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Il ruolo della UE nel conflitto israelo-palestinese

Il ruolo della UE nel conflitto israelo-palestinese

di Federico Bechini


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Giorgio Natalicchi
  • Relatore: Giorgio Natalicchi
  • Università: Università degli Studi di Firenze
  • Facoltà: Scienze Politiche
  • Corso: Scienze Politiche
  • Cattedra: Politica dell’Unione Europea
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
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Dagli inizi del 1900 il Medio Oriente è sempre stato al centro delle attenzioni delle grandi potenze. Sono stati molti i tentativi di pacificazione di tale conflitto, molti sono stati i fallimenti, molti i soldi spesi sia per il conflitto stesso che per la pace. Negli ultimi anni, a causa di numerose escalation di violenza nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, il conflitto israelo-palestinese ha avuto un ruolo sempre più importante nell'agenda internazionale. Visto che l'UE partecipa alla risoluzione del conflitto in questione, ci siamo posti l'interrogativo di quale fosse il ruolo dell'Unione Europea all'interno del conflitto israelo-palestinese. Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato brevemente la storia del conflitto stesso utilizzando quattro differenti ottiche: l'origine del conflitto e la politicizzazione della questione etnica, l'escalation e de-escalation del conflitto, l'internazionalizzazione del conflitto e, infine, la sua europeizzazione. Dopo questa breve esposizione siamo passati ad analizzare come l'UE opera per risolvere il conflitto e i legami da questa instaurati con Israele e l'Autorità Palestinese. Per capire ciò abbiamo studiato e analizzato i legami politico-istituzionali tra Unione, Israele e Autorità Palestinese prendendo in considerazione la Partnership Euro-Mediterranea (PEM), la Politica Europea di Vicinato (PEV) e altri accordi secondari. Continuando nell'analisi ci siamo soffermati sull'assistenza economica fornita dall'UE al popolo palestinese e su tutto ciò che ne consegue; abbiamo preso in considerazione il commercio con Israele e Palestina, le condizioni sul conflitto imposte dall'Unione su entrambi i contendenti, l'intervento europeo sul campo per mezzo delle missioni EU BAM Rafah ed EUPOL COPPS e, infine, le percezioni dell'intervento europeo da parte israeliana e palestinese. Analizzando i documenti ufficiali, dagli accordi d'associazione agli action plan abbiamo riscontrato che i legami politico-istituzionali tra Unione e lo Stato d'Israele sono più forti rispetto a quelli avuti con l'Autorità Palestinese. Inoltre, grazie alla consultazione dei dati OCSE e dei dati ufficiali dell'Unione è emerso che quest'ultima è il primo donor internazionale del popolo palestinese; finanzia diversi progetti, spazianti dall'ambito infrastrutturale a quello educativo - attraverso il meccanismo PEGASE - e sovvenziona alcune ONG che operano sul campo. Incrociando i dati ricavati dall'OCSE e dalla Commissione Europea abbiamo appurato che il commercio europeo con Israele e la Palestina risulta essere importante per quest'ultime e che il commercio con Israele si aggira sui 25,3 miliardi di euro. Visti i dati trattati all'interno della tesi siamo arrivati alla conclusione che un embargo economico-commerciale nei confronti di Israele in risposta a un'eventuale mancanza riguardo le condizioni sul conflitto, è poco plausibile. Inoltre, avvalendoci di interviste personalmente effettuate, di interviste citate in libri accademici, di documenti ufficiali del Ministero degli Affari Esteri Israeliano e di articoli di giornale riportanti interviste a personaggi di spicco di ambo le parti contendenti, abbiamo constatato che le percezioni nei confronti dell'intervento europeo da parte israeliana e palestinese sono antitetiche tra loro. Se da una parte gli Israeliani ritengono l'intervento europeo inopportuno, dall'altra il popolo palestinese chiede all'Europa non solo di mantenere il ruolo economico che tuttora possiede ma anche di avere un maggior ruolo politico nella risoluzione del conflitto e di essere meno dipendente dalle posizioni statunitensi. In conclusione, possiamo sostenere che l'Unione Europea ricopre, principalmente, un ruolo di spicco per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese in ambito economico. Ambito importante per sostenere la popolazione e la creazione delle istituzioni palestinesi necessarie per la costruzione del futuro Stato Palestinese. Dal punto di vista politico, dato il deficit di credibilità - dovuto alla mancanza di coesione interna - e dato il ruolo assegnatole dalla comunità internazionale e, soprattutto, dagli Stati Uniti, riteniamo che l'UE si attenga alle posizione volute e sostenute da questi ultimi e dal quartetto, salvo le rare eccezioni trattate all'interno della tesi che hanno anticipato posizioni ritenute, fino ad allora, impensabili.

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