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Monarda fistulosa e Monarda didyma: valutazione degli aspetti agronomico-colturali e dell’attività antimicrobica dell’olio essenziale

Monarda fistulosa e Monarda didyma: valutazione degli aspetti agronomico-colturali e dell’attività antimicrobica dell’olio essenziale

di Barbara Bittau


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2014/2015
  • Relatore: Maria grazia Bellardi
  • Correlatore: Paola; lisa Mattarelli; cavicchi
  • Relatore: Maria grazia Bellardi
  • Università: Università degli Studi di Bologna
  • Facoltà: Agraria
  • Corso: Scienze e Tecnologie Agrarie
  • Cattedra: microbiologia agraria
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il progetto di tesi si è concentrato sullo studio di 2 specie vegetali: M. Fistulosa e M. Didyma, coltivate nei campi sperimentali dell’ITA Scarabelli-Ghini (Imola) e nel Giardino delle Erbe di Casola Valsenio (Ravenna), e successivamente sottoposte a distillazione in corrente di vapore per l’ottenimento degli o. E. (oli essenziali). Nello specifico, la ricerca ha perseguito i seguenti obiettivi: a) Valutazione degli aspetti agronomico-colturali e fitosanitari delle specie di Monarda: i campetti sperimentali, allestiti nel 2013 sia a Imola che a Casola Valsenio, sono stati periodicamente monitorati dal punto di vista agronomico-colturale e fitosanitario fino alla fase di fioritura e di raccolta. Il materiale vegetale (costituito da foglie e fiori) è stato distillato e l’o. E. Analizzato per valutarne la composizione chimica. Entrambe le specie di Monarda, anche nel 2014, si sono confermate piante rustiche e di facile coltivazione. Dal punto di vista prettamente erboristico, entrambe le specie di Monarda garantiscono una buona e costante resa in o. E. Le concimazioni non influiscono sulla resa in o. E. Le rese maggiori si hanno in fase di fioritura quando si osservano anche cambiamenti nella composizione, con aumento di alcuni costituenti, soprattutto il timolo che negli o. E. Di piante fiorite supera di gran lunga il 60%. È quindi ipotizzabile che l’attività antimicrobica, già elevata con gli o. E. Ottenuti da Monarda non fiorita, debba incrementarsi: ma saranno gli studi eseguiti con gli o. E. Del 2014 a potere confermare quest’ipotesi. b) Raccolta, distillazione e composizione degli o. E. 2014: la fase di raccolta è stata eseguita in due differenti date, in quanto M. Didyma e M. Fistulosa, coltivate a Imola, hanno presentato due diversi periodi di piena fioritura (la prima a fine maggio, mentre la seconda a fine giugno); le parcelle a Casola Valsenio sono state invece raccolte lo stesso giorno. In data 19/06/2014 si è effettuato il taglio di M. Didyma presso l’ITA Scarabelli-Ghini: 14, 3 kg di M. Didyma “con concime”; 11, 2 kg di M. Didyma “senza concime”. Le rese di o. E. Ottenute nel 2014 hanno mostrato alcune significative differenze, in particolare: M. Fistulosa “senza concime” di Imola ha dato una resa in percentuale superiore, quasi il doppio, rispetto a Casola Valsenio (0, 618% contro 0, 375%) e quasi simile a quella della parcella “con concime”: 0, 655%. Similmente, anche la resa di M. Didyma “senza concime” di Imola è stata superiore rispetto a quella di Casola Valsenio (0, 634% contro 0, 423%), ma in questo caso è stata superiore alla corrispettiva “con concime” (0, 510%). La maggiore differenza in relazione alla assenza o presenza di concime, si è avuta quindi (a Imola) con M. Didyma: 0, 634% e 0, 510% rispettivamente. In coltura “con concime” si è ricavata una resa maggiore con M. Fistulosa (0, 655%) il cui valore corrisponde a quello più alto ottenuto fra tutte e sei le tesi distillate. Si tratta quindi di risultati di un certo rilievo per la resa in o. E: partendo da piante di Monarda “simili” (ottenute dallo stesso seme e monitorate dal punto di vista sanitario) la quantità di o. E. è differente in funzione di: luogo di coltivazione, condizioni di “stress” (le concimazioni diminuiscono la resa in o. E. ), fase fenologica di crescita (in fioritura le rese aumentano, finanche a raddoppiare). c) Studi dell’attività antimicrobica degli o. E. Del 2013: la complessa mescolanza di componenti degli o. E. Può rivelare un potenziale antimicrobico interessante, con una minore possibilità di indurre fenomeni di resistenza da parte degli agenti patogeni. L'uso eccessivo di antibiotici in medicina e veterinaria è considerato una delle principali cause di sviluppo di renitenze microbiche agli antibiotici: le proprietà antimicrobiche degli o. E. Possono quindi costituire un valido supporto. Gli esperimenti eseguiti nella tesi sugli o. E. Ottenuti dagli impianti del 2013, da entrambe le specie di Monarda, hanno mostrato elevata attività antimicrobica. Sono state saggiate le seguenti specie di microrganismi appartenenti al genere Candida: Candida tropicalis, Candida pseudointermedia, Candida stellata, Candida albicans. L'attività antimicrobica è stata valutata mediante la MIC (Minimal Inhibitory Concentration, intendendo la più bassa concentrazione di o. E. Che inibisce la crescita microbica), e la MLC (Minimal Lethal Concentration) seguendo il metodo CLSI (CSLI, 2008). Gli o. E. Di M. Fistulosa e M. Didyma possono essere quindi considerati ad elevata attività antimicrobica, ma con una differenziazione di azione verso le diverse specie di candida. L’o. E. Del genere Monarda si conferma possedere una notevole attività antimicrobica, com’era già stato verificato per quello da M. Fistulosa nei confronti di Escherichia coli.