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Verde urbano e resilienza della città ai cambiamenti climatici

Verde urbano e resilienza della città ai cambiamenti climatici

di Davide Ficarella


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2015/2016
  • Relatore: Antonio Leone
  • Relatore: Antonio Leone
  • Università: Politecnico di Bari
  • Facoltà: Ingegneria
  • Corso: Ingegneria Edile
  • Cattedra: ingegneria del territorio [icar/20]
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il presente lavoro si inquadra nel dibattito e nelle ricerche in corso relative alla resilienza ed alla conseguente sostenibilità ambientale della città. In questo senso, ha un ruolo fondamentale il verde, non più da considerarsi come parametro statico (vedi standard fissato dal dm 1444/68 che risponde alle sole esigenze sociali di densità e fruizione per il tempo libero). Necessariamente, la questione ambientale impone una visione più complessa e multifunzionale, con il conseguente approccio dinamico alla costruzione del verde in città. Fermo restando i valori sociali, il verde della città resiliente aggiunge servizi ecosistemici fondamentali, quali: - l’aumento della permeabilità idrologica, quindi maggiore possibilità di assorbimento delle piogge di maggiore intensità e la tutela della qualità delle acque di ruscellamento superficiale in città; - la mitigazione degli estremi di temperatura, soprattutto l’isola urbana di calore; - la produzione di biomassa di notevole utilità per l’approvvigionamento energetico e di riuso agricolo, perché di ottima qualità ed a km 0; - il completamento della rete ecologica a scala urbana, anche questo aspetto particolarmente strategico perché la città è sistema artificiale per antonomasia. Tutti questi aspetti portano a ritenere il verde urbano una vera e propria infrastruttura di pari, se non di superiore valore rispetto alle altre. Il suo progetto deve quindi saper dare una risposta a questa esigenza, divenendo una sfida tecnologica e costruttiva prioritaria. Nel presente lavoro di tesi verranno quantificati e valutati gli effetti mitiganti relativi alla collocazione delle nuove tipologie di aree verdi per la regimazione degli eccessi idrici. Inizialmente verranno esposte in maniera dettagliata le problematiche relative al consumo di suolo ed i rispettivi effetti sul ciclo dell’acqua. Sulla base di queste problematiche, verranno esposte, successivamente, le relative pratiche di gestione sostenibile delle acque meteoriche, riferendoci specificatamente alle bmp (best management practices) e alle tecnologie a basso impatto, chiamate col termine americano lid (low impact development), che attraverso un approccio sostenibile mirano ad una progettazione che ha come primo obbiettivo quello di ridurre il carico delle acque superficiali in eccesso. Successivamente si affronterà l’approccio modellistico e progettuale riguardante i sistemi vegetati, ovvero le strutture di bioritenzione. Ci sarà a riguardo un capitolo che specificherà in dettaglio le caratteristiche del modello numerico di riferimento correlato alle linee guida per la progettazione fornite dal Madison civil & environmental engineering department water resources group - University of Wisconsin che sulla base di ricerche e sperimentazioni, offre una base rigorosa per la valutazione della performance di aree di bioritenzione, rain garden e bacini d’infiltrazione. Infine, attraverso un applicazione del modello manageriale, si verificherà la rispondenza del progetto ai requisiti d’infiltrazione fissati dagli standard urbanistici istituiti nello stato del Wisconsin per la gestione sostenibile delle acque meteoriche.