parti è il risultato della separazione tra costituzione del vincolo religioso e trascrizione agli effetti civili ed è la chiave di volta del nuovo regime. La trascrizione tardiva si è così convertita in un raccordo non più volto al recupero degli effetti civili ma posto al servizio della persona, in accordo con i principi costituzionali volti alla tutela della persona nella sua libertà di scelta. La possibilità di una trascrizione oltre il termine previsto, fa venir meno quella concentrazione temporale che sostiene l’attualità del consenso alla trascrizione, questo porta la necessità di un’espressa manifestazione di volontà, non più presumibile dal compimento dei vari adempimenti concordatari. Pertanto il vigente regime definito al comma 6 dell’articolo 8 degli accordi di Villa Madama prescrive la formulazione di un’apposita richiesta rivolta all’ufficiale dello stato civile da una delle parti con la conoscenza e la non opposizione dell’altro. Nei suoi aspetti più tecnici l’istituto della trascrizione tardiva del matrimonio canonico è connotato da una serie di limiti ma presenta contemporaneamente numerosi profili sostanziali. Il nuovo testo condiziona la trascrizione alla circostanza che i contraenti abbiano conservato ininterrottamente lo stato libero tra la celebrazione del matrimonio e la trascrizione agli effetti civili. Tale requisito accentua ulteriormente la separazione tra la costituzione del vincolo religioso e la trascrizione, data la possibilità alle parti di celebrare il matrimonio canonico in presenza di un impedimento inderogabile e di richiederne la trascrizione quando secondo la legge civile l’azione di nullità o annullamento non può più essere riproposta. L’articolo 14 della legge matrimoniale, disponeva che la trascrizione, alla quale non si era proceduti per le ragioni più strane, potesse essere richiesta da chiunque e in ogni tempo. Questo perché la visione pubblicistica che accompagnava la produzione normativa in materia familiare, aveva pensato l’istituto, come un modo per recuperare un’attività già tra l’altro motivata dalla scelta dei coniugi, a suo tempo, di unirsi in matrimonio. Quindi al fine di consentire il recupero degli effetti civili, si riconosceva la facoltà a chiunque di presentare l’istanza di trascrizione, anche senza la volontà delle parti. Nella disciplina del nuovo accordo, invece, acquista rilievo decisivo quella che è la volontà dei coniugi di dare efficacia civile al proprio matrimonio pertanto la necessità che gli stessi rinnovino la loro volontà in ordine a tale efficacia. L’innovazione apportata in ordine a tale modalità di trascrizione è conseguenza di quel principio di libertà matrimoniale che riconosce alla volontà delle parti un ruolo centrale nel procedimento di trascrizione, alleggerendo la dimensione sociale che prima caratterizzava l’istituto matrimoniale. Condizioni richieste, la necessità che la stessa sia comune e attuale. L'attualità del consenso richiesta fa si che non possa essere ammessa l'ipotesi di una trascrizione post mortem ossia effettuata dopo la morte di uno dei due coniugi.