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Approccio sperimentale alla stima dellincertezza di misura nelle analisi microbiologiche quantitative

Approccio sperimentale alla stima dell'incertezza di misura nelle analisi microbiologiche quantitative

di matteo crotta


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Maria antonietta Paleari
  • Relatore: Maria antonietta Paleari
  • Università: Università degli Studi di Milano
  • Facoltà: Medicina Veterinaria
  • Corso: Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali
  • Cattedra: VET/04 - Ispezione degli alimenti di origine animale
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il presente elaborato si concentra sulle variazioni del metodo di calcolo introdotte dalla normativa UNI EN ISO 7218: 2007 "Microbiologia degli alimenti e dei mangimi – requisiti generali e di orientamento per gli esami microbiologici”, con particolare interesse al differente approccio alla stima dell'incertezza di misura da associare al risultato analitico delle analisi microbiologiche quantitative. A questo proposito, la UNI EN ISO 7218: 2007 basa la stima dell'incertezza di misura su dati analitici di riproducibilità caratteristici del laboratorio che conduce la prova. Stimare l'incertezza attraverso la valutazione della riproducibilità del risultato significa considerare che le condizioni operative di contorno abbiano una significativa influenza sulle misure. La nuova edizione della normativa non spiega nel dettaglio le modalità di calcolo ma rimanda a una specifica tecnica, la ISO/TS 19036: 2006 "Linee guida per la stima dell'incertezza di misura per le determinazioni quantitative”. Questo approccio utilizza per la stima dell'incertezza di misura la deviazione standard di riproducibilità del risultato finale derivato dal processo di misura completo, che coinvolge, quindi, tutte le possibili fonti di incertezza. La deviazione standard di riproducibilità dovrebbe essere stimata per ogni tipo di microrganismo target (o gruppo consistente di microrganismi target) e per ogni matrice (o gruppo consistente di matrici) per ogni dato metodo di prova che il laboratorio utilizza per produrre quotidianamente risultati. Operativamente per ciascun microrganismo target (o gruppo di microrganismi) e per ogni matrice (o gruppo di matrici) lo studio dovrebbe essere condotto per non meno di 10 campioni per ogni tipologia di matrice considerata. L'aggiornamento della UNI EN ISO 7218: 2007 e la conseguente redazione di un primo protocollo sperimentale in applicazione della ISO/TS 19036: 2006 sono, quindi, oggetto della presente tesi. L'elaborato, oltre a evidenziare le variazioni inerenti il conteggio, metodo di calcolo ed espressione del risultato nelle analisi microbiologiche quantitative, illustra il primo approccio sperimentale alla stima dell'incertezza di misura basandosi su risultati analitici di riproducibilità caratteristici del laboratorio che esegue le misurazioni. L'esperienza operativa ha previsto l'esecuzione di prove microbiologiche eseguite in parallelo da due operatori e che hanno coinvolto diverse matrici alimentari (suddivise in due settori e due categorie) e quattro metodiche riferibili ad altrettanti microrganismi. L'elaborazione di questo primo approccio operativo alla stima dell'incertezza attraverso uno studio di riproducibilità è correlato a una serie di scelte operative effettuate allo scopo di inserire il progetto sperimentale nel lavoro routinario del laboratorio, pur rimanendo in linea con quanto disposto dalla normativa. I dati derivanti da questa esperienza metteranno, quindi, in luce i risultati ottenuti in relazione alle scelte effettuate. La valutazione e le considerazioni finali permetteranno di redigere il protocollo operativo definitivo per il calcolo dell'incertezza. Lo svolgimento del progetto sperimentale permette, inoltre, di: indagare sul contributo apportato dalla diverse categorie di matrici nella stima dell'incertezza; indagare sulla variabilità legata alla singola metodica per microrganismo target (o gruppo di microrganismi) sulla medesima matrice (o gruppo di matrici); confrontare i risultati ottenuti nella sezione di Bergamo con quelli riportati, ad esempio, dalla normativa; valutare la possibilità di considerare le sezioni provinciali dell'IZLER come "laboratorio unico multi sito”; quindi, attraverso dati di circuito, determinare un valore di incertezza che possa essere utilizzato da tutte le sezioni. Per la stima dell'incertezza di misura è stata scelta la deviazione standard di riproducibilità ottenuta da uno studio intralaboratorio, valutando, come sopra esposto, la possibilità di intendere l'ente come "laboratorio unico multi sito”. Per l'esecuzione del protocollo sperimentale si può suddividere l'esperienza in due fasi: raccolta ed elaborazione dei dati già disponibili provenienti da tutte le sezioni dell'ente grazie ai campioni distribuiti dal "programma circuiti IZLER 2008 LGC”; analisi e determinazione delle deviazioni standard di riproducibilità condotte nella sezione pilota di Bergamo.