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Prebiotici, probiotici e nutrizione nelle IBD

Prebiotici, probiotici e nutrizione nelle IBD

di Daniele Gabrovec


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  • Tipologia: Tesi di Laurea di secondo livello / magistrale
  • Anno accademico: 2018/2019
  • Relatore: Valeria Guglielmi
  • Relatore: Valeria Guglielmi
  • Università: università san raffaele di roma
  • Facoltà: Agraria
  • Corso: scienze della nutrizione umana
  • Cattedra: la sindrome metabolica e le malattie dell'intestino
  • Lingua: Italiano
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM (richiede software gratuito Adobe Digital Edition)
Il numero di casi di pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory Bowel Disease, IBD) sono aumentati negli ultimi decenni, con un’incidenza che si attesta in Europa a 24. 3 casi per 100. 000 abitanti, mentre nel Nord America si attesta sui 19. 3 casi per 100000 abitanti; per quanto riguarda la prevalenza, si attesta sui 500 casi per 100. 000 abitanti in Europa, mentre nel Nord America si attesta sui 250 casi per 100. 000 abitanti. Le IBD si possono classificare in rettocolite ulcerosa (ulcerative colitis, UC) e morbo di Crohn (Crohn’s Disease, CD), più una forma non ben differenziata. La differenza fra le due principali forme di IBD è che l’UC colpisce il colon in direzione ascendente, l’ano viene risparmiato e le lesioni generalmente non sono transmurali; per quanto riguarda il CD, tutto l’apparato digerente può essere coinvolto, colpisce anche l’ano e le lesioni arrivano ad essere transmurali. le IBD colpiscono spesso soggetti giovani, nel pieno delle attività lavorative e scolastiche. Uno dei problemi principali di questa tipologia di patologie è che, attualmente, non esiste un protocollo terapeutico efficace; se da un lato la terapia medica è in grado di indurre lo stato di remissione nella maggior parete dei pazienti, essa non è in grado di far mantenere lo stato di remissione a lungo nel tempo. Un altro problema della terapia farmacologica è che non sempre viene ben tollerata dai pazienti e può portare anche ad effetti avversi (es. Arresto di crescita nei bambini). le malattie infiammatorie croniche intestinali hanno sicuramente un’importante base genetica (attualmente, tramite studi GWAS, sono stati individuati 163 loci di suscettibilità per le IBD), tuttavia, anche una variazione nel microbiota intestinale può portare allo sviluppo di queste patologie. Lo scopo di questa review sistematica e meta-analisi (analisi di 369 articoli, fra cui 121 clinical trial) è di andare a valutare l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza di una terapia probiotica, prebiotica e nutrizionale in alternativa o come supporto all’attuale terapia farmacologica per le IBD, al fine di indurre lo stato di remissione e di poterlo mantenere nel tempo. Questo lavoro è stato suddiviso in 5 capitoli; nel primo capitolo (malattie infiammatorie croniche intestinali: definizioni, epidemiologia e patogenesi) vengono definite le malattie infiammatorie croniche intestinali, le attuali stime epidemiologiche, i meccanismi coinvolti nella disregolazione immunitaria, i fattori genetici e i vari fattori di rischio che portano allo sviluppo delle IBD. Nel secondo capitolo (probiotici nelle malattie infiammatorie croniche intestinali) si valuta l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza di una terapia probiotica nelle IBD. Nel terzo capitolo (prebiotici e polisaccaridi non amidacei nelle malattie infiammatorie croniche intestinali) si valuta l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza di una terapia prebiotica nelle IBD. Nel quarto capitolo (nutrizione nelle malattie infiammatorie croniche intestinali) si valuta l’efficienza, l’efficacia e la sicurezza di vari regimi nutrizionali, integrativi e nutraceutici nel trattamento delle IBD. Nel quinto e ultimo capitolo (prebiotici, probiotici e nutrizione nelle IBD: discussione) viene riassunto l’intero lavoro e vengono proposte delle terapie prebiotiche, probiotiche e nutrizionali sulla base degli studi analizzati.