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Linguaggi controllati, il caso italiano

Linguaggi controllati, il caso italiano

di Valenza Cristina


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2008/2009
  • Relatore: Luigi Muzii
  • Relatore: Luigi Muzii
  • Università: Libera Università degli Studi San Pio V di Roma
  • Facoltà: Facoltà di interpretazione e traduzione
  • Corso: Traduzione e Interpretazione
  • Cattedra: Terminologia e localizzazione
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Negli anni '80, l'industria aeronautica avvertì la necessità di aumentare l'accuratezza delle istruzioni di manutenzione per un conseguente aumento della sicurezza in volo. Nacquero così progetti volti a introdurre sottoinsiemi del linguaggio naturale che permettessero di ridurre complessità e ambiguità. Il primo sforzo fu condotto sull'inglese e portò alla nascita dell'AECMA Simplified English (ora ASD Simplified Technical English, ASD-STE100). Anni dopo, la ricerca sui linguaggi controllati si è sviluppata in varie lingue, tra cui anche il tedesco e il francese. Nel 1987, l'AIA (Associazione delle Industrie Aerospaziali) - attraverso una commissione del Gruppo di Lavoro Nazionale Documentazione (GLND) - ha dato il via a un progetto per creare una sorta di "italiano semplificato” basato sugli stessi principi del Simplified English, nello stesso modo in cui era stato creato il "Rationalised French”. A causa di restrizioni economiche, dovute alla crisi del settore aeronautico dei primi anni '90, il sottogruppo ha cessato la sua attività. Il progetto si è fermato a un'analisi di fattibilità per verificare se le regole e il dizionario, una volta tradotte in italiano, avessero potuto creare un "embrione” di linguaggio controllato in italiano. Nel 1999, nell'ambito del progetto di ricerca linguaggio naturale controllato per la specifica di sistemi complessi, il CESI (Centro elettronico sperimentale italiano) ha messo a punto una forma di linguaggio controllato italiano, espressamente concepito per l'integrazione in ambiente TRIO (linguaggio formale sviluppato da ENEL, CISE, Politecnico di Milano e CESI), come strumento per la stesura di specifiche dei requisiti per sistemi di automazione. Nel 2004, Basili, Pazienza e Pennacchiotti hanno pubblicato gli atti del convegno didimatica: ”SALINAC: un sistema di supporto all'apprendimento di Linguaggio Naturale Controllato”. Con questo articolo hanno presentato una piattaforma software per il supporto all'apprendimento dei CL mediante un controllo delle attività di scrittura. Oggi, Attempto Controlled English (ACE), linguaggio controllato creato da un progetto di ricerca dell'Università di Zurigo, è stato tradotto in diverse lingue, tra cui l'italiano, per essere utilizzato nei Courteous Logic Programs (programmi per la gestione dei conflitti) per la semantica dei modelli stabili. Oggi sono disponibili linguaggi controllati e utilizzati in vari settori per l'inglese, lo svedese, lo spagnolo e il russo. Il fatto che linguaggi controllati in uso per l'italiano fossero così difficili da trovare come argomento di studio è stato uno spunto per approfondire l'argomento. La ricerca, infatti, vuole cercare di rispondere ad alcune questioni, quali: c'è uno scarso interesse per la creazione di un linguaggio controllato italiano? La grammatica e la morfologia italiana si prestano allo sviluppo di un linguaggio controllato? L'uso dell'inglese in Italia sopperisce a quello dell'italiano nei settori in cui i linguaggi controllati sono utilizzati? Quali sono stati i progressi negli ultimi anni? Un linguaggio controllato in italiano creato nel settore aeronautico può essere utile anche in altri settori? L'obiettivo del lavoro sarà quello di fornire la risposta a queste domande. Fonti e materiali diversi saranno confrontati, cercando di evidenziare i punti in comune e sottolineando le caratteristiche comuni come il parser e gli altri sistemi di controllo.

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