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Rovine, melanconia e memoria nellopera di Winfried G. Sebald

Rovine, melanconia e memoria nell'opera di Winfried G. Sebald

di Nicola Rizzo


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2009/2010
  • Relatore: Rosalba Maletta
  • Relatore: Rosalba Maletta
  • Università: Università degli Studi della Calabria
  • Facoltà: Lettere e Filosofia
  • Corso: Lingue e Letterature Straniere
  • Cattedra: Letteratura tedesca, Università degli Studi di Milano
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Tra gli autori di area tedesca che nel dopoguerra si sono occupati di tematiche connesse all'esperienza - sia umana che intellettuale - dei catastrofici eventi della seconda guerra mondiale, Winfried G. Sebald occupa un posto peculiare e di evidente rilevanza, per le caratteristiche stilistiche, artistiche e tematiche che caratterizzano la sua opera, costantemente divisa tra memorialistica, autobiografia, biografia, saggistica della più varia, narrativa di viaggio e singolare uso delle immagini. Egli crea così una mescolanza di generi e stili che hanno portato taluni a ritenerlo l'inventore di un nuovo campo finzionale capace di trarre la propria qualità di testimonianza letteraria dagli eventi storici descritti e dai riflessi di questi sulle esistenze individuali di coloro che li hanno attraversati. Sebald fa leva su una serie di dispositivi e meccanismi atti a identificare e definire uno specifico segmento di realtà riuscendo a fargli assumere una maggiore rilevanza e veridicità. Questo procedimento è rilevabile principalmente nell'uso costante di fotografie di luoghi e persone, tratti dagli album familiari di Sebald stesso o di suoi conoscenti, dai suoi appunti di viaggio o dalle ricerche che lo impegnarono in quanto studioso di letteratura. Tali meccanismi letterari consentono di specificare l'oggetto della narrazione, di dare volto e aspetto ai personaggi e ai luoghi nominati, in modo che il Sebald autore confermi e conferisca un maggiore grado di autenticità alle vicende esperite dal Sebald personaggio. È questo un aspetto assolutamente centrale nel quadro di una produzione letteraria che può identificarsi come una consacrazione alla memoria e al ricordo, al riportare alla luce e tentare di conservare quanto è stato rimosso o tenuto nascosto in seguito a rovinosi eventi storici, che videro la Germania infausta protagonista di un progetto volto alla cancellazione di milioni di vite, e soprattutto, al piano di distruzione totale di un popolo. La produzione sebaldiana è allora dedita a riannodare i fili delle esistenze sbiadite e marginali di quanti furono colpiti dalla Shoah, rendendo il proprio fare letterario il tramite attraverso cui giungere a ricostruire quel passato al fine di acquisire un lucido ed esatto sguardo sui meccanismi che ne determinarono gli esiti. Meccanismi che – afferma Sebald – continuano a operare ancora oggi con forza immutata, rendendo la storia dell'uomo una catena infinita di rovine e distruzione. E la letteratura di Sebald si ispira proprio al riconoscimento del valore estetico delle rovine – siano esse edifici, paesaggi o esistenze individuali – in quanto elementi a partire dai quali avviare un'indagine rivolta alla ricostituzione e comprensione del passato.