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La sindrome del colon irritabile come disturbo di somatizzazione

La sindrome del colon irritabile come disturbo di somatizzazione

di Chiara Pica


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2010/2011
  • Relatore: Stefano Lera
  • Relatore: Stefano Lera
  • Università: Università degli Studi di Firenze
  • Facoltà: Psicologia
  • Corso: Psicologia
  • Cattedra: Psicologia dell'handicap e della riabilitazione
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
La sindrome del colon irritabile (Irritable Bowel Syndrome, IBS) è un disturbo molto frequente nei contesti sanitari e nella popolazione generale, che crea notevole disagio e che influenza negativamente la qualità della vita di chi convive con esso. Vari tentativi sono stati messi a punto fin’ora per comprendere una patologia che sfugge alla classica visione biomedica della malattia, che non ha una patofisiologia chiara e che per questo viene definita come disturbo gastrointestinale funzionale. Come disturbo così diffuso e che crea un simile disagio quotidiano risulta di rilevanza clinica cercare di approfondire i fattori in gioco per poter intervenire in modo efficace e mirato. L’obiettivo del presente lavoro è quindi quello di entrare approfonditamente dentro la patologia per scoprire quali sono tutti i fattori in gioco e cercare di ipotizzare come si combinano tra loro. Così facendo si vuole dimostrare che l’IBS, così come tutti i disturbi funzionali di cui fa parte, non possono essere compresi se non all’interno di un modello integrato. Il contesto in cui il disturbo è inserito è quello della somatizzazione, intesa qui nel suo senso generale di tendenza a esprimere a livello somatico un disagio psicologico che poi può prendere diverse forme in base a come interagisce con vulnerabilità organiche, fattori ereditari e ambientali e che viene usata come sinonimo di Medically Unexplained Symptoms(MUS) e disturbi somatici funzionali. La rassegna presente è volta a dare ragione a queste analogie. Si è scelto di affrontare il tema sotto l’aspetto di una rassegna dei contributi teorici sull’argomento: nel primo capitolo si illustrano le caratteristiche cliniche del disturbo, per fornire una panoramica delle principali componenti, la sintomatologia, la diagnosi, la terapia. Nel secondo capitolo si inizia ad affrontare la contestualizzazione dell’IBS all’interno del modello biopsicosociale, mostrando quanto sia frequente trovare una determinata serie di disturbi in comorbidità e vedendo quanto abbia in comune con gli altri MUS. Una volta contestualizzato l’ibs all’interno dei MUS, nel terzo capitolo si entra più in profondità e vediamo quali sono i vari fattori psicologici in gioco nell’ibs che possono contribuire al suo esordio e mantenimento. Nel quarto capitolo si affronta l’IBS e i MUS nell’ottica del rapporto medico-paziente, sottolineando quanto questo sia importante nell’influenzare la condizione clinica. Infine nel quinto capitolo si osservano i criteri diagnostici attuali dei distrurbi MUS e si passano in rassegna le varie ipotesti che sono state fatte per modificare gli attuali criteri diagnostici.