€ 16.00
PDF protetto da Adobe DRM
Download immediato
Spedizione GRATUITAsopra € 25
Studio di un acquifero mediante metodologie geoelettriche

Studio di un acquifero mediante metodologie geoelettriche

di Elisa Pelagalli


Download immediato
  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2013/2014
  • Co-Autore: Elisa Pelagalli
  • Relatore: Massimiliano rinaldo Barchi
  • Correlatore: Stefano Bellaveglia
  • Relatore: Massimiliano rinaldo Barchi
  • Università: Università degli Studi di Perugia
  • Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  • Corso: Scienze Geologiche
  • Cattedra: massimiliano rinaldo barchi
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il seguente lavoro, svolto nell’area di San Martino in campo in provincia di Perugia, ha come obiettivo lo studio di un acquifero freatico impostato sui depositi alluvionali del Tevere, di cui è stata ricostruita la stratigrafia. Questo studio è stato focalizzato sull’applicazione dei metodi geoelettrici per fini idrogeologici. I metodi utilizzati sono stati la tomografia di resistività e i potenziali spontanei. Per determinare il modello stratigrafico sono stati consultati dati bibliografici esistenti nella zona di indagine tra cui un sondaggio che ha raggiunto la profondità di 53 m. Per ricostruire la piezometria è stato eseguito un censimento dei livelli di alcuni pozzi presenti nella zona. I rilievi geoelettrici sono stati eseguiti su un allineamento di 305 m avente direzione o-e, in accordo con il senso di scorrimento della falda freatica. Per i rilievi di resistività è stata utilizzata la configurazione Wenner con 62 elettrodi distanziati 5 m, mentre per il rilievi del potenziale spontaneo sono stati utilizzati degli elettrodi impolarizzabili in porcellana porosa. Successivamente all’acquisizione dei dati è avvenuta l’elaborazione ed interpretazione dei risultati. Sono state applicate due diverse metodologie geoelettriche, la prima quella dei potenziali spontanei di tipo passivo, mentre l’altra quella della tomografia di resistività di tipo attivo che sono due metodologie impiegate da molto tempo per studi a carattere idrogeologico. La metodologia dei potenziali spontanei si è rivelata una tecnica di indagine indiretta del sottosuolo molto economica, rapida e che richiede una strumentazione semplice. Ha permesso di individuare un trend lineare con valori crescenti nel verso di scorrimento della falda freatica. Questa metodologia ha messo in evidenza la presenza di una tubazione del metanodotto. L’indagine di tomografia elettrica di resistività è un tipo di prospezione indiretta del sottosuolo anch’essa economica rispetto ai metodi diretti, che permette di ricostruire la stratigrafia del sottosuolo, con buona copertura orizzontale e buona profondità di indagine. L’utilizzo integrato dei dati bibliografici tra cui la stratigrafia del sondaggio dell’archivio Ispra ha permesso di ricostruire il modello geologico del sottosuolo, con il quale sono stati tarati i rilievi geoelettrici. La campagna piezometrica eseguita nella zona ha portato all’individuazione del gradiente idraulico della falda.