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Il varietà nella televisione italiana: i mutamenti sociali visti attraverso levoluzione di un genere

Il varietà nella televisione italiana: i mutamenti sociali visti attraverso l'evoluzione di un genere

di Aurelio Calamuneri


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2009/2010
  • Relatore: Marco Centorrino
  • Relatore: Marco Centorrino
  • Università: Università degli Studi di Messina
  • Facoltà: Lettere e Filosofia
  • Corso: Scienze dell'Informazione
  • Cattedra: Teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Cos'è che balza maggiormente alla memoria di chi pensa alla televisione del passato? Quali trasmissioni richiama la mente nel ricordare le origini del piccolo schermo? E quali ricordi si riaccendono nello spettatore che torna a rivedere tali programmi dopo molti anni? Da questi e altri interrogativi prende le mosse il ragionamento che ha ispirato e accompagnato la realizzazione di questo lavoro di analisi e di ricerca sul genere varietà televisivo: uno studio sul genere che secondo l'autore ha caratterizzato maggiormente tutte le tappe evolutive dell'intrattenimento televisivo, del linguaggio del piccolo schermo e, direttamente o indirettamente, delle mode e dei canoni degli italiani. Partendo da una storia del genere varietà dalle sue origini teatrali al suo successo e trasformazione in televisione, l'autore opera una dettagliata analisi di tutti i suoi "ingredienti" (dagli autori ai registi, dai conduttori al pubblico, dalle componenti musicali a quelle spettacolari). Segue una periodizzazione per decenni di alcuni dei programmi ritenuti da chi scrive tra i più significativi e indicativi degli anni in cui vengono concepiti e realizzati, da Un, due, tre a Studio Uno; da Senza Rete e Non Stop, passando per Drive In, fino all'attualissimo one man show di personaggi come Fiorello, Celentano, Panariello, ecc. Cinquant'anni di varietà televisivo in relazione alla televisione italiana e al suo pubblico: in che modo i progressi del piccolo schermo influenzano i cambiamenti di un genere come il varietà? E che ruolo gioca in tutto questo la società, il pubblico italiano, con i suoi interessi, i suoi criteri caratteriali e le sue esigenze in continua evoluzione? Chi influenza chi: il varietà - come del resto tutta la televisione, di cui crediamo questo genere rappresenti una delle sue massime espressioni, detta usi, costumi, mode e infatuazioni alla società - o sono le abitudini del pubblico, l'evolversi delle convenzioni e del comune modo di concepire il piccolo schermo a indirizzare le rotte che il varietà col passare degli anni segue?