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Impronta ecologica: un metodo di analisi e prefigurazione di nuovi scenari progettuali

Impronta ecologica: un metodo di analisi e prefigurazione di nuovi scenari progettuali

di tommaso borghini


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Co-Autore: Marcella Tatavitto
  • Relatore: Claudio Saragosa
  • Correlatore: Iacopo Bernetti Rossano Pazzagli
  • Relatore: Claudio Saragosa
  • Università: Università degli Studi di Firenze
  • Facoltà: Architettura
  • Corso: Pianificazione Territoriale, Urbanistica ed Ambientale
  • Cattedra: Analisi territoriale e urbana
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il percorso di ricerca tenta di contestualizzare il concetto di ecosistema territoriale, interpretato come l'insieme di relazioni fra sistema ambientale e società umana, che trova nel suo intorno ambientale la gran parte delle risorse fondamentali per la vita. Per comprendere le dimensioni e le caratteristiche di quest'intorno - necessario al mantenimento e allo sviluppo di un ecosistema - e le relazioni da tessere con esso (al fine di non dissipare tutte le risorse), sono fondamentali i concetti di impronta ecologica e di autopoiesi. La ricerca è stata svolta su comunità ottocentesche della Maremma settentrionale, sul cui territorio le relazioni esistenti tra sistema ambientale e società umana sono state esplorate attraverso nuovi percorsi che prevedono l'applicazione delle tecnologie GIS alle fonti storiche - in particolare alle mappe del catasto generale toscano del 1830 e al censimento toscano del 1841 - permettendo di studiare l'impronta ecologica storica attraverso la connessione degli aspetti geometrico-descrittivi della maglia ambientale alle qualità produttive delle risorse e, infine, alle caratteristiche socio-economiche delle comunità insediate. Attraverso questo metodo innovativo, si ha la possibilità di comprendere e riprogettare in chiave attuale una serie di equilibri ambientali e sociali durevoli, che possono favorire un riavvicinamento concreto a un concetto di utilizzo sostenibile del territorio. La ricerca ha avuto come obiettivo lo studio dei processi di relazione interni a una società della metà dell'Ottocento e il loro riflettersi sul territorio come impronta e, quindi, di organizzazione e gestione delle risorse. La complessa struttura e forma del domesticheto è il risultato dei processi che legano gli abitanti con il contesto ambientale, mettendo in risalto le fitte relazioni fra domesticheto, inteso come proprietà dei residenti, e impronta ecologica. L'impronta ecologica, intesa come bilancio fra modelli di consumo e disponibilità di beni, acquisisce, inoltre, una dimensione spaziale fortemente legata alle caratteristiche locali dei territori e alle dinamiche sociali delle comunità. La richiesta di beni si relaziona con la reale capacità produttiva dell'ambiente circostante, andando a formare un ecosistema territoriale le cui dinamiche relazionali sono regolate dall'impronta ecologica stessa. Il metodo dell'impronta ecologica storica si propone come un percorso parallelo a quello della definizione dei patrimoni territoriali e degli statuti ambientali, prefigurando così uno scenario entropicamente adeguato che contribuisce alla progettazione di nuove risorse per il riequilibrio ecologico del territorio. Intervenendo sui processi - e non sulle componenti dell'impronta - e sulle relazioni spaziali attraverso l'ausilio di tecnologie "territorializzate”, si possono delineare nuovi scenari di sostenibilità in cui l'impronta ecologica è guida della progettazione, ricostruendo relazioni fra contesti ambientali e comunità. Un'impronta che risulta, quindi, estremamente "territorializzata” e che, di conseguenza, mira a ridurre l'impatto e a esaltare le dinamiche locali e le caratteristiche del territorio.