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Suite francese

Suite francese

di Irène Némirovsky


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  • Editore: Newton Compton
  • Collana: I MiniMammut
  • Traduttore: Cataldi Villari F.
  • Data di Pubblicazione: luglio 2018
  • EAN: 9788822719782
  • ISBN: 8822719786
  • Pagine: 378
  • Formato: rilegato
  • Ean altre edizioni: 9788835993865, 9788845926402, 9788854179370

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Trama del libro

«Suite francese», ultimo capolavoro di Irène Némirovsky, incompiuto, fu pubblicato in Francia solo nel 2004 e ha permesso al grande pubblico internazionale di conoscere una donna straordinaria e una grande scrittrice rimasta in ombra per molto tempo. Nelle intenzioni dell'autrice, «Suite française» doveva essere una "sinfonia in cinque movimenti" sull'epopea vissuta dal popolo francese sotto l'occupazione tedesca. Purtroppo, i "movimenti" furono solo due: «Tempesta in giugno» e «Dolce», due romanzi che raccontano l'uno, la fuga dei parigini mentre in città stanno per arrivare i tedeschi; l'altro, il drammatico rapporto tra una donna francese e un ufficiale tedesco. L'arresto e la deportazione ad Auschwitz impedirono alla Némirovsky di completare la sua sinfonia. A «Suite francese» è legato anche un piccolo mistero: come ha potuto salvarsi dalla furia nazista che volle, con la solita precisione e meticolosità, distruggere tutto quello che apparteneva a Irène e alla sua famiglia?

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Voto medio del prodotto:  4 (4.5 di 5 su 11 recensioni)

4Suite Francese, 22-02-2017
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È l'ultimo romanzo della Nemirovsky, ed è incompiuto. Nonostante ciò, credo che si possa considerare finito, nel senso che trovo la conclusione logica e ben fatta, non ha bisogno di aggiungere altro. Vale la pena leggerlo.
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4Un destino tragico, 06-03-2012
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La Francia e l'occupazione tedesca raccontata da Iréne Nemirovsky scrittrice di origine russa fuggita in Francia con la famiglia allo scoppio della rivoluzione d'Ottobre e morta ad Auschwitz. Una scrittura nitida, essenziale, intensa. Grande maestria nel ritrarre sentimenti delicati e profondi, delineati con grande delicatezza e pudore, soprattutto nel secondo racconto. In alcuni momenti richiama alla mente quei racconti di Maupassant (autore amato dalla N. ) che descrivevano le sofferenze materiali e morali del popolo durante la guerra franco- prussiana, ed in comune con questi ha l'amore per una Francia ferita e violata, terra nella quale viveva da non più di una ventina di anni, ma per la quale traspare un amore straordinario, al punto di farla apparire più francese dei francesi. Descrizioni stupende di rara poesia e sensibilità che è difficile leggere in autori moderni.
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5Delizioso! Assolutamente da non perdere!, 09-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Suite francese è un libro passionale, intenso, delicato, profondo.

Romanzo curato dalla figlia Denise Epstein, che ci regala non solo i capitolo del libro purtroppo incompleto a causa della morte in giovane età della madre, ma anche lettere, appunti, descrizioni scritte dalla Nemirovsky con passione lucidità.

Un libro che richiede impegno ma che regala emozioni, lacrime, apre la mente, muove il pensiero.

Da leggere assolutamente!
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4Suite francese, 04-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Mi ero ripromesso di leggere l'opera omnia dell'autrice russa, questo lascia un sentimento ambiguo. Il duo-manzo (doppio romanzo) ha degli alti e dei bassi. Quello che in ogni caso lo riscatta è la costruzione generale ed il contesto. Fino alle dolorose lettere finali. Urla di rabbia ed impotenza. La Suite veniva scritta nell'impeto dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, anche sotto l'urgenza di narrare un po' del se e di quello che come persona di discendenza ebrea stava tuttavia soffrendo nella Francia occupata dai tedeschi. Si parla quasi in presa diretta, narrando gli stessi avvenimenti che si stanno vivendo, e trasfondendoli in forma di romanzo, per darne corpo, quasi per esorcizzare le proprie paure. Paure che poi saranno vere e reali, quando, dopo la fine del secondo dei tre - quattro romanzi di cui voleva comporre la suite, viene arrestata, deportata ed uccisa ad Auschwitz. I due romanzi in sé, a parte questa vicinanza con il reale, non sono compiuti completamente. Forse è una prima stesura da raffinare, ma lasciano qua e là sentimenti di irrisolutezza, di necessità di ulteriori approfondimenti della scrittura, o anche (alla Flaubert) di tagli. Nel primo, corale, si assiste all'inopinata caduta della Francia di fronte al tedesco avanzante, con tutte le piccole glorie e le grandi miserie di chi vive tempi difficili. Il secondo è più centrato sull'impossibile storia d'amore tra la signora francese con il marito deportato e l'ufficiale tedesco invasore, di bei modi e di belle lettere. Poi si passa alla parte finale, alle lettere ed alle vicende reali. Lì sì che la realtà supera il narrato. Da un lato Irène ci fa parte delle sue idee narrative, di come avrebbe voluto proseguire le storie, di come andranno a finire i vari personaggi (e questo è piacevole, come un backstage di un sequel cinematografico) . Dall'altro si seguono le sue vicende private, l'ottusità del potere conquistatore e l'asservimento del potere conquistato. Si assiste al tutto con un senso di angoscia e di impotenza. E se ne beve l'amore fiele, sino all'ultima goccia. Alla fine, sono contento di avere avuto la fortuna di leggerlo, anche se ne esco con un senso di amarezza difficilmente eliminabile.
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5Suite francese, 29-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Una delle tante colpe dei nazisti è stat quella di privarci di ctanto talento letterario. Raramente ho letto un libo capace di farmi entrare dentro in maniera così imperiosa e intensa la guerra con tutta la sua forza e le sue contraddizioni. Me lo ha regalato Irène Némirovsky poco prima di essere deportata nel campo di sterminio di Auschwitz. Ci ha lasciato questo gioiello, questo piccolo grande capolavoro, questa effige al mondo: prima "Temporale di giugno", un romanzo corale incentrato sulla fuga della folla da Parigi a Tours, all'avanzare della guerra, poi "Dolce", un racconto più intimo e passionale che ci svela l'amore fra una sposa di guerra e un soldato tedesco. Perchè la guerra è anche questo, la guerra è tutto. Perfetto nel far vivere al lettore gli stati d'animo dei personaggi, lucido e attento nell'osservare la realtà di quegli attimi, in una parola: sublime.
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