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Suite francese

Suite francese

di Irène Némirovsky


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  • Editore: Adelphi
  • Collana: Vintage
  • Data di Pubblicazione: giugno 2011
  • EAN: 9788845926402
  • ISBN: 8845926400

Trama del libro

Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.

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Recensioni degli utenti

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Voto medio del prodotto:  4.5 (4.7 di 5 su 3 recensioni)

5.0Delizioso! Assolutamente da non perdere!, 09-08-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Suite francese è un libro passionale, intenso, delicato, profondo.

Romanzo curato dalla figlia Denise Epstein, che ci regala non solo i capitolo del libro purtroppo incompleto a causa della morte in giovane età della madre, ma anche lettere, appunti, descrizioni scritte dalla Nemirovsky con passione lucidità.

Un libro che richiede impegno ma che regala emozioni, lacrime, apre la mente, muove il pensiero.

Da leggere assolutamente!
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4.0Suite francese, 04-08-2011, ritenuta utile da 1 utente su 2
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Mi ero ripromesso di leggere l'opera omnia dell'autrice russa, questo lascia un sentimento ambiguo. Il duo-manzo (doppio romanzo) ha degli alti e dei bassi. Quello che in ogni caso lo riscatta è la costruzione generale ed il contesto. Fino alle dolorose lettere finali. Urla di rabbia ed impotenza. La Suite veniva scritta nell'impeto dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale, anche sotto l'urgenza di narrare un po' del se e di quello che come persona di discendenza ebrea stava tuttavia soffrendo nella Francia occupata dai tedeschi. Si parla quasi in presa diretta, narrando gli stessi avvenimenti che si stanno vivendo, e trasfondendoli in forma di romanzo, per darne corpo, quasi per esorcizzare le proprie paure. Paure che poi saranno vere e reali, quando, dopo la fine del secondo dei tre - quattro romanzi di cui voleva comporre la suite, viene arrestata, deportata ed uccisa ad Auschwitz. I due romanzi in sé, a parte questa vicinanza con il reale, non sono compiuti completamente. Forse è una prima stesura da raffinare, ma lasciano qua e là sentimenti di irrisolutezza, di necessità di ulteriori approfondimenti della scrittura, o anche (alla Flaubert) di tagli. Nel primo, corale, si assiste all'inopinata caduta della Francia di fronte al tedesco avanzante, con tutte le piccole glorie e le grandi miserie di chi vive tempi difficili. Il secondo è più centrato sull'impossibile storia d'amore tra la signora francese con il marito deportato e l'ufficiale tedesco invasore, di bei modi e di belle lettere. Poi si passa alla parte finale, alle lettere ed alle vicende reali. Lì sì che la realtà supera il narrato. Da un lato Irène ci fa parte delle sue idee narrative, di come avrebbe voluto proseguire le storie, di come andranno a finire i vari personaggi (e questo è piacevole, come un backstage di un sequel cinematografico) . Dall'altro si seguono le sue vicende private, l'ottusità del potere conquistatore e l'asservimento del potere conquistato. Si assiste al tutto con un senso di angoscia e di impotenza. E se ne beve l'amore fiele, sino all'ultima goccia. Alla fine, sono contento di avere avuto la fortuna di leggerlo, anche se ne esco con un senso di amarezza difficilmente eliminabile.
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5.0Suite francese, 29-07-2011, ritenuta utile da 2 utenti su 2
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Una delle tante colpe dei nazisti è stat quella di privarci di ctanto talento letterario. Raramente ho letto un libo capace di farmi entrare dentro in maniera così imperiosa e intensa la guerra con tutta la sua forza e le sue contraddizioni. Me lo ha regalato Irène Némirovsky poco prima di essere deportata nel campo di sterminio di Auschwitz. Ci ha lasciato questo gioiello, questo piccolo grande capolavoro, questa effige al mondo: prima "Temporale di giugno", un romanzo corale incentrato sulla fuga della folla da Parigi a Tours, all'avanzare della guerra, poi "Dolce", un racconto più intimo e passionale che ci svela l'amore fra una sposa di guerra e un soldato tedesco. Perchè la guerra è anche questo, la guerra è tutto. Perfetto nel far vivere al lettore gli stati d'animo dei personaggi, lucido e attento nell'osservare la realtà di quegli attimi, in una parola: sublime.
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