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La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana

La santeria. Credenze e pratiche rituali di una religione afrocubana

di sabrina lunesu


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  • Tipologia: Diploma di laurea
  • Anno accademico: 2005/2006
  • Relatore: Roberto Malighetti
  • Relatore: Roberto Malighetti
  • Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  • Facoltà: Scienze della Formazione
  • Corso: Scienze antropologiche ed etnologiche
  • Cattedra: Etnoantropologia delle americhe
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il vasto campo di studio relativo alla santería cubana presenta molteplici aspetti meritevoli di analisi. Sono partita con l'idea di focalizzare il mio lavoro di ricerca sul ruolo della santería all'interno della società cubana; a questo ho aggiunto la curiosità di approfondire, nello specifico, il suo ruolo nel contesto della società cubana bianca: in che modo e perché una religione afrocubana sia diventata cubana tout court. Inoltre, mi interessava prendere in considerazione la particolare situazione storico-politica cubana e mettere in luce le relazioni tra la santería e la rivoluzione cubana del 1959. Non avendo potuto procedere con una ricerca su campo, mi sono concentrata su un lavoro prettamente bibliografico. Questo mi ha costretto a modificare la rotta e riportarla sul sentiero già battuto di un excursus descrittivo storico-culturale e, per certi versi, anche sociale della santería. Tuttavia, la ricerca di testi relativi alla santería in generale non è stata per niente banale. In Italia esiste molto poco di pubblicato. Ho dovuto così appoggiarmi al sistema bibliotecario internazionale (prevalentemente Cuba, Stati Uniti e Germania), da cui ho avuto riscontri positivi, avvalendomi soprattutto del servizio offerto dalla biblioteca comunale di Cologno Monzese. Questa ricerca mi ha impegnato quasi un anno solare. Il materiale raccolto mi ha permesso di tracciare un quadro di come la santería sia nata e si sia sviluppata a Cuba, con caratteristiche proprie, pur derivando da elementi di religiosità africana da una parte e cristiana dall'altra. I lucumí, termine utilizzato dagli schiavi di etnia non yoruba per definire gli schiavi yoruba, furono una delle etnie africane maggiormente presenti su territorio cubano all'epoca della tratta degli schiavi e per questa ragione furono uno degli anelli centrali nello sviluppo del culto santero. Introduco l'argomento, nel primo capitolo, tracciando brevemente la storia della diaspora yoruba a Cuba e proseguo nel secondo descrivendo i tratti culturali delle etnie africane deportate a Cuba nel periodo della tratta e che hanno apportato, ciascuna con modalità e pesi diversi, elementi specifici all'interno dell'evoluzione delle pratiche religiose locali. Nel terzo capitolo mi soffermo nella descrizione di quelli che furono i "palenques”, società di schiavi fuggitivi, e del fenomeno del sincretismo, con i differenti significati che a questo termine attribuirono gli studiosi che se ne occuparono. Nel quarto capitolo mi addentro nella descrizione della santería e degli elementi storici, rituali e mitologici di cui è costituita. Cerco, inoltre, di tracciare un quadro del panorama delle pratiche di culto non santere sviluppatesi a Cuba più o meno parallelamente, in seguito alle influenze delle etnie africane presenti e dei meticciamenti reciproci che intercorsero, così come rilevanti furono le influenze delle teorie magiche e spiritiste provenienti dall'Europa. Mi riferisco alla Regla di Palo Monte, di derivazione bantu, alla società segreta abakuá, di derivazione efik ed ekoi della costa del Calabar nell'Africa occidentale, e allo spiritismo, con le sue diverse ramificazioni, influenzato dal pensiero e dalle opere di Allan Kardec. Il quinto capitolo è dedicato esclusivamente alla descrizione del panteon Lucumí, elencando le divinità (oricha) dalle quali è costituito e descrivendone le caratteristiche e le corrispondenze con i santi cristiani. Riporto, inoltre, alcuni miti e leggende di alcuni di loro che ho trovato particolarmente interessanti e curiosi. L'ultimo capitolo è un breve excursus rispetto alla santería fuori da Cuba, principalmente negli Stati Uniti. Si rivela interessante sottolineare come la santería abbia attecchito su suolo nordamericano, non solo tra gli esuli cubani ma anche tra la popolazione statunitense. Avendo iniziato la mia ricerca domandandomi come mai una religione di origine africana, seppur sincretizzata con la religione cristiana, si sia diffusa tra la popolazione bianca dell'isola, ho trovato interessante approfondire il motivo della sua ulteriore diffusione al di fuori del territorio cubano e tra membri della popolazione statunitense. Evidentemente le motivazioni dei due percorsi di sviluppo intrapresi dalla pratica rituale santera sono differenti. Probabilmente Cuba fu, ed è tuttoggi, un territorio particolarmente recettivo a un tipo di spiritualità priva di una struttura religiosa rigida e soprattutto potente politicamente come quella cristiana. La politica cubana, in quanto laica, è sempre rimasta slegata dal potere del Vaticano, sebbene ci siano state delle aperture, soprattutto negli ultimi vent'anni e questa assenza imponente ha permesso alla cristianità più popolare e alla spiritualità africana di fondersi in un'unica struttura rituale profondamente organizzata e capillarmente diffusa, proprio perché priva di potere politico ma fondamentale al fine della risoluzione delle problematiche spirituali delle persone.