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Recondita armonia. Analisi della Tosca di Giacomo Puccini

Recondita armonia. Analisi della Tosca di Giacomo Puccini

di Gianfranco Ferrara


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Maurizio Oberholtzer
  • Relatore: Maurizio Oberholtzer
  • Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  • Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  • Corso: Lingue e Letterature Straniere
  • Cattedra: Vicentini
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Tosca è ancora oggi considerata uno dei capolavori mondiali nell'infinito campo delle composizioni operistiche, tanto da non mancare mai nei cartelloni dei più grandi teatri d'opera al mondo ed è, insieme a La Traviata e La Bohème, una delle opere maggiormente rappresentate nel corso della storia teatrale operistica. Universalmente apprezzata per la sua concisione drammatica, l'immediatezza espressiva, il realismo dell'ambientazione e le sue tinte forti nelle espressioni orchestrali, nonché nelle linee melodiche del canto dei protagonisti, Tosca può essere definita una vera rivoluzione nella storia dell'opera, tanto da portare la vetta di un nuovo tipo di genere musicale dopo trecento anni di evoluzione stilistica e musicale. Immergendosi nel concetto di "teatro totale”, l'opera materializza la magnificenza artistica portata alle sue massime possibilità. A partire dall'improvviso exploit di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (1890), il melodramma di questo periodo ha vissuto una fase di straordinaria vitalità dovuto all'impegno di una nuova generazione di compositori integrati nella cosiddetta "Giovine scuola”, una scuola, appunto, improntata sulla continua ricerca di nuovi moduli, drammaturgici e musicali, al fine di rinnovare le sorti plurisecolari dell'opera italiana, giunta alla fine dell'era romantica con la morte di Giuseppe Verdi. La generazione dei nuovi compositori musicali, ovvero quella vissuta tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, capitanata da Mascagni, Leoncavallo, Giordano, Cilea, Fraschetti, ovviamente Puccini e altri, affermava nei suoi lavori un principio di "verità” emozionale e drammatica che fa dell'opera un nuovo mondo dominato dall'esaltazione sentimentale e, di frequente, dalla violenza passionale. Coscienti dei rischi di un teatro naturalista smisurato, i maestri del verismo musicale cercarono di arricchire le loro opere con proposte più raffinate e un'esigenza estetica di maggior livello. In questo contesto, la figura artistica di Giacomo Puccini trova molti punti di similitudine con i suoi contemporanei ma sono evidenti anche tratti di sensibile individualità. Il suo lirismo espressivo si sposa all'ideale di perfetta armonia tra la musica e la poesia librettistica, dando un profondo valore, forse come nessuno mai prima e dopo di lui, all'anima dei suoi personaggi, utilizzando semplicemente lo strumento del teatro cantato, avvicinandolo come non mai a quello di prosa, credibile e vero, eliminando dalle partiture recitativi, arie e cabalette, ovvero i cliché delle composizioni operistiche e lasciando, dunque, ampio spazio al cantato melodico congiunto a esplosioni orchestrali che, in special modo in Tosca, non concedono attimi di respiri ai musicisti, ai cantanti e, soprattutto, agli spettatori, se non alla fine degli atti. Tutto questo colloca immediatamente Puccini su un livello molto più alto rispetto a quello dei suoi musicisti coevi. Partendo da queste considerazioni, il mio lavoro di ricerca vuole sviluppare un'accurata analisi sulla genesi e sul perché dell'immensa e immediata fortuna di questo capolavoro operistico, proseguendo nell'analizzare criticamente il libretto, composto dal duo Illica-Giacosa, nelle sue parti più complesse in modo da cercare di far luce su argomenti che si sviluppano intorno e nella vicenda. Particolare attenzione si pone alla parte musicale, mostrando la tecnica compositiva di Puccini ed evidenziando le novità espressive e di impostazione musical-psicologica presenti nelle raffinate note pucciniane, esplicando e spiegando l'uso e il perché dei frequenti "leitmotive” e degli efficacissimi montaggi di piani sonori. Per capire in maniera profonda un'opera lirica è necessario, innanzitutto, conoscere i versi che i poeti hanno scritto; per questo motivo ho voluto inserire il libretto integrale prima di dare il via alla sua scoperta.