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LUnione Europea e la NATO: due modelli di sicurezza a confronto

L'Unione Europea e la NATO: due modelli di sicurezza a confronto

di Stefano Paccagnella


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2010/2011
  • Relatore: Marco Mascia
  • Relatore: Marco Mascia
  • Università: Università degli Studi di Padova
  • Facoltà: Scienze Politiche
  • Corso: Scienze politiche e delle relazioni internazionali
  • Cattedra: Sistema politico dell'unione europea - Relazioni internazionali
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
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La NATO e la CEE sono nate da un progetto di pace ma hanno seguito strade diverse, tant'è che per quarant'anni hanno vissuto «nella stessa città [Bruxelles], ma su pianeti differenti». La prima si è occupata della difesa collettiva dei suoi membri; la seconda è stata, ed è tuttora, un'organizzazione sui generis o — per dirla con Delors — un «oggetto politico non identificato». Negli anni Novanta le due organizzazioni hanno iniziato a convergere, al punto da condividere molto di più della sola sede. Alla sua influenza commerciale e diplomatica, l'Unione Europea ha affiancato una capacità di intervento per la gestione delle crisi. Dal canto suo la NATO, per non diventare un relitto della guerra fredda, non si limita più alla difesa collettiva e aspira a ricoprire un ruolo globale. Il loro inaspettato avvicinamento ha condotto a una situazione ambivalente, nella quale i successi di molte missioni congiunte contrastano con le incomprensioni di fondo. L'UE e l'Alleanza Atlantica incarnano due modelli distinti di sicurezza ma non per questo non possono cooperare efficacemente. Lo scopo di questo lavoro è proprio di dimostrare queste due affermazioni. Il primo capitolo fornisce una panoramica sulla storia dell'integrazione europea nel settore della politica estera e di difesa. Il focus è, dunque, di tipo storico ma non mancano considerazioni di carattere politologico sulle ragioni che hanno condotto alla nascita della PESC e della PESD. L'ultima parte del capitolo è dedicata all'analisi del Trattato di Lisbona, partendo da una prospettiva giuridica. Il secondo capitolo è interamente dedicato alla comprensione del rapporto fra l'UE e la NATO. La teoria dei giochi ci offre un interessante spunto per concludere che il comportamento cooperativo sia quello più razionale anche tra le organizzazioni internazionali. Sicurezza nelle relazioni internazionali ci permette di capire come l'UE sia l'unica vera organizzazione in grado di promuovere la sicurezza cooperativa. Il terzo capitolo si propone di fornire un'analisi comparata della Strategia europea in materia di sicurezza, del Concetto strategico della NATO e della nuova Strategia di sicurezza nazionale degli USA. Sarà chiaro come la National Security Strategy di Barack Obama condivida molti temi con la Strategia dell'UE. Non mancano comunque elementi di dissonanza tra i due documenti, con particolare riferimento all'uso della forza armata. A questo proposito, un excursus sull'efficacia della dottrina della deterrenza atomica e sulla credibilità del disarmo previsto dal Trattato New START ci aiuterà a mettere a fuoco il posto dell'UE e della NATO nel mondo post-bipolare.