€ 24.00
PDF protetto da Adobe DRM
Download immediato
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 25 euro!Scopri come
Il capitale intellettuale nelle banche

Il capitale intellettuale nelle banche

di Marzia Lucia Ferdico


Download immediato
  • Tipologia: Tesi vecchio ordinamento
  • Anno accademico: 2009/2010
  • Relatore: Prof. Francesco Faraci
  • Relatore: Prof. Francesco Faraci
  • Università: Università degli Studi di Palermo
  • Facoltà: Economia
  • Corso: Economia e Commercio
  • Cattedra: Tecnica bancaria
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il settore bancario si è da sempre distinto per l'elevato impiego di capitali a elevata capacità reddituale ma non tutti i capitali sono distinguibili per la caratteristica della materialità: esistono capitali che apportano un valore consistente alla redditività attraverso il loro impiego tacito e spesso inconsapevole. In seguito ai cambiamenti istituzionali degli ultimi anni, si è profilata una maggiore attenzione sul tema della responsabilità verso le persone che compongono la banca e sulla loro capacità di generare un'interazione positiva sia interna che esterna all'azienda, soprattutto verso gli stakeholders. Sono state approfondite le tematiche di scoperta, valorizzazione e gestione di quella parte intangibile del capitale che è il capitale intellettuale. Per definizione, esso consta di tre elementi: capitale strutturale, relazionale e umano: l'insieme delle relazioni tra le varie parti ha un valore che confluisce nel valore economico dell'azienda nel suo complesso. Misurare l'apporto tangibile delle componenti intangibili del capitale è stato oggetto di studio negli ultimi anni. I metodi più moderni adottati per la misurazione del valore del capitale intellettuale sono stati racchiusi in una matrice che riporta tutti i modelli di rappresentazione attualmente diffusi a questo scopo e suddivisi in base alla loro specifica connotazione, tra i quali il più noto presso le banche è quello della Balanced Score Card. Le aree considerate dall'analisi sono le più critiche per il settore bancario, cioè dimensione finanziaria, processi interni, crescita e innovazione, clienti, perché si sottolinea come a supporto della dimensione finanziaria debba svilupparsi una cultura interna in grado di trasmettere valore quantificabile in conoscenza che spinga alla crescita e all'innovazione per una maggiore soddisfazione delle mutevoli esigenze dei clienti. Le HR sono alla base di tutti i processi e fanno da anello di congiungimento nella relazione banca-cliente, perché i dipendenti interagiscono nei processi interni svolgendo un ruolo operativo e uno relazionale. Il primo porta a una diretta integrazione con l'organizzazione nella quale operano. Tale empatia permette alle risorse umane di trasferire un'immagine solida e condivisibile verso l'esterno, espletando il tramite tra l'entità creditizia e i soggetti fruitori. I talenti specifici possono essere impiegati per migliorare anche le condizioni concorrenziali dell'ente creditizio e soprattutto rappresentano le leve sulle quali fondare sia progetti di crescita e sviluppo sia proposte di ripresa durante le situazioni di crisi. È stata confermata con un riscontro la crescente attenzione verso una corretta e ottimale gestione dei dipendenti; negli ultimi anni sono stati implementati progetti di recupero delle professionalità, di mappatura delle competenze delle persone, di attenzione alle condizioni lavorative interne. Il ruolo strategico della comunicazione viene alla luce dopo essere stato troppo spesso erroneamente messo in secondo piano; una buona coesione interna può rappresentare il mezzo più efficace per il raggiungimento di target operativi e relazionali. Ad essa è legata a stretto giro la soddisfazione dei dipendenti stessi, spinti a una maggiore produttività e integrazione con gli obiettivi economici complessivi soltanto se ritengono soddisfatte le condizioni di crescita personale e professionale. La creazione di un buon ambiente dove lavorare offre anche la possibilità di attrarre in azienda i migliori talenti o di scoprirne e svilupparne di nuovi attraverso la formazione e la corretta allocazione. Il capitale intellettuale può rappresentare un notevole ritorno in termini di redditività: dal punto di vista strategico può permettere l'impiego di fattori critici di successo unici e non replicabili dai concorrenti e mantenere più a lungo il vantaggio competitivo. Contemporaneamente la conoscenza creata e trasmessa rimane nell'azienda favorendo l'inserimento delle nuove risorse al momento del ricambio generazionale; è anche il primo valore che si può portare al cliente: un punto di vista che deriva dall'esperienza di centinaia di altri casi e che garantisce la cura e l'interesse necessari a sopperire alle richieste. I più recenti programmi di gestione delle HR utilizzati hanno inteso accrescere la capacità di memoria e di apprendimento di conoscenza, detenuta come patrimonio dell'organizzazione e non come peculiarità del singolo che la detiene. Ad oggi il capitale intellettuale può comunque definirsi come elemento indispensabile per tutti i processi organizzativi, operativi e relazionali, garantendo al tempo stesso innovazione e crescita (area organizzativa e strutturale), immagine, reputazione e fiducia (area relazionale), competenze ad alta redditività e conoscenza condivisa (area delle capacità umane). Infatti, esso si potrebbe a buon ragione definire la vera anima della banca moderna.