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Valutazione del rischio di esposizione a fitofarmaci nelle coltivazioni di grano duro

Valutazione del rischio di esposizione a fitofarmaci nelle coltivazioni di grano duro

di Luca Castignani


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2010/2011
  • Relatore: Alessandro Bacaloni
  • Relatore: Alessandro Bacaloni
  • Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  • Facoltà: Medicina e Chirurgia
  • Corso: tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro
  • Cattedra: chimica
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
L'avvento della chimica in agricoltura ha sicuramente lasciato un segno indelebile di cambiamento, ciò ha permesso di incrementare notevolmente la resa delle colture, con una contemporanea riduzione di manodopera impiegata; ma da una parte sta inquinando l'ambiente soprattutto per l'uso indiscriminato che si fa dei prodotti chimici utilizzati nella difesa delle produzioni agrarie. Nel 2011, anno internazionale della chimica, vale quindi la pena analizzare il suo contributo al benessere dell'umanità, ma anche gli aspetti negativi che la caratterizzano. La salvaguardia ambientale, la sicurezza alimentare e la protezione degli operatori in agricoltura sono strettamente legate al corretto uso di fitofarmaci impiegati nelle coltivazioni. Dagli anni '80, il crescente impiego di questi prodotti ha determinato un incremento delle problematiche legate a fenomeni di resistenza (tra i patogeni), di persistenza (suolo, acqua, aria) e di tossicità (per insetti predatori, microrganismi utili, animali, uomo). Recentemente, anche grazie all'affermazione dell'agricoltura biologica, sostanze naturali utilizzate nel passato (rame) o a basso impatto ambientale hanno ripreso a svolgere un ruolo sostitutivo di molte molecole di sintesi, limitando, attraverso la giusta scelta delle dosi e del periodo d'impiego, i potenziali rischi per l'uomo e l'intero ecosistema. Un momento particolarmente critico riguarda l'impiego delle attrezzature necessarie alla distribuzione dei fitofarmaci. Irroratori, atomizzatori, generatori di aerosol, impolveratrici, fumigatrici, vanno costantemente controllati e sottoposti a manutenzione per garantire la sicurezza alimentare dei consumatori (tempo di carenza del fitofarmaco). Attraverso una distribuzione ottimale del prodotto, si ottiene infatti la riduzione dell'esposizione dell'operatore agli agenti chimici e della probabilità di insorgenza di patologie professionali effetto dell'assorbimento attraverso la cute, dell'inalazione o dell'ingestione del prodotto. In ragione degli effetti tossici (acuti, cronici) e dei diversi fattori che li influenzano (età, stato di salute, sostanza chimica impiegata, formulazione, ecc. ), in un'ottica della prevenzione, è di fondamentale importanza curare l'aspetto della formazione degli operatori riguardo il corretto uso dei fitofarmaci e le modalità più idonee per la protezione dall'esposizione ad agenti chimici. Per questo la prevenzione nei luoghi di lavoro deve essere di primaria importanza in agricoltura ed una corretta formazione può aiutare a ridurre quei rischi a cui il lavoratore e di conseguenza anche il consumatore vanno incontro. Il nostro lavoro vuole verificare l'efficacia della formazione dei lavoratori, riguardo l'uso dei prodotti fitosanitari nelle coltivazioni di grano duro, attraverso l'analisi di alcune aziende agricole volte a verificare l'effettivo svolgimento di quelle che sono le buone pratiche da seguire.