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I musei del cibo: luoghi di memoria e di progetto

I musei del cibo: luoghi di memoria e di progetto

di Cinzia Malaguti


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di primo livello
  • Anno accademico: 2010/2011
  • Relatore: Lucilla Rami Ceci
  • Correlatore: Giovanna Gianturco
  • Relatore: Lucilla Rami Ceci
  • Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  • Facoltà: Scienze della Comunicazione
  • Corso: Scienze della Comunicazione
  • Cattedra: Antropologia culturale
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Questo lavoro è il frutto di un viaggio nei nuovi concetti e valori che oggi il Museo rappresenta, per coniugarli con il linguaggio del cibo. Il cibo è storia, tradizione, cultura, linguaggio di una Comunità che nel Nuovo Museo può trovare rinnovata forma espressiva e valorizzazione. I prodotti tipici di un territorio sono le opere d’arte della sua gente che li crea a partire da pochi elementi base forniti dalla natura, sono sculture lavorate dalla memoria di una comunità e rese eccellenza. Se il prodotto tipico è un’opera d’arte, un museo è la sua casa, un museo che vive del territorio e della sua vitalità, che esso può e deve contribuire a rinvigorire. I musei del gusto o del cibo in Italia non sono pochi, in Emilia-Romagna – la mia regione – sono ben 19. Tutti nascono dall’esigenza di custodire e raccontare al visitatore non soltanto un prodotto, ma anche l’invisibile lavoro che ci sta dietro, quel patrimonio immateriale fatto di esperienze, mestieri e saperi concreti, che oggi trova nel pubblico una maggiore sensibilità, quasi a compensare i processi di globalizzazione. Il progetto di questa tesi non nasce, pertanto, dalla considerazione se il cibo possa essere oggetto da museo, questo è un fatto già consolidato, ma nasce dall’obiettivo di verificare se un museo del cibo possa servire non solo a conservare modelli di esistenza relegati nel passato, ma anche a promuoverne una rinnovata vitalità, per sé, per il territorio e per la sua comunità. La parte empirica riguarda l`esperienza dei tre musei del cibo del circuito della provincia di Parma, ossia quello del Parmigiano Reggiano, quello del Prosciutto di Parma e quello del Salame di Felino. La scelta dei tre musei del parmense, sui 19 presenti sul territorio dell’Emilia-Romagna, è motivata dalla loro singolarità: l’appartenenza a un circuito che abbraccia una vasta area della provincia e la loro progettazione secondo un unico concetto guida.