€ 16.00
PDF protetto da Adobe DRM
Download immediato
Spedizione a 1€Spedizione con Corriere a 1€sopra i 25 euro!Scopri come
Arabismi siciliani

Arabismi siciliani

di Giacomo Ludovico Bellomare


Download immediato
  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2006/2007
  • Relatore: Giovanni Ruffino
  • Relatore: Giovanni Ruffino
  • Università: Università degli Studi di Palermo
  • Facoltà: Lettere e Filosofia
  • Corso: Lingue straniere e italiano l2 per le relazioni internazionali e inter
  • Cattedra: Linguisitica italiana
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
La trattazione si pone il chiaro obiettivo di presentare i prestiti della lingua araba alle lingue del bacino mediterraneo, con particolare riferimento al dialetto siciliano. Lo studio di tali prestiti è reso complesso, peraltro, dalla trasmissione quasi mai lineare degli arabismi, nonché dalla resistenza spesso opposta dalle lingue in contatto con la cultura islamica. Quest'ultima ha avuto larga diffusione in Europa e, in modo particolare, nell'area del Mediterraneo. Per quanto riguarda il nostro Paese, gli Arabi si sono resi protagonisti di numerose incursioni lungo le coste italiane, soprattutto meridionali, giungendo, tuttavia, alla conquista solo di una parte ristretta del territorio italiano: la Sicilia e Pantelleria, a cui è dedicato l'ultimo capitolo di questo lavoro. Proficui, dal punto di vista commerciale e non solo, si sono rivelati i rapporti fra gli Arabi e le Repubbliche Marinare, sia lungo le coste italiane che nelle colonie de là da mar. Da qui l'importanza di "un numero considerevole di arabismi e orientalismi italiani dovuti agli intensi contatti commerciali, in epoca medievale, tra le nostre Repubbliche Marinare e i Saraceni” (Pellegrini). L'arabo costituisce non di rado il tramite per parole provenienti dalle numerose lingue entrate a far parte del dominio islamico. Soprattutto durante l'VIII secolo, la componente araba era fortemente assimilata alle altre differenti etnie riunite sotto la medesima cultura: la cultura islamica, che comprende gli apporti del persiano e di altre lingue orientali. Quanto appena esposto rende lecito parlare anche di latinismi di tramite arabo relativamente alla Sicilia e all'area mediterranea. Riguardo a quest'ultima, rivestono particolare importanza gli elementi latini del berbero, lingua parlata da una popolazione indigena dell'Africa settentrionale costiera, poi arabizzata, dalla quale provenne gran parte dei conquistatori della sicilia. Questa popolazione fu interessata – come, d'altronde, l'intera area del Mediterraneo - da un processo di romanizzazione al quale oppose vana resistenza. Di voci latine passate in arabo o in berbero si fornirà qualche esemplificazione, pur nella consapevolezza che distinguere le stratificazioni latine e romanze non sempre è compito agevole. L'incrocio di lingue, arealmente contigue, è alla base della sedimentazione di un fondo "lessicale” arabo di provenienza latina, greco-latina o latino-bizantina. Da qui tornano alle famiglie lessicali della neolatinità, in veste diversa, parole dette, appunto, "cavalli di ritorno”. "Si tratta, il più delle volte, di riacclimatazioni in area sia iberoromanza – spagnolo, catalano, portoghese – sia italoromanza – prevalentemente siciliana con propaggini meridionali, sarde e anche liguri” (Ruffino). Un ultimo cenno va dedicato, infine, alla situazione della nostra isola. Qui il processo di latinizzazione si sarebbe interrotto, secondo alcune ipotesi, con l'arrivo degli Arabi e una nuova ondata di latinità avrebbe avuto inizio con l'avvento dei Normanni, popolazione di lingua francese, ovvero neolatina. Questa sorta di "neoromanizzazione” avrebbe comportato il lento decadimento dell'arabo e lasciato una traccia di modernità nelle parlate siciliane. La trattazione affronta il complesso rapporto linguistico (ma non solo) fra gli Arabi e la nostra isola. Lo fa fornendo, prima di tutto, un'ampia panoramica delle condizioni storiche e socio-economiche della Sicilia musulmana, insistendo sul fatto che la comprensione di tali condizioni è premessa necessaria per una corretta lettura della situazione linguistica dell'isola. Il corpo centrale della trattazione è dedicato all'influenza della lingua araba sul nostro dialetto, ai campi linguistici che maggiormente hanno subito questa influenza e alle parole in cui è presente, in molti casi perfino oggi, l'ossatura dell'arabo. Un piccolo glossario completa il lavoro, fornendo esempi pratici relativi a ogni aspetto affrontato teoricamente nello stesso (molto interessante, al proposito, è l'elenco dedicato alle voci onomastiche e toponomastiche). La conclusione è dedicata al caso particolare di Pantelleria, il cui dialetto sembra essersi fermato nel tempo, mostrando, specialmente a livello fonologico, chiare incrostazioni della lingua araba. Anche per questo caso specifico è fornito un breve glossario esemplificativo.

Ultimi prodotti visti