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Il voyeurismo: sua rappresentazione nel cinema e nei media audio-visivi

Il voyeurismo: sua rappresentazione nel cinema e nei media audio-visivi

di Aurora Auteri


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  • Tipologia: Tesi di specializzazione
  • Anno accademico: 2009/2010
  • Università: Università degli studi di Genova
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il voyeurismo è ciò che Freud ha classificato come una perversione, data dal piacere che l'uomo trae dal guardare, dallo spiare qualcun altro, rimanendo nascosto, passivo, senza cercare mai di raggiungere il proprio oggetto di desiderio, un atteggiamento che rende lo spettatore molto simile al voyeur. In questa tesi si sono voluti affrontare tale tema e le manifestazioni voyeuristiche che possiamo riscontrare (oltre che all'interno della mitologia classica e negli scritti di Lucrezio e Tertulliano) all'interno delle rappresentazioni cinematografiche e nei programmi televisivi di approfondimento giornalistico, in cui spesso il diritto di fare informazione sfocia nell'intrattenimento voyeuristico. In particolare, per quanto concerne la parte cinematografica, in cui si fa riferimento alle teorie di Casetti e di Metz, si sono voluti analizzare i seguenti film, divisi in tre gruppi: al primo gruppo (dedicato ai "voyeur del cinema”, ovvero film che hanno per protagonisti dei voyeur) appartengono "La finestra sul cortile”, "L'occhio che uccide” e "La morte in diretta”; al secondo gruppo (dedicato ai "voyeur al cinema”, ovvero con riferimento diretto allo spettatore, interpellato) appartengono "Lolita”, "Arancia meccanica” e "Eyes wide shut”; l'ultimo "gruppo” consta di una sola unità, il voyeursismo iperbolico di "The truman show”. Nella seconda parte, quella giornalistica, si è voluto parlare dell'infotainment e del piacere che il pubblico spesso trae dall'assistere allo "spettacolo del tragico”, al cosiddetto dolorismo. In particolare, si è preso in considerazione il modo in cui i media hanno trattato il caso della strage di Erba, sviscerato a 360° da programmi quali "Porta a porta”, "Matrix” e "Un giorno in pretura”. In chiusura, si è mostrato come si è arrivati a mostrare "La morte in diretta”, quando un canale del gruppo Sky ha mandato in onda il filmato di un'eutanasia e quando l'inglese Jade Goody, malata terminale, ha venduto i diritti della propria morte, diventata un reality show.