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Aspetti della scuola positiva italiana: Enrico Ferri, tra sociologia e diritto

Aspetti della scuola positiva italiana: Enrico Ferri, tra sociologia e diritto

di Riccardo Tognetti


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Giovanna Cavallaro
  • Correlatore: Francesco D'urso
  • Relatore: Giovanna Cavallaro
  • Università: Università degli Studi di Ferrara
  • Facoltà: Giurisprudenza
  • Corso: Operatore giudiziario e dei corpi di polizia
  • Cattedra: Sociologia del diritto e filosofia del diritto
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
La tesi parla dei contributi giuridici e sociologici che il diritto italiano e non solo ha avuto grazie a Enrico Ferri, importante giurista e sociologo criminale di fine '800 e primi del '900. Egli fu uno dei tre fondamentali esponenti della scuola positiva italiana del diritto penale, nata in contrasto con la dominante scuola classica della quale uno dei più illustri esponenti fu Francesco Carrara. Con il metodo induttivo, Ferri, Lombroso e Garofalo, i maestri della scuola positiva, vollero dare una soluzione al problema criminale. Loro convinzione era che per arginare il problema del crimine bisognasse partire dallo studio del delinquente piuttosto che da quello del delitto. Ecco che allora dalle intuizioni di Lombroso cominciano, ad opera anche di Ferri, una serie di classificazioni dei delinquenti e l'elaborazione dei cc dd sostitutivi penali. Metodi, questi ultimi, ritenuti più efficaci rispetto alle pene per proteggere la società dal crimine. Infine, ci si chiede cosa sia rimasto oggi di questa scuola e quali interessanti dibattiti e questinoni abbia lasciato aperti. I contributi delle scienze mediche e sociali ad opera di vari studiosi andranno a confluire in quell'ampio mare che è oggi la criminologia.